
Il concept prende le mosse dalle possibilità offerte dal legno come materiale di progettazione e dalla capacità del designer svedese Johan Lindstén di trasformarne i limiti in vantaggi. Trasformare le inevitabili crepe in fase di torsione in qualcosa di esteticamente valido, utilizzando anche diverse tecniche di impiallacciatura per superare i problemi derivati dalla flessione.
Una sfida declinata in sedie e lampade, con l’ispirazione che arriva dalle luci dei vecchi film, i cottage in pino e la natura stessa. Così la sedia nasce da un’indagine sul rapporto delle dimensioni tra lo schienale e il sedile, mentre le lampade vengono interpretate come fossero creature viventi: il paralume è caratterizzato da legno fresco che facilita la formazione di crepe durante l’essiccazione e offre squarci di luce attraverso il colore creando un effetto particolare e accogliente.

I mobili per i bambini sono un vero e proprio investimento. Nonostante ogni genitore voglia il meglio, con elementi d’arredo che assecondino il più possibile le esigenze dei figli, la spesa non viene mai ammortizzata, visto che - con l’età e la crescita - non rimane che rivenderli o regalarli per disfarsene in modo utile.
Questa linea di Castor & Chouca fornisce un’alternativa intelligente. Gli elementi d’arredo si trasformano nel tempo in altri più adatti al passare degli anni e alle nuove necessità. Un lettino diventa una scrivania per studiare, un piccolo armadio giocattolo può essere sfruttato come cassetto per riporre i documenti e oggetti sotto il tavolo da lavoro, un letto diventa un divanetto per i momenti di socializzazione durante l’adolescenza.
Tutti i pezzi sono eco-compatibili, realizzati con materiali sostenibili e riciclabili e li trovate in vendita su questa pagina dello shop online della Castor & Chouca
Il marchio svedese A2 Designers, che caratterizza le sue produzioni con un uso spregiudicato del colore, non si smentisce e propone una nuova collezione nei toni dell’arcobaleno. A partire da Collect 2011, la nuova edizione del cabinet che, se nella prima veste sfoggiava ante arlecchino, ora diventa monocromatico, declinato in blu, bianco, rosa acceso e giallo, con un’interessante pattern a triangoli in rilievo.
Ma la collezione comprende anche No. 24 cabinet, dove il 24 sta per i campi bianchi e grigi che compongono le sue ante, le sedie e il tavolino in legno Happy, con lo schienale laccato in colori vivaci, e un curioso sistema di scaffalature modulari, Street multi units, che comprende un elemento a tetto spiovente da cui possono spuntare piante e fiori.
Per permettere a questi colori di staccarsi e contrastare bene con il resto dell’arredamento, gli elementi restanti della collezione, White storage e White cabinet, sono stati immaginati laccati in bianco purissimo. Presentata alla Stockholm Furniture Fair la collezione sarà in vendita anche online, a questi indirizzi.
Geometrie e colore per la nuova collezione di A2 Designers

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Coniugando i suoi studi di Architettura con le giornate passate nella bottega del Maestro Luigi, Mario Prandina ha iniziato più di 30 anni fa a progettare mobili in legno, mantenendo da allora un perfetto equilibrio tra il design sofisticato delle sue linee pulite e le scelte produttive votate all’alto artigianato e all’eco-sostenibilità.
Questa è la storia di Plinio il Giovane, marchio ormai attestato nel panorama del made in Italy, che continua con coerenza a proporre mobili realizzati a mano, uno a uno, pezzi unici di un design concepito per durare nel tempo. Abbiamo posto a Mario Prandina qualche domanda per saperne di più sul suo mondo e sulle prossime evoluzioni del suo progetto.
Plinio il Giovane nasce nel 1975 sotto l’influenza benefica della vicina Accademia di Brera per unire la passione per l’antiquariato con quella per la produzione artigianale. Che cosa è cambiato da allora? Qual è stata l’ispirazione che ha portato a Plinio come appare oggi?
Da allora non è cambiato nulla e l’ispirazione è sempre la stessa: salvare i mestieri che hanno reso famoso il Made in Italy nel mondo è diventata la mia missione!
Design industriale e produzione artigianale: i vostri mobili sono degli unicum, realizzati con passione in laboratori artigianali: come si coniuga questa attitudine con un mercato veloce, spietato, dominato da mobili usa e getta?
La crisi che sta attraversando l’industria lo dimostra, la gente è sempre più alla ricerca di pezzi unici, per distinguersi va di moda tatuarsi per esempio, ogni uomo è un mondo e ogni persona ha il diritto di creare qualcosa di unico. Si dice che la miglior forma d’arte è una casalinga che si dipinge il suo comodino, perché quello sarà il suo comodino.
Anche oggi che i mobili di Plinio il Giovane sono pubblicati sulle riviste più importanti e fanno il giro del mondo tra fiere e showroom, la dimensione umana, familiare è sempre presente nei vostri racconti. Come bilanciate l’equilibrio tra questi due mondi?
Siamo una piccola realtà ben organizzata che è in grado di distribuire, anche grazie a internet, i nostri prodotti là dove ce li chiedono, a coloro che condividono la nostra filosofia. La nostra fortuna è che un buon prodotto, costruito a mano per durare nel tempo, si fa pubblicità da solo!
Tutte le vostre produzioni sono realizzate in legno naturale, con giunture a incastro e viti di legno. Una scelta radicale e votata all’ecologia: meditata sin dall’inizio o maturata negli anni? In cosa consiste esattamente l’eco sostenibilità del processo produttivo di Plinio?
Dopo il 68′ ognuno ha cercato un suo ideale, il mio, tra passione e amore, è stato quello di organizzare una campagna sociale attraverso un prodotto che in trentacinque anni spiega alle persone che si può vivere anche nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente.
Quali sono i vostri modelli di riferimento, le vostre ispirazioni?
La bellezza del mondo e la convinzione che è l’uomo ad avere bisogno della natura e non il contrario.
Divani, letti, daybed, divaniletto trasformabili sono sicuramente il vostro marchio di fabbrica. Da cosa nasce questa linea? Qual è il vostro modello di punta o il prodotto al quale siete più legati?
Ecologia non è solamente fare mobili con materiali naturali ma pensare a prodotti come il letto Plinio, che i miei clienti comprano e utilizzano da trent’anni, e collezioni di prodotti come Eclettica che può essere oggi un letto, domani un divano, e durare forse cinque o sei generazioni.
La scorsa estate gli originali tessuti serigrafati di Nora P. hanno messo in risalto la bellezza delle strutture in legno di Plinio. Altre collaborazioni in vista?
Sì abbiamo collaborato con la Gabel Group a un progetto che oggi è presente in molti showroom italiani e da ABC a New York.
Dichiarate sul vostro sito che il vostro unico scopo è dare forma ai vostri sogni. Qual è il prossimo? Ce ne sono ancora, nel cassetto?
Sognatori si nasce, idealisti si diventa, la vita è meravigliosa e noi siamo felici, speriamo di trasmettere questo sentimento agli altri!

Ideato da John Arndt e Wonhee Jeong dello Studio Gorm, questo “Peg” include una serie di elementi di arredo che quando non vengono utilizzati, possono essere smontati e appesi alla parete. Grazie ai supporti di diverse dimensioni e alle gambe che si avvitano, potete limitarvi a montare solo i mobili necessari (tavoli, panche, una lampada) e riporre il resto.
In mostra alla galleria d’arte Direktorenhaus di Berlino, “Peg” è realizzato interamente in legno di diversi tipi: quercia, frassino, faggio, abete e noce che offrono non solo diversi livelli di duttilità e resistenza, ma anche una varietà cromatica completamente naturale.
Una sorta di ‘appendiabiti’ custodisce i vari pezzi lungo il muro che rimangono fissati con l’aiuto di magneti inseriti nei punti di appoggio. Dopo il salto, la gallery che vi mostra l’oggetto nel dettaglio.
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Silvia Knüppel, giovane designer tedesca proveniente dalle classi della prestigiosa università HfG Karlsruhe, ha presentato PlayWood allo scorso Fuorisalone, come parte della collezione Kkaarrlls, una serie di 35 oggetti accomunati dal tentativo di eliminare dalla progettazione ogni idea preconcetta sulla funzione degli oggetti.
PlayWood (il cui nome è un gioco di parole con il termine plywood, compensato) ha la forma di un comò barocco, ma è formato da strati di legno di pino sovrapposti, come in un puzzle 3D. Non ci sono cassetti, ma solo 38 tavole che formano la silhouette di una cassettiera. Il mobile-scultura, recupera in parte la sua funzione se si spostano alcuni strati rispetto all’asse originale, utilizzandoli come punti d’appoggio.
Se Ikea ha sdoganato lo stile scandinavo nel nostro paese, ancorato fino a qualche anno fa su uno stile d’arredamento più classico, gli Stati Uniti fin dagli anni cinquanta hanno sempre subito il fascino del design nordeuropeo.
Anche lo studio di furniture design Double Butter di Denver non sfugge a questa fascinazione e presenta una serie di mobili in legno di noce proveniente da foreste controllate, trattato con olii e resine naturali, e acciaio verniciato a polvere.
Credenze, cassettiere, una bella sedia in legno, una poltrona in acciaio e pelle di vacca, davvero molto mid-century modern, e un tavolino, Armadillo, il cui prototipo è stato messo all’asta per donare fondi all’Architecture, Design and Graphics Department del Denver Art Museum.
Via | Grassrootsmodern.com
Probabilmente è la tonalità verde menta con cui sono verniciate le gambe d’acciaio a donare al tavolino Splash Table un’aria un po’ retrò, vagamente anni cinquanta. Per il resto il tavolino è prodotto invece con sensibilità moderna nella scelta eco sostenibile dei materiali (il legno proviene da coltivazioni protette o da scarti di produzione) e delle finiture (le vernici prive di solventi tossici e le cere naturali).
Declinato in due dimensioni, il coffee table rettangolare e il comodino dal piano quadrato, Splash è stato progettato dal marchio Iannone Design che, a dispetto del nome italianissimo, è stato fondato dal designer americano Michael Iannone ed ha base a Philadelphia.
Cant Desk è una scrivania dalla struttura piuttosto semplice e al tempo stesso elegante, progettata dal marchio di Minneapolis Blu Dot. Le gambe anteriori sono oblique per meglio sostenere il piano in legno, mentre un secondo piano d’appoggio più stretto, in metallo laccato bianco, si eleva al di sopra del primo.
L’apparenza retrò di questo tavolo da lavoro è completata dalla sedia Scoop Task Chair che Blu Dot ha disegnato per accompagnarlo, e che mixa di nuovo acciaio bianco, legno sui braccioli e tessuto colorato per le imbottiture. Presentati all’ICFF di New York, saranno pronti per il mercato in autunno, anche se probabilmente, purtroppo, solo per quello americano.
Via | Kitsunenoir.com
Cant Desk e Scoop Task Chair, sedia e scrivania da Blu Dot


Quanti pezzi di design quest’anno sono stati ispirati da Alice nel Paese delle Meraviglie, riportata alla ribalta in versione blockbuster da Tim Burton? Un numero impressionante, a cui non fa eccezione questo cabinet/scrittoio del berlinese Studio Ziben.
Si chiama infatti Alice in Wonderland questo mobiletto che ha l’aria d’essere stato assemblato a caso, asimmetrico nell’appoggio su due ruote in legno di rovere da un lato e su due gambe tornite e laccate in bianco dall’altro. La parte superiore, squadrata e dalle linee più moderne sottolinea ancora di più il contrasto. In vendita (ad un prezzo piuttosto esoso) su Art Syndacate.
Via | Design-milk.com