
Non sono (solo) i loghi che fanno un’olimpiade. Tuttavia, rimane interessante dare uno sguardo all’immagine che le città candidate costruiscono presentandosi a loro avviso nella veste più papabile e accattivante.
In questo caso, tutti i progetti sono caratterizzati dalla scelta di un simbolo mai arbitrario. Il logo di Chicago, progettato dall’agenzia VSA PArtners, è caratterizzato dalla stella a sette punte che distingue l’araldica della città. Per Rio de Janeiro, invece, è un profilo della costa a forma di cuore a ricordare la particolare geografia della metropoli, incastonata tra mare e montagna. Nel caso di Tokyo, invece, è stato utilizzato uno dei simboli tradizionali del Giappone, il musubi (nodo), declinato qui con i colori dei giochi olimpici.
Diverso il caso di Madrid. Il logo, realizzato dal grafico argentino Joaquín Malle, che l’ha spuntata tra le 2700 proposte presentate, è una mano aperta colorata con i colori dei giochi. Il payoff, “Hola everyone”.
Via | Bloggokin

Della serie come ci vedono gli altri: il packaging per questo nuovo brand del settore enogastronomico dal nome inequivocabilmente italiano, “Via Roma”, è stato progettato da United, agenzia americana specializzata nella progettazione dell’immagine coordinata per il settore wine&food.
Ben identificati tutti gli stilemi dell’immagine “Made in Italy”: facce e gestualità tipicamente da Bel Paese, font di ispirazione novecentesca per un insieme ben orchestrato capace di evocare perfettamente il gusto ed i valori del nostro mondo rurale. Peccato però che, a dispetto di un nome così capitolino, il marchio distribuisca negli Stati Uniti alimenti provenienti dalla Toscana. Marketing territoriale un po’ confuso oppure citazione del vecchio adagio per cui tutte le strade portano a Roma?
Via | The Dieline