NEXT: The future of T-shirt graphics from T-world on Vimeo.
T-world è l’unica rivista che si occupa totalmente di T-shirt e del mondo legato a questo particolare tipo di indumento. Particolare perché, sebbene così comune, anzi proprio per la sua diffusione, la T-shirt è divenuta veicolo per eccellenza di comunicazione, soprattutto delle realtà più underground.
T-world è una rivista semestrale al cui centro pone i design dei vari artisti, writer, designer. Suo scopo è quello di promuovere etichette e autori in tutto il mondo. Si pensi che la T-world ha presentato 1000 T-shirt, 150 designer ed etichette, 40 esclusivi ritratti fotografici di Nicole Reed, e 15 T-shirt del futuro provenienti da importanti artisti e designer internazionali.
Con l’ultimo numero, T-world si propone con un nuovo formato e una nuova direzione. Il taglio sarà incentrato su New York, partendo dal famoso logo I love NY, che proprio grazie alle T-shirt ha viaggiato in tutto il mondo. Processo inevitabile se si tiene in considerazione che New York è la città in cui è nato l’hip-hop, i graffiti come arte, e artisti del calibro di Andy Warhol.
Proprio quest’ultimo, si legge nella rivista, è stato profetico nell’adoperare un solo e comune prodotto come la Campbell Soup, che esattamente come una T-shirt ha fatto dell’oggetto qualcosa di fortemente comunicativo e riconoscibile.

Seth Smoot è un fotografo che vive a New York e pubblica per importanti riviste, oltre a fare reportage in terre straniere spesso poco battute. Forse da questo si può partire per capire molte sue foto.
A contrapporsi a un’immaginabile vita frenetica, confusa e logorante, ci sono alcune sue visioni che suggeriscono e vogliono portare agli occhi tutt’altro. Non sono immagini oniriche e incantate, eppure sanno rilassare e far riposare sulla contemplazione di scorci qualsiasi di quotidianità.
Seth riesce in questo tramite precise scelte di stile. Le stesse scelte che non solo un fotografo, ma anche un artista o un designer sono chiamati a fare. I soggetti -dicevamo- appartengono alla vita reale, e sono colti così come effettivamente si presentano, oppure ordinati, ma non per farli apparire falsamente più di quanto siano, ma semplicemente per mostrarne meglio la semplice bellezza.
Ero molto emozionata e onorata di progettare gli inviti per la mia migliore amica Jenna, per il suo matrimonio presso il Desert Botanical Gardens in Phoenix, Arizona. La sede è stata un’ispirazione importante per la coppia, per questo volevano che gli inviti riflettessero l’eleganza e la rilassatezza del sud-ovest.Con la penna a inchiostro ho creato illustrazioni di diversi tipi di cactus e una tipografia personalizzata, utilizzando un solo colore per avere opzioni di stampa flessibili e per mantenere il costo basso.
Chi parla è Alison Iven, designer di New York, che per la sua amica Jenna ha progettato un vero set tipografico da matrimonio. C’è un bellissimo invito, con un cactus sobrio e originale; stessa eleganza per il lettering, anche se forse un po’ troppo compresso, andando a perdere di ariosità.
Gli inviti di matrimonio di Alison Iven



Continua a leggere: Alison Iven e i suoi inviti per un tè nel deserto

Per tutti i fortunati possessori di giardino, sfidarsi all’aria aperta con una partita di Ping Pong è un piacere seriamente raccomandabile. Che siate abituati a scalcinati rettangoli da oratorio o a superfici professionali, questo “Chalk Table” realizzato per Puma da Rinat Aruh e Johan Liden, fondatori e menti dietro lo studio Aruliden.
Come dichiarano sul loro sito, la loro mission è quella di unire design e marketing e, almeno in questo caso, l’esperimento è assolutamente riuscito. Una nuova idea per un oggetto apparentemente immutabile come un tavolo da Ping Pong, ottiene nuova vita sia perché, come il nome suggerisce, è possibile scrivere sulla superficie con il gesso, sia perché la superficie stessa è trattata con ceramica rendendo l’esperienza di gioco ancora più veloce.
Lo spazio sotto il piano è vuoto e può contenere le racchette, la rete e tutto il necessario, le gambe sono in legno. E’ possibile acquistarlo dal Conran Shop di New York.
Gli svedesi di Studio Henzel hanno appena presentato all‘ICFF di New York le novità della loro collezione di tappeti contemporanei. I pezzi, tutti rigorosamente annodati a mano, si distinguono per una forte caratterizzazione grafica che attinge all’immaginario artistico contemporaneo, con un riferimento particolare al filone della pop art.
Tra le proposte, si passa dagli artwork che mixano lettering in stile Helvetica a ritratti fotografici, fino ad una linea minimalista che gioca con le impercettibili sfumature di tono e di luce di versioni in rigorosa tinta unita. Con The X Module System, invece, si possono far realizzare tappeti a forma di X con i pattern preferiti della loro collezione, da combinare a piacimento.
Via | Me Design Mag
Continua a leggere: Colore, foto, lettering: i tappeti contemporanei di Studio Henzel
Non solo la vista sul ponte di Brooklyn è senz’altro mozzafiato, ma è ancora più incredibile deve essere affacciarsi alla finestra e trovarci il vecchio orologio -completamente a vista e incastonato sul vetro- di una torre campanaria!
Il privilegio spetta ai proprietari di questo incredibile appartamento su tre piani ubicato nella zona di Dumbo, a New York. Pensato come un grande loft su più livelli, è dotato di ascensore interno, tutto completamente a vista, per muoversi tra un piano e l’altro.
Via | Hello Bauldoff
La Triennale sbarca a New York. E lo fa per restare. Dal prossimo settembre, infatti, l’istituzione per eccellenza del design milanese arriverà ufficialmente nella Grande Mela con una nuova piattaforma museale destinata a testimoniare sul continente americano la qualità e la tradizione della progettazione italiana di tutti i tempi.
Realizzato da Michele De Lucchi e Pierluigi Cerri in collaborazione con lo studio newyorchese CUH2a, il nuovo spazio sarà di casa sulla 53esima strada e affiancherà al suo interno un grande espazio espositivo, dotato delle più sofisticate tecnologie, con le facilities museali di rito quali ristorante, caffè e libreria.
Per l’inaugurazione, l’evento in calendario - “The Expression of Gio Ponti” è tutto dedicato alla celebrazione del grande architetto milanese.
Via | Dexigner

Nasce dai libri, questa “Book Light” di Myung-seo Kang, una delle due designer dello studio MS (l’altra è Mi-Seung Kim). Presentata in questi giorni all ICFF in corso a New York, unisce il concetto di pop-up a un’immagine che ricorda anche la struttura a soffietto del mantice di una fisarmonica.
Aprendo e chiudendo le estremità, si dosa la quantità di luce desiderata: la sua forma particolare permette inoltre di utilizzarla sia come lampada da tavolo che come lampadario, per poi riporla chiusa quando non è più necessaria.
Myung-seo Kang e Mi-Seung Kim hanno una vera e propria fissazione per le superfici pieghettate. Nel loro catalogo c’è già un mobile diviso a metà sempre da un ‘mantice’ e una borsa che sfrutta lo stesso sistema per aumentare o diminuire la capienza. Dopo il salto, una gallery dei loro lavori.
Continua a leggere: La lampada a soffietto di Myung-seo Kang

Nasce da Chronicle Books in collaborazione con il New York Museum of Modern Art (il MoMa) una linea di prodotti per bambini chiamata MoMA Modern Kids: giochi per avvicinare i più piccoli al mondo dell’architettura e del design.
Uno dei primi prodotti che verranno commercializzati, è questo set chiamato “Modern Play House”, con il quale è possibile creare degli spazi abitativi utilizzando le sei scatole modulari incluse nel kit e ideare più di 50 arredamenti diversi con mobili pop-up, pellicole adesive in vinile e altri accessori.
Una volta ‘montata’ la casa, c’è un set di personaggi che raffigurano la ‘modern family’, perfetto da utilizzare insieme e da far muovere all’interno delle stanze. Il costo di entrambi si aggira attorno ai 20$.
Down Side Up è la nuova collezione di arredo che Fabrica presenterà all’American Folk Art Museum durante i giorni dell’Icff di New York, la più importante fiera americana del settore arredamento.
I mobili, tutti realizzati in legno, si distinguono per un assetto un po’ asimmetrico, risultato di un lavoro sul segno che vuole rispondere sì alle esigenze d’uso, ma anche al gusto per la sperimentazione. Ecco perché Down Side Up è stata definita una “change-inspired collection”: facendo proprie forme libere e atipiche, promuove oggetti multifunzionali che ciascuno può usare un po’ a piacimento, senza regole vincolanti.
Molti i designer coinvolti nella progettazione, tra cui Sam Baron (FR), Philip Bone (UK), Dean Brown (UK), Elliott Burford (AUS), Catarina Carreiras (PT), Valentina Carretta (IT), Yukihiro Kaneuchi (JAP), Myriam Maguire (CAN) e Jaeun Park (KOR).
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