
Per chi pensava che per costruire un oggetto tridimensionale ci fosse bisogno di almeno tre-quattro facce, (per un triangolo o una piramide) da oggi dovrà riconsiderare la propria posizione.
Voi fate un oggetto con tre facce? Jack Smith ve lo fa con due! Due sono le forme che infatti ha utilizzato per costruire la sua casetta per uccelli. Due sono i fogli che curvati tra loro costruiscono una microscopica architettura per volatili.
Ironie geometriche a parte, quel che importa è come ancora una volta il design segni un punto a favore della semplicità, della funzionalità, della bellezza, dell’attenzione al territorio.
Continua a leggere: Jack Smith: quando il design si fa in due per l'ornitologia

Arriva dall’industrial designer messicano Christian Vivanco questo divano dal nome che ricorda un noto proverbio. L’idea di “The grass is always greener on the other side of the fence” nasce infatti dall’innato bisogno di desiderare ciò che non si ha e, allo stesso tempo, dall’esigenza di ristabilire il dialogo tra uomo e natura.
Libertà e comfort in un solo elemento di arredo, questo l’obiettivo di Vivanco. Che spiega come sia i materiali, le finiture e la configurazione possano essere disposti a piacere in base alle esigenze di chi lo utilizza. Può diventare uno spazio giochi per bambini così come il divano da sistemare nel salotto di una giovane coppia.
Il divano “The grass is always greener on the other side of the fence” include quattro cuscini ed è disponibile in altrettante diverse combinazioni di colori. Dopo il salto, una gallery per osservarlo più nel dettaglio.
Continua a leggere: "L'erba del vicino...": il divano di Christian Vivanco

Due proposte per ascoltare la musica dal vostro lettore mp3 senza utilizzare gli auricolari. Due oggetti piccoli e facili da trasportare, dal design accurato e divertente. Il primo viene dalla Yuen’to ed prende ispirazione dai palloncini. A guardarlo meglio, in realtà, sembra più che altro un grosso auricolare con tanto di spugna. E’ disponibile in vari colori e può essere collegato via USB per la ricarica che garantisce quattro ore di autonomia. Costa circa 45$.
Il secondo invece prende ispirazione dalla natura e come dice il nome stesso (”Wooden Acorn”) altro non è che la riproduzione in legno di una ghianda. Contiene anche una radio FM e dopo la ricarica, può rimanere in funzione per cinque ore. Dieci, se lo si utilizza come sintonizzatore. Lo ha realizzato la Motz con legno di albicocco ed è in vendita via Pyramid Distribution


Osservare la natura è un passatempo sempre più diffuso, in genere le persone trovano quest’attività rilassante, un ottimo metodo per ritrovare il contatto con quelle cose che la vita quotidiana, sempre più caotica, tende a mettere da parte.
Quando a fare ciò è un designer, oltre al relax, può venire fuori un’idea innovativa che in modo più o meno velato porta la natura nelle nostre case.
Questo è esattamente il caso di In set, l’ultima creazione di Elena Rogna, un elemento divisorio versatile e modellabile con estrema facilità che nasce dall’osservazione di un piccolo insetto stecco; un insetto dalle apparenze fragili ma, contrariamente alle apparenze, è forte ed è capace di adattarsi agli ambienti che lo circondano.
Grazie ai vari giunti flessibili è possibile comporre In Set a seconda delle proprie esigenze e creare forme e movimenti sempre diversi, ciò rende In Set un elemento modulare perfetto per dividere gli ambienti domestici, estremamente elegante e funzionale anche per teatri, mostre, eventi, showroom ed esercizi commerciali. La struttura è composta da una maglia composta da grossi quadrati all’interno dei quali, a piacimento, è possibile inserire degli elementi di tessuto elastico dai colori e dalle fantasie infinite.
Via | Architetturaedesign.it
L’ufficio autoprogettato, sede dello studio Selgas Cano, si presenta come una creazione unica nel suo genere: una struttura che mira a diventare un tutt’uno con la natura, immersa appunto in un bosco, vicino a Madrid.
Vetro curvato, colori abbinati alla natura circostante, una distribuzione insolita per un ufficio, lo rendono un luogo futuristico e altamente artificiale, ma allo stesso tempo anche ben inserito nel suo contesto naturale.
Via | 2modern

Multitouch Barcelona è uno gruppo di interaction designers votato alla realizzazione di modi di comunicazione tra la persona e la tecnologia. Puntando sull’esperienza sensoriale delle nuove frontiere del multi touch -appunto- creano situazioni in cui, interagire in un contesto digitale, diventa un momento per riappropriarsi dell’umanità nascosta dietro ogni esperienza tecnologica.
Dita che diventano pennelli mentre un software processa pressione e velocità modificando i colori, o una versione di Space Invaders in cui al posto del tradizionale ‘cannoncino’ manovrato da un joystick, possiamo respingere gli invasori a colpi di palline di spugna colorate.
Fino all’installazione che vi presentiamo prima del post: una ironica e intelligente interfaccia grafica umana, con cui interagire osservando le risposte di un essere umano rinchiuso sotto lo schermo. Si chiama “Hi” che sta per “Human Interface”, ma anche -ovviamente- per il saluto che una persona potrebbe rivolgerci ogni volta che accediamo al nostro terminale quotidiano con il mondo.

Silvia Massa è una interior designer che interpreta l’architettura d’interni come una scenografia dove spazio, colore, luce, forme, funzioni d’uso e tecnologia interagiscono armonicamente.
Attraverso il lavoro del suo studio, cerca di integrare la funzionalità con l’identità di chi abita gli spazi. La sua ricerca è perfettamente sintetizzata nel suo spazio web dove, grazie a una intuitiva interfaccia in Flash, è possibile sperimentare direttamente la resa dei suoi “Easy Wallpaper”: stickers giganti per decorare le pareti dei luoghi vissuti.
Rimandi pop, elementi naturali e immaginario orientale nelle decorazioni proposte. Alcuni elementi, poi, sono le silhouettes di oggetti d’arredo spesso già presenti nelle case, ma realizzati in una chiave diversa per toni scelti e rimandi temporali. Un’alternativa divertente ed elegante per dare nuova vita ai muri della vostra abitazione.

Second Skin è la nuova linea di mobili in legno progettati da Lotte van Laatum.
Un albero si trasforma in legname che a sua volta è materia per dar forma ai mobili: proprio per rispettare il naturale ciclo di vita degli alberi e rispettare la loro natura, per la linea Second Skin è stato scelto legno preso da mobili di seconda mano.
Il legno riciclato è stato sottoposto ad un processo di fresatura e alcuni rami sono stati scansionati e con un programma 3D sono stati trasformati in sedia.
Il risultato sono dunque mobili con una forma iconica, ispirata al modo in cui un albero cresce.
Via | mocoloco.com
Gli spot pubblicitari sfruttano diversi meccanismi retorici per far presa sul pubblico. Quel che è certo è che uno spot dovrebbe saper resistere alla routine della messa in onda e catturare lo sguardo dello spettatore per più di un passaggio televisivo.
Succede sicuramente a questa pubblicità, che è piaciuta anche ai nostri vicini di Autoblog, Harmony, ideata dalla Saatchi & Saatchi di Los Angeles e diretta da Mr. Hide per Toyota Prius. Quel che a un primo sguardo sembra un effetto di motion graphic, si rivela in realtà a una visione più attenta, un gioco di coreografie ben orchestrate.
E’ un mondo interamente fatto di persone. Sono esseri umani a sbocciare come tanti fiori, a cambiare forma e colore al passaggio della macchina, a formare, come un’ola allo stadio, tutto il paesaggio, cascate, alberi, nuvole, farfalle e persino la montagna su cui la macchina si inerpica. Armonia, appunto, tra uomo, natura e macchina. E per finire, non perdetevi lo stupefacente making of!
Via | Mooveon.net

Sembra una tendenza il voler usare elementi presi dalla natura (piante, sole, mare, paesaggi, fauna) per la grafica di un sito web. Solitamente è per dare un look & feel più vicino al visitatore che ritrova “figure” familiari che fanno quasi dimenticare temporaneamente il digitale.
Six Revisions puntualmente ci pone una ricca lista di esempi, realizzati da web designer di tutto il mondo: l’esempio in alto è dell’agenzia Sproutbox e personalmente segnalo August che usa la fotografia di un paesaggio naturale come background fisso, l’isola deserta del graphic designer ceco Tomàs Pojeta, i rampicanti del portfolio di Osvaldas Valutis.
Sarebbe interessante discutere su questa scelta stilistica, per capire se anche qui in Italia sarebbe gradita da un cliente e per questo passo la parola ai lettori di Designerblog.