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Tutti gli articoli con tag net art

Petra Cortright

pubblicato da intweetion in: Tecnologia Designer Video Illustrazione

Artista, illustratrice sui generis e provocatoria, Petra Cortright si muove costantemente in bilico tra la net-art e le suggestioni dei new media. Nata a Santa Barbara, in California, vive e lavora a Berlino. I suoi studi sono equamente divisi tra design e arte, approccio visibile nelle opere che realizza.

Elementi geometrici come quelli dei suoi “Glow drawings” coesistono in una allegra schizofrenia con i mini lavori di ascii art, i ritratti privi di soggetto, il delirio di emoticons e i video più concettuali come quello che vi proponiamo prima del post.

Modi di comunicare apparentemente ‘poveri’ e sregolati che, mentre ci addentriamo nel suo mondo, rivelano una serie di riflessioni tutt’altro che immediate sull’invasione operata progressivamente dalla massificazione della tecnologia.

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Princess Hijab: guerrigliera a colpi di gif

pubblicato da intweetion in: Web design Illustrazione Graphic Design

Princess_Hijab

Stando al suo misterioso myspace, Princess Hijab ha 21 anni. Probabilmente non è vero, ma crederci o meno non è rilevante. Quello che invece fa decisamente la differenza nei suoi ‘lavori’ è la forza quasi sovversiva del suo modo di utilizzare le icone culturali. Una in particolare: il velo. Il velo islamico.

Libertà di scelta? Determinismo puro? Elemento di distinzione? La guerriglia di Princess Hijab parte proprio da qui. Dalla critica alle questioni politiche (e religiose, in senso ampio) legate al genere femminile e all’identità. L’attitudine è resa ancora più aggressiva dalla forma scelta. Gif animate, rozze nella risoluzione (siamo in piena digital art), irriverenti nei contenuti (su tutte: l’immagine di una donna coperta dal velo che strizza l’occhio a chi guarda), estreme nella scelta dei colori.

L’altra ossessione di Princess Hijab sono gli unicorni (”atei simboli geek“, li definisce lei) e la loro proliferazione grafica su internet, quindi non fa altro che moltiplicarli, inserirli in un contesto pop con palette che includono toni di rosa allucinanti e effetti fluo, aggiungere simboli esoterici e lasciare che emerga la sottile inquietudine che li caratterizza. Tutto nei suoi lavori, finisce per farvi perdere l’orientamento (culturale, soprattutto). Probabilmente, il migliore risultato che le si possa chiedere di ottenere.

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389: la net-art modificala tu

pubblicato da intweetion in: Designer Interaction design

Scrollbars Experiment from Yazev on Vimeo.

Andrey Yazev è un artista e designer di Mosca che basa le sue opere sull’interazione costante di chi osserva. Il linguaggio è la net-art: lavori pensati per la rete, esibiti on line, direttamente legati all’estetica di software e web. Quello di Yazev è un mondo che insiste in particolar modo sui browser (consigliati Safari e Chrome per ammirare il tutto al meglio) e sulla gestualità legata ad essi.

Scrollbars, finestre e effetti legati allo zoom. C’è anche un programma di musica generativa: selezionate la spunta nelle caselle, decidete la velocità del ritmo e il software farà il resto. Persino il suo ‘logo’ è modificabile con gli stessi meccanismi: per ricordarci, fin dal semplice nome dell’artista, che interagire è una maniera di creare.

(Altri lavori di Yazev sulla sua pagina Behance)

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Reality CPU: decostruire i videogiochi e renderli arte

pubblicato da intweetion in: Accessori

RealityCPU

Poco o nulla si sa di Tabor A. Robak. Vive a Portland, è un formidabile illustratore con l’evidente passione per i videogiochi anni ‘80 che distrugge con passione e follia maniacale. Ha un sito e un tumblr dove posta i suoi appunti di lavoro che sono già dei deliri prima ancora di vedere la luce.

Net.art, simbologia pop, rimandi al trash e alla science fiction, collage e forme in 3D. Farsi un giro nel suo portfolio e nei suoi siti lascia senza parole, ma suggestionati a dovere. Su “Internet Magik”, per esempio, intriso di magia nera, bianca e grigia. Su “Image economy”, sorta di alienante database di immagini.

O su “Reality CPU” che è l’incubo di chiunque abbia posseduto un computer a 8 bit. Confondersi per capire. O non capire affatto e perdersi tra le macerie scintillanti dei propri ricordi.

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