Punta sull’infografica la campagna del Partito Democratico Muoviamoci dedicata alle criticità del trasporto pubblico. Si parte da Roma e dalla sua situazione “calda”, per illustrare numeri e percentuali della mobilità e raccontare come questi influiscano su tutti gli altri ambiti del quotidiano.
La campagna è curata dal giovane studio di comunicazione romano YoYo, specializzato in marketing virale, che ha utilizzato i linguaggi dell’infografica per mettere letteralmente in scena le cifre, utilizzando gli ambienti metropolitani come soluzione grafica e l’arredo urbano come punteggiatura.
Ode alla tipografia. Questa giovane studentessa australiana è diventata un piccolo caso nella rete, con questo video che la ritrae mentre ricopre il suo corpo con la frase “Write here, right Now” con un pennarellone nero e cammina per le vie della sua città come un messaggio ambulante.
Il video nasce come parte di un progetto universitario sull’individuazione di spazi urbani, su cui la comunità possa esprimere i propri messaggi attraverso i graffiti. Se inizialmente la campagna doveva essere solo a mezzo stampa, Gemma O’Brien ha pensato di andare un po’ oltre e, ispirata dal performer e body-artist Stefan Sagmeister, di usare il suo corpo per una vera e propria campagna virale.
Via | Lettercult.com

Ancora sotto shock per la chiusura di Last fm? Non disperate, e piuttosto siate pronti ad affezionarvi alle più recenti applicazioni online votate alla diffusione gratuita di musica.
Stereomood, questo il nome del nuovo servizio lanciato sul web alla fine di marzo e già diventato - tutto grazie al word of mouth- un punto di riferimento per oltre 10.000 utenti unici in 82 paesi, prende vita a partire da un concept semplice ma efficace: suggerire playlist ad hoc basate sulle emozioni o sulle sensazioni che l’utente-ascoltatore sta vivendo in un dato momento.
Una lista di tag, alcuni alquanto originali come “busy as a bee” o “lost in jamaica”, suggeriscono infatti dei possibili percorsi musicali associati ad un mood. Percorsi, chiariamo bene, che l’utente è libero di espandere e modificare registrandosi nella community e personalizzando il proprio profilo.
Problemi in vista con il diritto d’autore? Non sembrerebbe, visto che l’applicazione attinge le canzoni dai blog internazionali. L’integrazione con i più diffusi social network (Facebook, Twitter, Myspace) e con i servizi di e-mail è pensata per favorire una condivisione immediata e spontanea delle proprie emozioni in musica. Quanto all’interfaccia, poi, un layout minimale dà il massimo risalto ai tag emozionali, suggerendo in maniera inequivocabile la destinazione d’uso di questo nuovo tool online.
Via | Bybabtech

Per il momento è solo una macchina coperta da un telo: impossibile, dunque, capire cosa si nasconde al suo interno. Le premesse, però, si rivelano di grande interesse: Ikea, leader mondiale dell’arredamento low cost, farà il suo ingresso nel settore automotive con il posizionamento sul mercato di una nuova vettura a basso costo, Leko.
La data scelta per il lancio, il 1 aprile, fa pensare ad una boutade, magari in odore di campagna di marketing virale. Ipotesi che peraltro non sembra del tutto esclusa. D’altro canto, qualche elemento concreto per dare credibilità alla storia sembra esserci. L’iniziativa, innanzitutto, è stata presa dalla filiale francese di Ikea, che ha presentato il progetto attraverso un sito dedicato, un video che racconta il valore aggiunto della vettura per l’automobilista di domani: economica, ecologica, conviviale. E modulare quanto a capacità di trasportare un carico abbondante di oggetti. Il WWF inoltre, patrocina l’operazione: per gli scettici, certamente una sicurezza in più sull’impegno ecologico della neonata casa automobilistica.
Via | Design Boom
Saatchi&Saatchi combatte l’inquinamento degli oceani con una campagna di guerrilla a dir poco originale. Per sensibilizzare l’opinione pubblica, ha infatti raccolto e confezionato la spazzatura proveniente dalle spiagge della California, per depositarla a vista vicino ai mercati rionali della zona. Suggerendo quindi che si è ciò che si mangia, rifiuti compresi.
Nella foto, una batteria di preservativi provenienti dalla spiaggia di surfisti di Newport Beach. Una domanda sorge però spontanea: ma il packaging del “prodotto” sarà almeno riciclabile?
Via | Etre