
Manca poco meno di un mese ormai al Salone internazionale del Mobile di Milano. Tra l’enormità di proposte che iniziano ad essere presentate in anteprima e la mole di quello che potremo vedere girando tra gli stand, abbiamo scelto un’idea che unisce lifestyle, arredamento e innovazione nel concept di un articolo che è da sempre una delle più grandi sfide per gli arredatori.
“Build to Resi(s)t” è il gioco di parole con il celebre pay-off della Eastpack: una delle case più note al mondo per la produzione di zaini e abbigliamento. Togliendo la ’s’ dal claim, otteniamo il significato del prodotto che verrà presentato al Salone: due sedute, assemblate come uno zaino, costellate di zip e tasche per tenere ogni tipo di oggetto a portata di mano, ma protetto dalla indistruttibile tela che ha reso famoso il marchio.
Artefice dell’idea, lo staff di Quinze & Milan: produttori belgi di elementi di arredo che si cimentano da sempre con soluzioni creative per rinnovare la cultura visuale legata all’abitare. “Build to Resi(s)t” sarà disponibile nella versione “Club Sofa” e in quella “Primary Pouf”.
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Cosa pensate della prima anteprima Salone dei Mobile firmata Skitsch? La sedia Alle, progettata da un Luca Nichetto più prolifico che mai, segna l’ingresso del designer italiano nella nuova scuderia del gruppo capitanato da Renato Preti. A fargli compagnia a questo giro, colleghi eccellenti quali Marcel Wanders, 5.5 designers e Jean Marie Massaud, tutti in anteprima al Salone.
Realizzata in tubolare d’acciaio con scocca in legno multistrato, la sedia si distingue per un effetto sfumato che vuole ricreare la patina del tempo delle vecchie sedie che troviamo in bar e caffé. Oltre alla versione impilabile, disponibile anche quella a 4 razze.
Via | Notcot
La sedia Alle di Luca Nichetto per Sktisch



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Per tutte (e tutti) quelle che non si sono mai riprese dai tempi di Gira la Moda, per chi lavora nel settore o cerca di lavorarci. Per chi si occupa di moda e di fashion design. Per chi vuole fare un regalo a quell’amica che non la smette di disegnare l’abito dei sogni… insomma il graphic designer Penter Yip ha creato Fashionary.
In breve, Fashionary è una sorta di moleskine per la moda. Nato dalla frustrazione dello stesso Yip durante i suoi recenti studi a Honk Kong e Manchester, quando doveva disegnare delle figure umane proporzionate e adatte a prendere nota degli abiti in poco tempo.
Ogni pagina è perfetta per gli appunti ‘fashonisti’. Oltre alle silhouettes, ci sono gli schemi con le misure del corpo, esempi di pattern e tabelle dove segnare gli appuntamenti in passerella. Più molti altre utilissime liste di riferimento. Potete acquistarlo da Books Import a Milano oppure on-line su Etsy per soli 16 dollari.
In tempi in cui verde e orti in città sono di gran moda, la passione per i giardini verticali avrebbe già dovuto contagiare tutti. Peccato, però, che passare dalla teoria alla pratica si sia rivelato più difficile del previsto, a meno di non ricorrere a soluzioni iperartigianali spesso troppo costose.
Ma se ancora non avete desistito, South Face potrebbe ovviare a questi problemi. Si tratta di un elemento modulare in eco-cemento, progettato da Massimo Iosa Ghini per Il Cantiere: da montare come se si dovesse costruire un muro, si caratterizza per uno spazio cavo, addizionato di substrato, dove accogliere e far crescere le piante.
Oltre alla praticità, quindi, i vantaggi rimangono gli stessi di tutti gli altri giardini verticali: coibentazione, assorbimento di co2 e una folta e inaspettata vegetazione. Perfetto per esterni, da inglobare su una facciata, o anche per interni, per una inedita parete divisoria. In mostra nei giorni del Salone presso il Contemporary Shop di Corso Garibaldi 52 a Milano.
Continua a leggere: South Face, il verde verticale di Massimo Iosa Ghini

Smogmilano è uno studio eclettico nato dalla commistione di persone che provengono da diversi ambiti, ma sono riuscite a trovare un modo comune per comunicare e innovare, divertendosi!
Ecco quello che ci hanno raccontato:
1)Parlateci di voi: percorso di studio e lavoro, obiettivi futuri.
Smogmilano: Siamo un gruppo eterogeneo, un fashion designer, un product designer, un interior designer e una accessories designer.
Tutti portano, attraverso il loro percorso lavorativo, le proprie esperienze allo studio. Obiettivi futuri? Quello di far crescere lo studio, definire meglio gli aspetti della commercializzazione, e sempre più, cercare di collaborare il più possibile con altri artisti e designer con i quali costantemente ci confrontiamo. Crediamo in Smog, come in un contenitore con una sua identità, ma anche aperto a diverse esperienze e influenze.
2) Quali sono i vostri punti di riferimento nel mondo del design?
Smogmilano: Nessun riferimento preciso…è chiaro che certe tendenze in corso influenzano il nostro lavoro, ma cerchiamo di attingere il più possibile da mondi che non appartengono nello specifico al design.
Crediamo molto nella trasversalità dell’approccio quando siamo in fase progettuale e questo ci porta a sconfinare spesso e volentieri in settori che niente hanno a che vedere con le logiche del design…questo succede anche con le aziende che scegliamo per la produzione dei nostri oggetti.
3) Come nascono i vostri progetti e da dove prendete l’ispirazione per dar vita alle vostre creazioni?

Lo scorso 16 dicembre, presso il Triennale Design Museum di Milano, è stata inaugurata la mostra monografica dal titolo “L’anima sensibile delle cose” dedicata al lavoro di deepdesign, atelier milanese di progettazione di design e industrial design creato da Matteo Bazzicalupo e Raffaella Mangiarotti.
Sei oggetti ricchi di emotività ed innovazione disegnati da deepdesign sono accompagnati da un collage di foto di ulteriori progetti e di commenti e dediche di illustri personaggi del mondo del design, a illustrazione della filosofia progettuale di deepdesign.
La mostra, curata da Cristina Morozzi, fa parte della rassegna “Mini & Triennale CreativeSet”, un progetto diretto da Silvana Annichiarico ed è stata allestita da deepdesign in collaborazione con Antonio Aricò.
Inoltre, la mostra è animata dalle suggestive video-installazioni dello studio milanese N03!, illustrato dal sensibile occhio fotografico di Melina Mulas e documentato in un catalogo ideato da SM.
Continua a leggere: L’anima sensibile delle cose - Triennale Design Museum di Milano

Joakim Dahlqvist è compulsivo. Innanzi tutto come designer. A leggere il suo curriculum, ci si chiede se abbia mai avuto una vita privata. Nato in Svezia, è vissuto tredici anni a Singapore. Poi, al ritorno, ha studiato architettura e si è preso un Masters degree with honors dal Design Research Laboratory della Architectural Association School di Londra.
Ha lavorato per l’Office for Metropolitan Architecture di Rotterdam, per Prada come consulente sulla ricerca e le tecnologie (incredibili i suoi allestimenti), in Italia con April per realizzare il National Geographic Store. Insieme a Jens Hommert e Hieu Dam ha persino trovato il tempo di aprire un bar e un ristorante i cui interni, ovviamente, sono curati da lui stesso.
L’elenco potrebbe continuare con lavori di architettura, animazione, programming, e video. Noi ci limitiamo a segnalarvi la parte più folle della sua produzione. Le sue dettagliate e compulsive illustrazioni. Dalla città immaginaria (forse legata alla mitica Frisland) che potete ammirare in tutti gli splendidi dettagli a questo link, a quest’altra, altrettanto intricata. Oppure a questo delirante prospetto architettonico.
Continua a leggere: Le illustrazioni ossessive di Joakim Dahlqvist
De-progettazione. Così chiama la sua attività Mario Pandiani, restauratore torinese di mobili antichi e contemporanei ma anche artista della rivisitazione dell’objet trouvé. Il suo studio è lo spazio per antonomasia dove prende vita la sua scenografia, un riassemblaggio di mobili e complementi d’arredo che richiamano una poetica non tanto vicina al riciclo quando alla valorizzazione di vecchi oggetti sentimentali.
Oltre ai suoi mobili scultura, l’ex magazzino ospita antichi mobili e stampe di famiglia, maquette di nuovi pezzi insieme a tanti libri e qualche classico del design. I lavori di Pandiani sono disponibili a Milano da Understate.
Via | At Casa
Continua a leggere: La poetica degli objets trouvés in uno studio d'artista

Palazzo Litta sede della Direzione dei Beni Culturali della Lombardia, in collaborazione con l’assessorato alla Cultura del Comune di Milano e l’assessorato alla cultura del Comune di Torino, all’interno della programmazione rispettivamente di LED, Light Exhibition Design a Milano e Luci d’Artista a Torino, apre alla città il suo cortile d’onore con il progetto di luce ambientale di Carlo Bernardini, La luce che genera lo spazio.
Una grande installazione in fibra ottica espressamente pensata per l’occasione trasforma la percezione degli spazi aulici del palazzo, offrendo l’occasione per riscoprire e visitare uno degli edifici storici più significativi e amati della città.
L’opera site-specific di Bernardini prosegue nello sviluppo di un linguaggio sperimentato in prestigiosi spazi pubblici in Italia e all’estero.
La luce attraversa lo spazio aereo del cortile d’onore, penetrando internamente all’edificio e legando insieme i volumi dell’area esterna con le sale interne, il tutto nelle linee di un dinamico disegno.
Continua a leggere: La luce che genera lo spazio, Carlo Bernardini

In occasione di una visita a Venezia, i fratelli Fernando e Humberto Campana rimasero incantati dal suono e dalla bellezza delle campane della città lagunare. Di qui l’idea di lavorare sul loro potenziale plastico e materico, rovesciando la pesantezza e la resistenza del metallo nel materiale ad esso più antitetico, il vetro.
Presentata per la prima volta alla Moss Gallery di New York nel 2005, l’installazione Campane by Campana è stata riproposta ieri allo showroom milanese Venini in occasione del lancio di Milano Design in the City. In mostra, oltre quaranta campane sospese e raggruppate da corde annodate, per una scenografica tutta giocata sulla suggestione della luminosità e della leggerezza.
L’installazione, che dà prova della felice propensione alla sperimentazione e alla contaminazione artistica del marchio veneziano, sarà in mostra nello showroom Venini di via Monte Napoleone 9 a Milano fino al 25 ottobre (10.00-21.00).
Via | Domus
Continua a leggere: Venini, Campane by Campana per la prima volta in Europa