Sono ancora in tempo per la letterina a Babbo Natale? Bene, allora voglio chiedergli l’intera collezione Siwa. Progettata da (nientemeno che) Naoto Fukasawa per la giapponese ONAO, si compone di una serie eterogenea di oggetti- dalle borse ai cappelli, dai cestini alle pantofole- tutti accomunati dalla particolarità del materiale con cui sono realizzati: carta che non si strappa.
O, per essere più precisi, naoron, composto da polpa di legno e poliolefine lavorati con l’antica tecnica giapponese per la carta washi-suki. Un’ottima sintesi tra eredità storica ed innovazione tecnologica, per un segno contemporaneo e versatile. Qui la lista dei distributori in Italia (nel caso Babbo Natale perda la strada di casa).
Via | Minimalissimo
Siwa, oggetti in carta antistrappo di Naoto Fukasawa
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Vecchie conferme e qualche new entry tra le anteprime di Magis al prossimo Salone del Mobile di Milano. Confermati Naoto Fukasawa, già artefice del best seller Déjà-Vu chair, e Marcel Wanders, che ritroviamo quest’anno con la nuova Sparkling Chair, nell’immagine qui sopra. Tra i nuovi arrivati, invece, segnaliamo l’ingresso di un inaspettato Tom Dixon artefice di Mesh, tavolo e sedia realizzati con seduta in maglia metallica e gambe in alluminio.
Pur nella diversità delle proposte, il registro stilistico generale sembra ammiccare ad un design di tipo ludico: non un algido rigore formale, ma proporzioni e effetti materici ironicamente inaspettati. Tra i prodotti immortalati nelle immagini di questa galley, troviamo nell’ordine, oltre alla già citata Sparkling Chair, anche Spun Chair di Thomas Heatherwick, Troy Chair’ ancora di Marcel Wanders (pizzo? …ancora?!), la linea Mesh di Tom Dixon, e un’estensione della linea Déjà-Vu di Fukasawa con specchi da parete e da terra.
Via | Designboom

Ritroviamo lo spirito minimale di Naoto Fukasawa nell’orologio Wrist Watch per Plus Minus Zero, marchio giapponese di cui Fukasawa è direttore creativo.
La particolarità? Il cinturino scorre sotto la cassa dell’orologio ed è quindi facilmente intercambiabile. In anteprima al Salone presso Rossana Orlandi.
Via | At Casa
Dopo il successo di Helvetica the movie, Gary Hustwit continua il suo approfondimento documentaristico sul mondo del design, concentrandosi con Objectified, questo il titolo del nuovo lavoro, sul processo creativo che contraddistingue lo sviluppo dei prodotti di alcuni tra i designer più in auge del momento, con quale puntatina anche tra i maestri del passato.
Tra gli studi coinvolti, infatti, troviamo nomi celebri quali Marc Newson, Dieter Rams, Karim Rashid, Hella Jongerius, e Naoto Fukasawa. Tra le esclusive, anche un’intervista con Jonathan Ive a cui segue un’inedita anteprima degli studi della Apple, a quanto pare assolutamente top secret fino a questo momento.
Vedere per credere. E se ogni spettatore ha certamente diritto alle sue libere opinioni, credo saremo tutti d’accordo sul fatto che di uno sguardo come questo sul mondo del design ce n’è un gran bisogno. Dove sono altri documentaristi interessati a continuare l’approfondimento?
Via | Metropolismag

Il noto designer giapponese Naoto Fukasawa ha proposto in una edizione limitata tramite il sito “Galerie Kreo”, un prodotto di sua creazione.
Questo oggetto si chiama “The Hanger” e consiste in un appendiabiti fatto di una base di legno con inseriti dei chiodi dove poter appendere le nostre giacche.
Una idea semplice e pulita, tipica della linea minimal asiatica.
Via | lightgreen
Italia: Design_kit è una nuova iniziativa di designerblog, una serie di interviste, che si propone di creare una geografia del panorama del giovane design italiano, evidenziando quali sono le icone di riferimento della nuova generazione e le direzioni intraprese dalla nuova creatività. Il bello di questa mappa è che si autogenererà. Ogni intervistato infatti farà il nome del suo successore.
L’ospite di oggi è l’Industriale e Packaging designer di Milano Tommaso Ceschi, invitato da Michele Manescardi.
Descrivi chi sei, cosa fai e come ti piace farlo.
Direi: giovane di belle (si spera) speranze che da circa quattro anni prova a fare il designer! Mi chiamo Tommaso Ceschi e al momento sto lavorando molto nel settore dell’elettronica di consumo, in quanto lo Studio per il quale lavoro da tre anni è consulente di una grande multinazionale giapponese del settore. Purtroppo, dovrete aspettare fino a settembre/ottobre per vedere il risultato di tanto lavoro, per ora è ancora tutto top secret! Nel tempo libero mi dedico a progetti personali e ho iniziato a collaborare con alcune scuole di design tra cui la Domus Academy e il Politecnico di Milano. Mi piace lavorare in allegria, disegnare una forma per qualche motivo e non semplicemente perché è bella, prendere spunto con un po’ di ironia da quello che mi circonda, nuovo o vecchio che sia. Mi piacciono le forme morbide, ma con un po’ di spigoli, gli oggetti semplici e puliti, non troppo “organici” e complicati, i prodotti tecnologici con un’immagine un po’ retrò; colori preferiti: bianco e nero su tutti, poi il ciano, il verde, il rosso e l’arancione.

Qual è uno dei momenti più delicati all’interno del processo di progettazione e realizzazione di una sedia?
Per il designer Naoto Fukasawa il punto focale è la scelta del materiale, operazione delicata che può letteralmente trasformare il progetto che si ha in mente.
E ha dimostrato questo suo pensiero con le nove sedute che fanno parte della collezione di 15 pezzi in edizione limitata realizzate per il Vitra.
A primo impatto potrebbero apparire tutte diverse ma queste nove sedie sono perfettamente identiche sia per quanto riguarda la forma che per le dimensioni, l’unica cosa che cambia è il tipo di materiale utilizzato.
Infatti, una è in legno rosso, un’altra in plastica trasparente, un’altra ancora in vimini, e poi, feltro, metallo, poliuretano, marmo e addirittura fieno: sono questi i materiali che il designer ha utilizzato dimostrando così che ogni scelta diversa produce anche un risultato differente per una sorta di illusione ottica.(foto di Hans-Jörg Walter)
(via IHT)