
Probabilmente -diciamo pure sicuramente- è un fatto anagrafico. Chi appartiene alla generazione che consumava la musica su nastro è rimasto legato a quell’estetica. Forse, più che a forme e colori del supporto (le -orrendo termine in voga all’epoca- musicassette), al piacere di personalizzarle: renderle qualcosa di proprio.
Scriverci, colorarle, infilare di tutto nei contenitori, fino a renderle quasi irriconoscibili. Sono alcuni anni ormai che la moda del riutilizzo creativo delle cassette affolla mostre e negozi. Dagli esempi più legati al mondo dell’arte come le illustrazioni di Samia Havia a quelli più modaioli come -fra gli altri- la borsa di TopShop. Per non parlare poi delle cassettine che nascondono invece le nuove tecnologie come le porte USB o le pendrive per realizzare mixtapes in puro stile anni ‘80.
C’è chi, come Kate Bingaman-Burt, vuole le vostre compilation su nastro, chi addirittura usa il nastro magnetico per tessere cravatte. Qualcuno ha pensato addirittura di customizzare agende e portfolio con le tipiche sleeve lato A e lato B e altri hanno invece deciso che sarebbero diventate ottimi notebook, con tanto di custodia. Premete il tasto rewind e godetevi questo momento di nostalgia.
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Nuova, compulsiva trovata di Kate Bingaman-Burt. Dopo l’impressionante report illustrato sulla sua mania di comprare e consumare, documentato in What Did You Buy Today?, ’stavolta è il turno di una fissazione più emozionale: legata a un oggetto che in tempi recenti è quasi completamente scomparso.
La Bingaman vuole i vostri mixtapes. Le cassettine, insomma. Quelle compilation che realizzavate per il ragazzo o la ragazza che vi piacevano, prima di partire per un viaggio o per far passare il tempo durante i tragitti in autobus. Ovviamente non chiede l’oggetto: vuole solo la foto per poi disegnarle. Catturare un momento distante e renderlo in qualche maniera ‘arte’. Ricordo illustrato.
Ce lo racconta così: “Voglio disegnare i vostri mixtapes. Voglio le vostre canzoni tristi e le raccolte d’amore. I brani che cantavate a pieni polmoni sulla musica che usciva dall’autoradio, le cassette di quando vi siete lasciati…”. L’ennesimo progetto emozionale di questa bravissima graphic designer che ancora una volta riesce a unire intelligentemente passione per le immagini e sguardo critico su le sue (nostre?) piccole grandi manie.
Per inviare il materiale c’è la mail sul suo profilo Flickr.
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