
La serie si chiama “Sintesi” ed è una raccolta di manifesti ispirati da alcuni sintetizzatori che hanno influenzato l’evoluzione della musica negli ultimi decenni e che hanno contribuito artisti come Depeche Mode, Jean Michel Jarre, Kraftwerk, David Bowie, The Prodigy, Pink Floyd e The Who - tra gli altri.
E’ opera dello studio Dorian: realtà attiva a Barcellona, nel campo del graphic design, della corporate identity e del packaging. I sintetizzatori sono quattro per altrettanti poster, ispirati ai modelli Minimoog, Roland JP 8000, ARP 2500 e Yamaha PSS 680. Tutti strumenti che hanno fatto il suono (e l’immaginario tecnologico) di un’epoca.

Due proposte per ascoltare la musica dal vostro lettore mp3 senza utilizzare gli auricolari. Due oggetti piccoli e facili da trasportare, dal design accurato e divertente. Il primo viene dalla Yuen’to ed prende ispirazione dai palloncini. A guardarlo meglio, in realtà, sembra più che altro un grosso auricolare con tanto di spugna. E’ disponibile in vari colori e può essere collegato via USB per la ricarica che garantisce quattro ore di autonomia. Costa circa 45$.
Il secondo invece prende ispirazione dalla natura e come dice il nome stesso (”Wooden Acorn”) altro non è che la riproduzione in legno di una ghianda. Contiene anche una radio FM e dopo la ricarica, può rimanere in funzione per cinque ore. Dieci, se lo si utilizza come sintonizzatore. Lo ha realizzato la Motz con legno di albicocco ed è in vendita via Pyramid Distribution


Di cassette e cassettine e dell’insana passione di molti per i mixtapes abbiamo più volte scritto da queste parti. Sarà nostalgia oppure semplicemente colpa di un formato (il CD) che da un punto di vista strettamente estetico non ha mai fatto breccia nei cuori degli amanti della musica (e del design), ma gli esempi di come reinterpretare le ‘musicassette’ continuano a proliferare.
E’ la volta di Matt Cavanaugh con i suoi “Next Generation Mixtapes”. Il progetto del brillante designer e illustratore del New Jersey altro non è che un modo per sfruttare le custodie dei DVD e, con pochi tocchi renderle simili a una ‘vetusta’ cassetta.
Basta una cover che riproduca le sleeves su cui scrivere titoli e nomi degli artisti, dotare entrambi i lati interni della custodia del supporto in plastica per fissare il cd e decorare questi ultimi con una superficie che richiami meccanismo e nastro. Non sarà come sentire il fruscio durante il rewind, ma l’effetto scenico è comunque abbastanza convincente.
Fortunatamente ci sono le immagini. E i video. Perché altrimenti alcune delle cose che ci colpiscono e vogliamo segnalarvi, difficilmente riusciremmo a spiegarle solo scrivendone. Questa è una di quelle circostanze: “Euphorie” è un progetto che tende a far mancare le parole, piuttosto che ad aggiungerne.
Prodotte dallo studio 1024 Architecture di Parigi, insieme ad Arcadi, “Euphorie” sono una serie di installazioni che uniscono suono e luce ad opera di François Wunschel e Fernando Favier, musicisti e designers.
Fin qui tutto bene. Descrivere queste installazioni è un’impresa. Ci sono dei tubi attraversati da led che talvolta sottolineano lo spazio che li racchiude, altre invece vengono utilizzati per crearne di nuovi, all’interno del luogo dove avviene l’esposizione. Sempre più difficile.
Continua a leggere: I mondi di luce di François Wunschel e Fernando Favier per 1024 Architecture

Spesso è utile lasciar parlare chi realizza i lavori. L’entusiasmo, la passione e il talento (quando c’è…) possono essere raccontati meglio da chi ha investito tempo ed energie su un’idea. Anche -soprattutto- di questo è fatto il design. Nel caso dei ragazzi di Rocket, che uniscono musica e complementi di arredo, la regola è ulteriormente valida.
Crediamo nel design originale, divertente e non convenzionale, un design che ti ricordi che la vita è tutto tranne che noiosa. I nostri prodotti presentano oggetti comuni in una nuova luce, puntando all’interazione fra forma e contenuto. Combiniamo elementi 2D e 3D, e creiamo oggetti per la tua casa diversi da quello che puoi trovare in giro, mantenendo la qualità e lo stile tipici del “Made in Italy”, ad un prezzo accessibile a tutti.
La loro collezione 2010 è nata fra Milano e l’East-end londinese e unisce il gusto per il rock indipendente con una validissima vena ‘pop’. Chitarre, piatti da dj, vinili, cuffie, speaker: tutta l’iconografia classica di chi vive la musica viene utilizzata in maniera funzionale e creativa per arredare e colorare gli interni. Dopo il salto, una gallery con i loro prodotti.
Continua a leggere: Rocket: i complementi di arredo a tempo di musica

Quelli di GGRP (Griffiths, Gibson and Ramsay Productions), storico e stellare studio che si occupa di sound design e produzioni musicali a Vancouver in Canada, hanno pensato di adeguare il vinile alla tendenza alla portabilità della musica, ormai da tempo diventata legge di mercato e consumo.
Nasce così la prima copertina che integra un piatto per leggere i dischi: lo stesso contenitore in cartone è dotato di una testina e di un perno su cui inserire il vinile e suonarlo direttamente appena tolto dal packaging.
Nato per un’esigenza promozionale dello studio GGRP stesso, il disco suona una favola per bambini chiamata “A town that found its sound” e può essere ascoltata girando il 45 giri con una matita. Volume e suono pare siano di buona qualità. L’idea, al di là dei dati strettamente tecnici, è davvero buona con qualcosa di ‘poetico’.

I più saranno grati a James Frost per il divertentissimo video di “This Too Shall Pass” degli Ok Go, realizzato in collaborazione con la band e quelli di Syyn Labs. Oppure per le recenti e stilosissime immagini che accompagnano “Lay There & Hate Me” di Ben Harper e i Relentless. Quando non si dedica alla musica, il regista sperimenta nuove forme legate all’animazione.
Ci aveva già sbalordito con “House of cards”: un lavoro ai confini con la computer grafica per i Radiohead, qui siamo invece davanti a un commercial per il gruppo IBM in cui tutto il suo talento visionario è al servizio della tecnologia e delle nuove forme di comunicazione.
Frost, in forze alla californiana Zoofilm, sfodera 32 secondi di render che si compongono fluttuando nello spazio, incredibili giochi di luce e morphing continui. Una lezione di animazione e creatività. Dopo il salto, vi proponiamo lo spot e i video citati nel post.

Interaction design che unisce musica, ritmo e tecnologia in modo assolutamente innovativo: “Inkquencer”, del designer danese Sebastian Ronde Thielke è un progetto di quelli che vorremmo vedere più spesso. Una di quelle idee che non solo riescono a farci vivere in modo creativo e attivo la tecnologia, ma producono qualcosa che va al di là del mero intrattenimento o della fascinazione per l’estetica.
Vediamo come funziona. Il nome spiega già molto: inchiostro e sequencer fusi in un’unica esperienza interattiva. Disegniamo un pattern su un foglio: una successione di blocchi scuri distribuiti come pixel. Portiamo il foglio all’altezza della web-cam del nostro computer. Un software provvede a catturare il nostro disegno e comprimerlo in un file immagine di 32×30. A quel punto, ogni spazio vuoto è un ’silenzio’, una pausa. Ogni spazio pieno è un suono (a seconda della posizione) che include un ritmo.
Il programma provvede a inserire in tempo reale il pattern creato in un sequencer che lo suona in loop. I risultati sono molteplici: tanti quante sono le variazioni disegnate e la posizione stessa che diamo al foglio davanti alla cam. Sembra complicato. Non lo è affatto. Guardatevi il video dopo il salto.

In un punto indefinito tra il reale e il virtuale, tra la seconda e la terza dimensione, esiste l’universo dei Gorillaz. Un mondo in cui non importa definire chi è in carne e ossa e chi o cosa è fatto di soli pixel, in cui tutto può succedere, e non c’è bisogno di distinguere tra umani, androidi o cartoon.
Nel nuovo video, Stylo, Murdoc, 2D, Noodle, in una nuova incredibile veste 3D, e (ebbene sì) Bruce Willis si inseguono in quello che potrebbe essere il deserto del Mojave, mentre i riferimenti alle puntate precedenti della saga (vedi la presunta morte di Noodle e l’isola fluttuante che finisce sott’acqua sepolta da una bomba nel video di El Manana) fanno sembrare la band virtuale degna erede di Lost.
Il video, il cui incorporamento è stato disabilitato, potete vederlo, integrale e in Hd, su YouTube o sul sito ufficiale della band. Se invece volete approfondire l’intera storia di questa incredibile band vi consiglio uno speciale piuttosto esteso sul sito del quotidiano inglese Guardian.
Tre video di altrettanti artisti della motion graphic. Designer o ’semplici’ creativi che utilizzano le immagini in movimento per comunicare e tentare di definire il ruolo dell’animazione. Partiamo con il lavoro di Lucas Zanotto, animatore berlinese. Carta e fili per creare un set di marionette che cambia nel momento stesso in cui i personaggi interagiscono con il materiale che li compone.
“Paperkrieg” è una sorta di cortometraggio in cui Makaio Tisu racconta un gioco da bambini. Quello dello sfidarsi a colpi di parole e esagerazioni rilanciate di continuo. Poetico e realizzato ottimamente, è un connubio in equilibrio tra filmato, animazione e origami.