Un altro colpo messo a segno dal designer Mathieu Lehanneur, “Strata” (o “Strates”) è una nuova scrivania modulare con annesso un elemento per la raccolta degli oggetti, che può essere configurato in numerose combinazioni per strutturare lo spazio e - allo stesso tempo - restituire una presenza unica e minimale agli ambienti che la ospitano.
Intuitiva nella funzione d’uso, ergonomica, scalabile e economica, Strata è facile e veloce da assemblare (basta accorpare i vari elementi), è disponibile in bianco e in nero e viene presentata oggi da Objekten presso Maison & Object.

Il designer francese Mathieu Lehanneur presenta al Pad di New York la sua lampada S.M.O.K.E. (da non confondersi con Smoke, la lampada prodotta da Vertigo Bird).
L’ispirazione, niente meno che l’inquinamento da gas di scarico che affligge le grandi metropoli di tutto il mondo, che Lehanneur sublima utilizzando un gas che si diffonde nel coprilume in vetro, anch’esso a forma di nuvola di fumo. L’effetto, ironico quanto amaro, si combina con l’uso di materiali nobili come l’alabastro per la base, per un pezzo che presenta tutte le caratteristiche di un oggetto da collezione. Il progetto sarà esposto presso lo stand della Carpenter’s Workshop Gallery.
Via | Contemporist

Parlare ulteriormente del talento di Mathieu Lehanneur ci sembra davvero superfluo, quindi passiamo subito a raccontarvi di “The Island”, la sua nuova idea realizzata per la parigina Airmineral. In breve, “The Island” è un diffusore di acqua marina pura che, tramite un processo brevettato permette di ricostruire un ambiente con il giusto apporto di minerali qualsiasi area chiusa.
Il dispositivo spray libera microparticelle terapeutiche di un siero minerale chiamato Quinton, ricavato dall’acqua di mare microfiltrata: un prodotto farmaceutico naturale che è soggetto a uno specifico protocollo medico. Grazie alle dimensioni infinitesimali e al rilascio graduale, le microparticelle rimangono sospese nell’aria per molte ore, permettendo che il sistema respiratorio le assorba durante il giorno. Design e benessere, insieme in un oggetto perfetto per gli ambienti più disparati (casa, ufficio, alberghi) che somiglia appunto a un’isola e richiama il composto che viene diffuso.
Il termine restyling sembra un po’ blasfemo se applicato ad una chiesa? Probabilmente sì. O forse no, visto che l’intervento del designer francese Mathieu Lehanneur -recentemente nella lista dei 20 progettisti da tenere d’occhio secondo Paola Antonelli e Alice Rawsthorn- va proprio in questa direzione pur senza avere niente di provocatorio, ma anzi lavorando nell’ordine della continuità con tradizione e senso del luogo per esprimere e restituire un’estetica e una sensibilità tutte contemporanee.
Nella chiesa romanica di Saint’Hilaire, Lehanneur inserisce forme di ispirazione organica che configurano allo stesso tempo volumi e arredi quali una panca e una fonte battesimale. Il tocco è minimale ma non severo, e si sposa alla struttura preesistente anche in virtù di una scelta dei materiali, marmo bianco ed alabastro, in grande continuità con i vecchi rivestimenti.
Infine, spezziamo una lancia a favore di chi per primo ha promosso l’iniziativa: intervenire su un monumento, per di più sacro, sembra spesso -e soprattutto in Italia- un po’ un tabu, ben vengano i francesi che -Louvre insegna- non temono contaminazioni e sperimentazioni al passo coi tempi.
Via | Yatzer
La chiesa di Saint’Hilaire riprogettata da Mathieu Lehanneur
L’agenzia pubblicitaria JWC ha commissionato i suoi nuovi uffici di Parigi al famoso designer parigino Mathieu Lehanneur, che li ha realizzati in collaborazione con l’architetto Ana Moussinet.
Lo spazio creato dal designer è nuovamente una rivisitazione dei concetti in gioco, un’interpretazione del lavoro e del luogo “ufficio” come qualcosa di professionale, ma anche di ludico e fantasioso, dove integrare diversi livelli di percezione.
Nascono così le piante che scendono dal soffitto e che se sfiorate diffondono musica, o la sala riunione che sembra una caverna con pareti ricavate dalla carta da riciclo, oppure ancora le sedute come geometriche e irregolari presenze che ricordano il digitale, o il “meteorite” nero che invade lo spazio ristoro e che attira lo sguardo come un magnete.
Il risultato è quindi un ufficio dinamico, insolito, che trasmette perfettamente la filosofia dell’agenzia (che punta molto ai media digitali), e che crea uno spazio di lavoro accogliente e contemporaneo.
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Versatile, attentissimo alle direttive delle committenze e in grado di proporre soluzioni originali nella loro semplicità, il designer francese Mathieu Lehanneur è uno dei nomi da tenere d’occhio nel vasto panorama attuale.
Dopo averlo visto (egregiamente) cimentarsi con la sala battezzata “L’Atelier des Enfants”, ispirata agli skate park, il Centre Pompidou ha deciso di affidargli un altro spazio per i suoi visitatori adolescenti. Il nuovo lavoro infatti si chiama “Studio 13/16″ indicando - ovviamente in modo non costrittivo - l’età preferibile per l’utilizzo di questo nuovo ambiente.
L’idea portante nasce dalla dimestichezza che i più giovani hanno con media e tecnologia, cercando di far sì che tengano sempre presenti i meccanismi ‘dietro le quinte’. Il soffitto della sala è quindi interamente attraversato da carrelli dove fari, proiettori, speaker e altre strumentazioni possono essere guidati elettricamente per spostare le zone di interesse. Una sorta di studio televisivo con monitor, lettori DVD, prese per iPod e divani le cui curve sembrano “fuoriuscite dal tubetto di un dentifricio”: un luogo multimediale in cui sperimentare.
Un letto pensato per superare l’insonnia e recuperare in fretta dallo stress del jetlag. E’ quello realizzato per l’Hôtel du Marc di Reims, una proprietà di Veuve Clicquot, dal designer Mathieu Lehanneur: la struttura, una sorta di baldacchino tecnologizzato, fa scorrere automaticamente le tende non appena l’ospite è pronto per il riposo, favorendo l’arrivo del sonno attrraverso la progressiva diminuzione dlela temperatura e la produzione di un rumore di sottofondo che isola dai rumori esterni. Funzionerà?
Via | Daily Icon
Once upon a dream, il letto che cura l’insonnia
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Torniamo nuovamente alla Tools Galerie di Parigi per dare un’occhiata alle anteprime dei lavori di Mathieu Lehanneur, esposti dal prossimo 2 aprile.
L’ispirazione e le tipologie di prodotti sono tra le più variegate: si va dall’armadio assemblaggio di valigie (per inciso, un tema non proprio nuovo da un paio di anni a questa parte!), al tappeto che raffigura i principali organi corporei, al purificatore per l’aria fino alle ceramiche sviluppate in collaborazione con Issey Miyake.
Belle anche le Les Moulures Utiles, modanature mimetiche, progettate già nel 1999, pensate come estensione funzionale della parete di casa.
Via | Mocoloco
I lavori di Mathieu Lehanneur alla Tools Galerie
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È del designer francese Mathieu Lehanneur , la progettazione del Labo Brain e del relativo Labo Shop per Le Laboratoire di Rue de Bouloi, che con la sua filosofia di ricerca a 360°, ha trovato lo spazio ideale per lavorare, studiare e sperimentare nel cuore di Parigi.
Le Laboratoire è un vero e proprio laboratorio d’analisi, di ricerca e sperimentazione di nuove soluzioni, attente all’eco compatibilità, al risparmio energetico e ovviamente al design di tutto i loro progetti, condotti da artisti e scienziati affermati.
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