
Minale-Maeda è uno studio di design di Rotterdam che fa capo -appunto- a Mario Minale e Kuniko Maeda. Specializzati nel realizzare mobili che reinterpretano il modo d’uso attraverso materiali non convenzionalmente legati all’oggetto in questione, sono approdati ai più famosi mattoncini del mondo già nel 2004.
All’epoca avevano ricreato la celeberrima “Red and Blue Chair” di Rietveld: dovizia di particolari e dimensioni poco più grandi del normale viste le misure standard dei ‘pezzi con le protuberanze’. La sedia non era però mai stata messa in commercio per problemi di copyright.
Ora ci riprovano con un’altra delle creazioni di Rietveld, l’armadio “Buffet”, presentato proprio in questi giorni al Global Design Forum che si svolge a Basel, in Svizzera. Ribattezzato per l’occasione “Rietveld LEGO buffet” è stato costruito montando insieme più di 25000 pezzi (potete vedere la successione nella finestra pop-up del sito) e ne verranno prodotti solo cinque esemplari. Dopo il salto, la gallery.
Continua a leggere: I mobili fatti di Lego di Mario Minale e Kuniko Maeda

Presentata a Milano durante lo scorso Salone, questa “Rope Bench” realizzata dal designer Yoav Reches è una panca che sfrutta la tensione di una corda per l’assemblaggio.
Una maniera particolare di intendere il Do It Yourself che ricorda molto da vicino i lavori di Itay Laniado: la fune percorre una scanalatura praticata nella seduta e nel resto della struttura che è particolarmente flessibile e sottile. Basta quindi mettere in tensione il cavo per ottenere l’oggetto finito e pronto all’uso.
Legno e arancione i toni di questa “Rope Bench” la cui decorazione è data dal percorso che segue la corda stessa. Dopo il salto, un video che spiega come montarla e il suo funzionamento.
Continua a leggere: "Rope bench": la panchina di Yoav Reches

Facile da assemblare. Facile da trasportare. Nessun attrezzo necessario. Niente chiodi o colla. Si chiama “Timber”, è un tavolo e lo ha ideato il designer Julian Kyhl (che, tra l’altro, si è costruito il prototipo da sé).
Semplice e intelligente, costituito da dieci pezzi di legno, contenuti in un unica scatola dall’ingombro ridotto al minimo. Quattro gambe identiche di colore più scuro. Due tavole incrociate, due assi centrali e altre due più esterne. Unico materiale: il legno.
Sembra un piccolo miracolo che sfida l’equilibrio, invece funziona ed ha un aspetto anche piuttosto solido. Non ci credete? Guardate il video che illustra come montarlo, dopo il salto (via ).
Continua a leggere: "Timber": il tavolo di Julian Kyhl che si assembla senza attrezzi

Arriva dall’industrial designer messicano Christian Vivanco questo divano dal nome che ricorda un noto proverbio. L’idea di “The grass is always greener on the other side of the fence” nasce infatti dall’innato bisogno di desiderare ciò che non si ha e, allo stesso tempo, dall’esigenza di ristabilire il dialogo tra uomo e natura.
Libertà e comfort in un solo elemento di arredo, questo l’obiettivo di Vivanco. Che spiega come sia i materiali, le finiture e la configurazione possano essere disposti a piacere in base alle esigenze di chi lo utilizza. Può diventare uno spazio giochi per bambini così come il divano da sistemare nel salotto di una giovane coppia.
Il divano “The grass is always greener on the other side of the fence” include quattro cuscini ed è disponibile in altrettante diverse combinazioni di colori. Dopo il salto, una gallery per osservarlo più nel dettaglio.
Continua a leggere: "L'erba del vicino...": il divano di Christian Vivanco

Nasce dai libri, questa “Book Light” di Myung-seo Kang, una delle due designer dello studio MS (l’altra è Mi-Seung Kim). Presentata in questi giorni all ICFF in corso a New York, unisce il concetto di pop-up a un’immagine che ricorda anche la struttura a soffietto del mantice di una fisarmonica.
Aprendo e chiudendo le estremità, si dosa la quantità di luce desiderata: la sua forma particolare permette inoltre di utilizzarla sia come lampada da tavolo che come lampadario, per poi riporla chiusa quando non è più necessaria.
Myung-seo Kang e Mi-Seung Kim hanno una vera e propria fissazione per le superfici pieghettate. Nel loro catalogo c’è già un mobile diviso a metà sempre da un ‘mantice’ e una borsa che sfrutta lo stesso sistema per aumentare o diminuire la capienza. Dopo il salto, una gallery dei loro lavori.
Continua a leggere: La lampada a soffietto di Myung-seo Kang

Il designer londinese Christian Nyampeta ha realizzato questo “Stunts”, uno strano mobile la cui struttura, combina lavoro ed esercizio fisico.
L’intelaiatura del mobile è in metallo con una serie di tavole in legno che possono essere aggiunte per creare ripiani ed essere utilizzate come scaffali o come tavolo da lavoro. C’è anche un piccolo sgabello. Quanto invece tutti gli elementi vengono rimossi, ci si può arrampicare sullo scheletro e eseguire degli esercizi ginnici.
Anche i componenti del mobile possono essere smontati, così da occupare lo spazio abitativo a nostro piacimento. Maggiori dettagli, come sempre, nella gallery dopo il salto.
Continua a leggere: "Stunts": il mobile per fare esercizio di Christian Nyampeta

Designer parigino specializzato in industrial design, packaging e design di interni, Arthur Bodolec ha pensato bene di sfidare con la sua creatività, uno degli elementi di arredo più difficili da innovare: la sedia. Il risultato sono queste due “Astonishing Jack”: una più ’seriosa’, nascosta in un cubo, l’altra di ispirazione ‘floreale’, colorata e più simile a un bocciolo.
In entrambi i casi, imprimendo pressione allo spazio della seduta, i contenitori si ‘aprono’ e rivelano il resto del mobile. Negli intenti di Bodelec, la sedia accoglie la persona e si muove come animata dall’esigenza di chi la utilizza.
Per rendere l’effetto non bastano le immagini né le foto. Arthur Bodelec ha quindi realizzato un video che illustra in maniera elegante e precisa il funzionamento. Lo trovate dopo il salto.
Continua a leggere: "The Astonishing Jack": le sedie 'vive' di Arthur Bodolec

Praticamente una sfida. Poi -certo- anche un’esibizione e un lavoro di design e di arredamento. Prima di ogni cosa però, questo “24 hour chairs” è una sfida. Al tempo, alla creatività e alla materia in questione: il legno. Un tour de force autoimposto che ha dato notevoli risultati.
Andy Hall è un designer di Chicago che ha fondato Hall Manufacturing la sua piccola ditta con cui propone oggetti di arredo e mobili, tutti molto particolari e con un approccio ai materiali sempre assolutamente personale.
Il 22 gennaio di quest’anno, Hall si è lanciato in un’impresa: progettare e costruire una sedia ogni ora trascorsa nello spazio che ha poi ospitato l’esibizione “Pop-Up Art Loop” di Chicago. Quattro sedie al giorno, per sei giorni. Ogni ora un progetto veniva disegnato e poi completato realizzando un prototipo. Praticamente una giornata di lavoro distribuita in meno di una settimana.
Continua a leggere: "24 hour chairs" di Andy Hall: quattro sedie al giorno, per sei giorni

Prima di tutto andate a leggervi le guide di Giulia. Ok. “Fffatto?” (come diceva qualcuno..). Ora siete pronti per una serie di applicazioni da installare sul vostro smartphone preferito, per non perdervi nella miriade di proposte tra cui vi aggirerete a partire da domani.
Iniziamo con la guida per iPhone di Atcasa. Molto ben fatta e dettagliata: la trovate seguendo questo link. Indispensabile la guida al Fuorisalone che trovate sul sito della rassegna. Funziona con gli smartphone e potete scaricarla a questo indirizzo. Immancabile anche quella realizzata da Iterni (sempre per il Fuorisalone). Disponibile per iPhone, è in download qui, include anche contenuti e “Zee Milano”: un ottima risorsa per localizzare ristoranti, hotel e servizi di varia utilità.
Infine vi proponiamo la guida di DesignIT che vi permette di consultare tutta la lista degli espositori, degli eventi e la mappa dei padiglioni de I Saloni, tutte informazioni indispensabili per orientarsi con il vostro iPhone o smartphone (entrambi supportati). La trovate a questo indirizzo. Mano al telefono, quindi. Scarpe comode, molta pazienza e la vostra curiosità al seguito. Buon Salone!

Manca poco meno di un mese ormai al Salone internazionale del Mobile di Milano. Tra l’enormità di proposte che iniziano ad essere presentate in anteprima e la mole di quello che potremo vedere girando tra gli stand, abbiamo scelto un’idea che unisce lifestyle, arredamento e innovazione nel concept di un articolo che è da sempre una delle più grandi sfide per gli arredatori.
“Build to Resi(s)t” è il gioco di parole con il celebre pay-off della Eastpack: una delle case più note al mondo per la produzione di zaini e abbigliamento. Togliendo la ’s’ dal claim, otteniamo il significato del prodotto che verrà presentato al Salone: due sedute, assemblate come uno zaino, costellate di zip e tasche per tenere ogni tipo di oggetto a portata di mano, ma protetto dalla indistruttibile tela che ha reso famoso il marchio.
Artefice dell’idea, lo staff di Quinze & Milan: produttori belgi di elementi di arredo che si cimentano da sempre con soluzioni creative per rinnovare la cultura visuale legata all’abitare. “Build to Resi(s)t” sarà disponibile nella versione “Club Sofa” e in quella “Primary Pouf”.