
Al via i lavori della stazione della metropolitana di Monte Sant’angelo a Napoli. Il progetto, a cura di Future Systems, recentemente convertitosi in Amanda Levete Architects dopo la morte del co-fondatore Jan Kaplick, vede la collaborazione del grande artista indiano Anish Kapoor.
Molto originale il segno distintivo della stazione, nello spirito visionario che ha sempre caratterizzato le architetture di Future Systems, ma anche in linea con la sensibilità plastica che contraddistingue Kapoor. L’idea, infatti, è quella di evocare, non senza un buona dose di ironia, la discesa negli inferi. D’altro canto, una certa sensualità delle forme ha più volte ispirato pensieri ben più maliziosi. La struttura verrà realizzata in Corten, materiale che ben sia addice alla natura vulcanica del territorio.
Via | Dezeen
Mentre Milano gode della sua Settimana del Mobile, un altro grande evento di respiro internazionale si apre un po’ più a sud. E non è Roma questa volta protagonista, ma Napoli. Questa sera infatti si inaugura al MADRE, Museo D‘Arte Contemporanea Donna Regina, URBAN SUPERSTAR Show, la più esauriente mostra di Urban Art mai realizzata in Italia.
Organizzata da Comicon, in concomitanza con l’undicesima edizione del Salone Internazionale del Fumetto di Napoli, e dalla galleria romana MondoPop, Urban Superstar è una grande vittoria per chi, come il curatore David Vecchiato, ha lottato perché anche in Italia venisse riconosciuta dignità a forme espressive come street art, skate art, pop surrealism, lowbrow e poster art, art-toys.
Perché si legittimassero tutte quelle correnti che si muovono in bilico su un crinale tra illustrazione e arte, graffiti, cartoon e fumetto, che mai prima d’ora erano state accettate in un museo del nostro paese, sempre guardate con sospetto da quella parte della critica che legge la parola contaminazione sempre come sinonimo di corruzione e banalizzazione.
Italia: Design_kit è una nuova iniziativa di designerblog, una serie di interviste, che si propone di creare una geografia del panorama del giovane design italiano, evidenziando quali sono le icone di riferimento della nuova generazione e le direzioni intraprese dalla nuova creatività. Il bello di questa mappa è che si autogenererà. Ogni intervistato infatti farà il nome del suo successore.
L’ospite di oggi è l’industrial designer di Napoli Adele Rotella.
Descrivi chi sei, cosa fai e come ti piace farlo.
Sono una giovane donna e designer napoletana, curiosa e determinata, con tanta passione per le arti e per la musica. Dopo la laurea in Disegno Industriale con una tesi su un progetto eco-sostenibile, ho collaborato con diversi studi di architettura e design. Ho cominciato l’attività di libera professionista in concomitanza con l’esposizione della mia prima collezione, avvenuta nel 2007 presso il Salone Satellite di Milano. Successivamente i miei progetti sono stati esposti alla mostra Tentlondon di Londra e alla Fiera Abitare il Tempo di Verona. In questi anni ho investito molto su me stessa ma, nonostante sia stato davvero difficile muovere i primi passi, queste esperienze mi hanno resa più forte e fiduciosa nelle mie capacità. Ora sto seguendo gli sviluppi di due miei progetti, Kookabarukka e Fruittiera, che sono entrati a far parte della collezione ZERO8 di Agostinelli e rappresentano la mia prima grande soddisfazione professionale! Attualmente lavoro anche come consulente presso FTP, società del gruppo Fiat. Mi piace il confronto con le persone, rimanere aggiornata sulle novità del design ma anche fare tesoro degli insegnamenti dei maestri del passato. Nei miei progetti cerco sempre di infondere la qualità dell’emozione: i miei prodotti mirano a muovere l’animo e a stabilire un rapporto più dinamico, intimo e personale con il fruitore e con lo spazio.

La plastica è da sempre uno dei materiali prediletti da molti designers ed aziende del made in italy (ma non solo, ovviamente) che sulle sue immense potenzialità hanno costruito il proprio modo di fare design.
Così, in quel di Napoli si è deciso di dare vita ad un vero e proprio museo dedicato a questo versatile materiale: infatti è nato Pl-art, il centro museale e di ricerca dedicato alle opere d’arte e di design realizzate in materiale plastico.
Tra i tanti prototipi in esposizione si possono intravedere pezzi cult della storia del design come il celeberrimo Cactus di Gufram o la Nobody’s chair firmata dal mitico Gaetano Pesce, assieme a tanti altri prodotti che hanno incontrato, negli anni, gli onori di critica e pubblico.
Le attività scientifiche della struttura sono coordiante da Maurizio Avella, uno dei massimi esperti del settore e primo ricercatore dell’Istituto di Chimica e Tecnologia dei Polimeri (ICTP) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).
Il Pl-art rappresenta sicuramente un nuovo modo di fare “museo” ed esprime la volontà di rinnovare e migliorare l’impegno e l’immagine di una splendida città, ultimamente spesso rappresentata in senso negativo.
Via | Patasign.it