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"Nissyoku": la lampada in stile 'Tron' di Igen Design

pubblicato da intweetion in: Hi-tech Illuminazione Interior design Designer Complementi d'arredo Arredamento Design sostenibile

Nissyoku - Igen Design

Ispirata all’eclissi solare, Nissyoku è una lampada che ricorda da vicino anche molto dell’immaginario dell’attesissimo Tron Legacy, il seguito di uno dei più famosi e citati film di fantascienza. I pannelli laterali, assicurati alla struttura centrale con dei magneti, possono muoversi in varie direzioni, determinando così angolazione e intensità della luce.

Il materiale è completamente riciclabile mentre le lampadine interne sono due led da 5 watt ciascuno: per spegnerle, è sufficiente toccare l’anello metallico posizionato al centro. Le batterie sono invece supercondensatori a carbone attivo (ibridi) che garantiscono un ciclo più rapido di carica e scarica e una maggiore durata rispetto alle normali batterie

Nissyoku per ora è solo un prototipo, ma la qualità della progettazione, la creatività impiegata nell’utilizzo dei materiali e, perché no, anche il successo di certe forme che cinema e animazione stanno riportando in voga, potrebbero permettere ai ragazzi ungheresi di Igen Design di metterlo presto sul mercato. Dopo il salto, la gallery (foto di Abel Krulik).

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Gli oggetti in 'tensione' di Itay Laniado

pubblicato da intweetion in: Accessori Designer Young designer Design sostenibile

ItayLaniado

Itay Laniado è un designer israeliano che studia tutt’ora all’Accademia di Arte e Design di Gerusalemme. Un giovane designer fissato con le strutture in tensione, con l’utilizzo di pochi, funzionali materiali e con l’ansia del minimo ingombro possibile. Un ‘purista’, a suo modo.

Laniado ci propone tre nuovi oggetti nati dalla sua creatività e dalla ricerca intrapresa. Una stampella, una scala e un portafoglio. Tre oggetti apparentemente distanti, quanto a utilizzo, ma resi vicini dall’approccio nel realizzarli.

Legno, innanzi tutto. Poi corda e spessi elastici di gomma. Infine cinghie e cremagliere. Sembra una puntata di MacGyver, ma non lo è. Piuttosto la dimostrazione di come si possa approntare la progettazione di oggetti in modo intelligente e con il minimo dispendio di materiali.

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Sorapot: la teiera trasparente di Joey Roth

pubblicato da intweetion in: Accessori Designer Complementi d'arredo Video

Sorapot-Joey Roth

Una teiera (anche se non si direbbe affatto) minimale e semplicissima. Acciaio silicone e vetro silicato (l’immancabile Pyrex). Linee curve e, soprattutto, il contenitore trasparente che permette di vedere la fase di infusione del tè o della tisana.

“Sorapot” è l’ennesima, elegante idea di Joey Roth, designer di San Francisco (classe 1984) che realizza prodotti con il dichiarato scopo di esaltare la bellezza dei rituali quotidiani e le esperienze più effimere, valorizzando entrambi con funzionalità e materiali che si adattano all’utilizzo.

Delle due caratteristiche principali che fanno di “Sorapot” un oggetto ulteriormente desiderabile, la prima è legata proprio all’uso, visto che con il tempo, la superficie non smaltata, assume una colorazione diversa secondo la frequenza con cui viene sfruttata la teiera e le tipologie di infusi preparati. L’altra caratteristica è il posizionamento delle istruzioni. All’interno della scatola di cartone del packaging infatti, c’è il solo prodotto con un rotolo illustrato per spiegare esattamente il funzionamento della “Sorapot”. Nel caso voleste capirlo già da ora, trovate il video tutorial dopo il salto.

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Le illustrazioni 'tridimensionali' di Rebecca Maeve Manley

pubblicato da intweetion in: Designer Installazioni Tipografia Illustrazione

Rebecca Maeve Manley

Designer e illustratrice di Manchester, Rebecca Maeve Manley ha un modo molto particolare di approcciare i suoi lavori. Realizza bozzetti e poi, armata di forbici, carta, vecchie pellicole, stoffa e materiali disparati, traduce in tre dimensioni le immagini ideate.

L’effetto complessivo è amatoriale (pur rivelando una grande abilità) e divertente. Lettere che occupano lo spazio come dei balloon che diventano reali. Anzi, come tiene a sottolineare lei stessa, le sue sono installazioni con opere -appunto- iper-reali: invasioni dell’arte e della creatività nel mondo e nel quotidiano.

Testimonianza ennesima di tutta una corrente che sceglie il paper-craft come una sorta di occasione per ‘modificare’ la realtà, il coloratissimo mondo di Rebecca Maeve Manley è anche una miniera di idee e ispirazione. Qualche esempio, nella gallery dopo il salto.

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I "Digital Graffiti" di Tangible Interaction

pubblicato da intweetion in: Visual Designer Interaction design Video

Una delle nuove frontiere della street-art e in particolare dei graffiti sembra essere quella che prevede l’interazione con la video arte e tutte le nuove tecnologie legate all’immagine digitale. Si evita l’invasione (spesso indesiderata) delle superfici urbane e i conseguenti costi dei materiali ed eventuale, successiva copertura.

Nascono quindi continuamente dei dispositivi che hanno anche il vantaggio di poter essere trasportati ovunque e garantire divertimento durante delle performance ‘a noleggio’. Proprio quello che è accaduto in occasione del party al villaggio degli atleti commissionato dal Vancouver Organizing Committee per le Olimpiadi invernali di quest’anno.

La Tangible Interaction di Alex Beim ha realizzato “Digital Graffiti”, uno strumento che permette di disegnare su grande schermo come se si utilizzasse un qualsiasi software per l’illustrazione. Affidandosi all’esperienza in fatto di workshop di Carson Ting e Denise Cheung della Chairman Ting Industries, ha conquistato il pubblico con una serie di lavori prodotti sul momento per poi essere rapidamente cancellati e sostituiti. Il futuro dell’arte di strada passa anche da qui (?).

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Torna l' "Abitacolo" di Munari

pubblicato da intweetion in: Accessori Designer Made in Italy Complementi d'arredo Edizione limitata Arredamento Modernariato

BrunoMunari

E’ un abitacolo, appunto, costituito da un telaio in acciaio elettrosaldato, corredato da un letto e accessori vari in materiali diversi. E’ un posto dei giochi, del sonno, di studio e di svago, un ‘hortus conclusus’ infantile, trasformabile a piacere […] E poiché è una struttura, è pure facilmente smontabile, pronta ad assumere una nuova veste, correndo dietro alla fantasia…

E’ una struttura ridotta all’essenziale, uno spazio delimitato e allo stesso tempo aperto… E’ un modulo abitativo, un habitat, contiene tutti gli oggetti personali… Uno spazio nascosto in cui la presenza del bambino rende superflui i mobili, su cui la polvere non sa dove posarsi. E’ il minimo ma da il massimo. Numerato ma illimitato. L’habitat diventa l’ambiente adattabile alla personalità dell’abitante. Pesa 51 chili e può portare anche venti persone.

Bruno Munari presentava così il suo “Abitacolo” nel lontano 1971. Realizzato con l’idea di disegnare un nuovo spazio per i ragazzi, prodotto da Robots, raggiunse l’intento di permettere ai più giovani di lasciare tutto in uno stato di ‘ordinato disordine’ per sentirsi protetti dai giochi, dai libri, dagli oggetti familiari durante il sonno.

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Boogie Board: una tavoletta LCD per disegnare

pubblicato da intweetion in: Accessori Designer Gadget Eco design Comunicazione Illustrazione

BoogieBoard Continuiamo imperterriti a darvi idee alternative ed economiche per decongestionare la febbre da iPad. Dopo lo sketchbook a forma di laptop Apple, vi proponiamo la Boogie Board: un tablet LCD per scrivere e disegnare.

Basata sulla tecnologia Reflex LCD, la Boogie Board non richiede nessun consumo di energia per generare un’immagine e pochissima per memorizzarle o cancellarle. Infatti è sufficiente una mini-batteria come quelle che vengono utilizzate per alimentare gli orologi. Ogni refill garantisce 50000 cicli e i materiali consentono alta flessibilità e prezzi molto ridotti.

Aggiungeteci che, mentre gli LCD tradizionali offrono una risposta molto imprecisa, il Reflex LCD garantisce una sensibilità altissima anche nel dettaglio e nella diversa pressione applicata. Il prezzo poi è davvero invitante: appena 30$ per accaparrarsi un degno sostituto tecnologico di carta e matita.

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Ptarmak design agency

pubblicato da intweetion in: Designer Comunicazione Tipografia Modernariato Brand Design Advertising Graphic Design

ptarmak

Dicono di essere designer, scrittori, artigiani e pensatori. Sono di Austin, in Texas. Hanno un nome abbastanza ostico da pronunciare (Ptarmak) e sfornano lavori di una classe e una qualità sorprendenti.

Molto legati alla tradizione (c’è un visibile recupero di colori, proporzioni e atmosfere), i loro lavori hanno così tanti punti di forza che è praticamente impossibile elencarli tutti. Curatissimi nella scelta dei font, nei materiali (non a caso si definiscono -anche- artigiani), nell’approccio ironico e fuori dal tempo, nell’attenzione maniacale per i dettagli.

Non bastasse, sono eccellenti anche nel presentare tutto ciò che realizzano. Foto di grande impatto eppure mai sensazionalistiche, un portfolio che include tra i clienti grandi nomi, organizzato e capace di sottolineare tutta la loro competenza. Irriverenti senza sconvolgere, mescolano elementi apparentemente estranei al prodotto. Guardate voi stessi i risultati dopo il salto (e fatevi un giro anche sul loro blog)

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Tom Rossau: come si costruisce una lampada

pubblicato da intweetion in: Accessori Illuminazione Designer Eco design Arredamento Professione Design sostenibile

TomRossauLamp

Narra la leggenda (non è vero: sono le note biografiche) che il designer Tom Rossau ha iniziato la sua carriera a Faarevejle in Danimarca, nella cantina dell’appartamento dei suoi genitori. Come tutti i bambini danesi (occhei, non solo) era un patito dei Lego, poi, negli anni ‘90 ha cominciato a disegnare abiti in pelle e una serie di oggetti in legno.

Il successo è arrivato nel 2006, quando ha presentato le sue lampade TR4 e TR7 (non sono i nomi di due robot di Guerre Stellari) al Copenhagen Furniture Fair (poi ribattezzato CODE) e la TR7 ha ricevuto l’ “Audience Favorite Award”.

Probabilmente ispirato dalle torsioni di Frank Gehry, Rossau costruisce lampade che sono prima di ogni cosa lievi, impeccabili esempi di funzionalità, sostenibilità e attenzione al consumo energetico. Esplora le possibilità dei materiali (utilizza anche la carta) testandone la resistenza e l’adattabilità alle forme. Di seguito (via) potete ammirare in una gallery le varie fasi del suo lavoro.

Tom Rossau: come si costruisce una lampada
Tom Rossau: come si costruisce una lampadaTom Rossau: come si costruisce una lampadaTom Rossau: come si costruisce una lampadaTom Rossau: come si costruisce una lampadaTom Rossau: come si costruisce una lampadaTom Rossau: come si costruisce una lampadaTom Rossau: come si costruisce una lampada

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Accendere la memoria con Phillu

pubblicato da intweetion in: Accessori Designer Gadget

phillu

C’è gente che colleziona le scatole di fiammiferi. Non sapevo che, in inglese, la cosa avesse un nome. Il termine è Phillumeny e, proprio a questa singolare mania è ispirato il Phillu -appunto- dell’industrial designer turco Emir Rifat.

Phillu è una via di mezzo tra una pen-drive e un (mini) hard disk esterno della capacità di 45 gigabyte. La particolarità sta nel fatto che è realizzato come una scatola di fiammiferi. Ognuno dei 9 cerini è una memoria di 5 giga che può essere rimossa dal contenitore e va ‘attivata’ sfregando la ‘testa’ sul lato ruvido dell’oggetto.

Successivamente, possiamo scambiare solo il singolo fiammifero -sempre con altri possessori del Phillu- o solo alcuni, nei quali avremo inserito i dati da trasferire. Basterà reinserire il cerino nella scatola e connettere il tutto via usb. Se l’idea è quanto meno macchinosa, l’oggetto è invece molto accattivante: linee morbide, colori scuri ed eleganti, materiali diversificati (l’interno è in legno). Vedremo se e come raggiungerà il mercato.

Phillu: accendere la memoria
Phillu: accendere la memoriaPhillu: accendere la memoriaPhillu: accendere la memoria

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