
Che vi piacciano così come sono, che amiate personalizzarle con cover apposite o addirittura modificandole radicalmente, le Moleskine sono diventate ormai molto più di un ’semplice’ sketchbook o un’agenda per prendere appunti. ‘Colpa’ della storica casa produttrice che, dalla rinascita del marchio, ha introdotto una serie di varianti sempre più ‘targettizzate’.
Guide delle città, formati non troppo convenzionali, persino sostituendo a righe e quadretti i fogli pentagrammati. Fino all’ ‘affronto’ definitivo: il nero della copertina in alcuni modelli non è neanche più disponibile. Scelta di marketing che non sta a noi giudicare. Oggi infatti vi proponiamo l’ennesima variante: le Moleskine Passion.
Come suggerisce il nome, sei agende diverse, ognuna dedicata a una passione. Libri, film, dischi, ricette, vino e benessere: ciascuna realizzata per annotare idee e appuntamenti riguardo lo specifico argomento. Sia l’impaginazione che le cover, sono altrettanto personalizzate. Saranno nei negozi a partire da marzo, intanto potete ordinarle per 19 euro su Unilibro.

Ormai ci siamo. L’attesa sta per finire. Il prossimo 2 febbraio inizia la sesta e ultima stagione di Lost. Quella in cui gli enigmi -si spera- saranno svelati, quella che in fondo aspettiamo dalla prima serie. Cresce l’ansia e crescono esponenzialmente anche i contributi degli appassionati.
Uno dei più validi e meglio realizzati nell’ambito dell’illustrazione è quello di Ty Mattson, capo e fondatore della Mattson Creative, un’agenzia specializzata in brand identity. Dopo aver lavorato con marchi come Coca-Cola, Pepsi e Hasbro, Mattson si è preso una pausa per celebrare la sua dipendenza da Lost.
Il risultato è questa serie di illustrazioni di cui solo i fan apprezzeranno i riferimenti più sottili. Gli altri, in compenso, potranno godersi la qualità dell’operazione, il suo gusto retro e l’ottima capacità di sintesi nello stile del graphic design. La gallery è dopo il salto.
Continua a leggere: Mattson Creative: i nuovi poster di Lost

Nuovo logo per Peugeot, famosissimo marchio francese (attualmente di proprietà della Citroën) costruttore di automobili. BETC design è stato incaricato del restyling.
Il precedente, caratteristico leone, era stato sviluppato nuovamente nel 1998, quello di oggi presenta alcune variazioni più o meno evidenti. Il font rimane praticamente lo stesso, più ampio lungo la linea orizzontale e con dettagli diversi sulla ‘U’ e sulle ‘E’ maggiormente stondate.
La silhouette del leone invece si è fatta più aggressiva, benché ancora più stilizzata. Scompare la lingua dalle fauci, ridotte le dimensioni della coda, i toni sono più metallici e in linea con i recenti dettami grafici in ambito automobilistico (e non solo).
Dopo il salto, una versione ad alta risoluzione del logo e il video di presentazione del nuovo simbolo.

Al di là del fascino esercitato dall’atto stesso di volare, l’iconografia legata ad aeroporti e velivoli è da sempre fonte di grandi suggestioni. Gli aeroplani sono stati insieme una sfida alla gravità e un esempio di come rendere accessibile e confortevole il viaggio sospesi in aria. Ovviamente anche grazie al design.
Il Museum of Flight, permette di consultare una grandissima quantità di modelli, accessori, luoghi ed eventi, tutti legati all’arte del volo, con una sezione limitata ma interessante dedicata anche ai viaggi spaziali. Quella che vi presentiamo è invece l’area che raccoglie una selezione dei migliori logo delle principali linee aeree.
Che siano classici come il marchio della Quantas o della TWA, minimali come quello della Iceland, la collezione del Museum of Flight ci racconta una storia e ci guida attraverso l’evoluzione dell’iconografia aeronautica attraverso gli elementi di design grafico. Utile anche per ’studiare’ qualche idea e per cogliere l’importanza -e le tecniche- dell’imporre un brand, persino quando si alzano gli occhi al cielo. Dopo il salto, una gallery con alcuni dei logo disponibili.
Continua a leggere: I logo delle linee aeree al Museum Of Flight

Guai in vista per lo street artist francese Zevs, il quale è stato recentemente arrestato ad Hong Hong per aver riprodotto sulla facciata del flagship store di Giorgio Armani il logo liquefatto di un brand concorrente, Chanel.
Il responsabile locale del marchio italiano, a quanto pare, non ha lesinato sulla richiesta di danni, pari a 850.000$ in valuta locale, che sarebbero stati motivati dagli alti costi di pulizia della pietra arenaria dal logo “imbrattante”. Zevs, dal canto suo, si è detto semplicemente allibito, visto che la vernice utilizzata, ad acqua, è a suo parer suo facilmente lavabile. Dunque solo una questione di vernice?
I lavori di Zevs sono attualmente esposti alla galleria Art Statements di Hong Kong per una sua personale.
Dopo essere già stata rilevata dai blogger del nostro circuito a due ruote, la notizia dell’apertura del Ducati Caffè a Roma approda a ragione anche su designerblog. L’operazione di brand extension, infatti, ci pare abbastanza inedita per un marchio del settore automotive, anche se c’è da scommettere che sarà presto seguita da altri illustri competitor.
Gli interni, com’era ovvio, riprendono i colori storici della casa di Borgo Panigale, il nero, il bianco e il rosso, declinandoli in tutti i diversi spazi, dall’angolo bar fino al corner con gadget ed accessori. Quanto al colpo di scena non potevano mancare, appese alle pareti o su pedane traslucide, le grandi moto da corsa, presenza d’impatto sia per fan agguerriti che passanti distratti.
Un unico rammarico: privilegiando la fedeltà alla corporate image, questo caffè non si è un po’ trasformato in un corpo estraneo nel tessuto urbano del centro storico?
Via | Trend Hunter
Mentre il nostro governo dichiara l’arte di strada un atto vandalico da punire con il penale, mi vengono in mente gli interventi di grafica urbana con i quali il giovane e anonimo street artist francese conosciuto come Zevs, ha arredato le strade di città come Parigi, Berlino e Tokyo.
Trovate molte delle sue opere alla Patricia Dorfmann Gallery. Vi consiglio in particolare le ombre di arredo urbano e il suo intervento sul logo di marchi come Chanel e MC Donald. Qualcuno parla d’arte, altri di vandalismo, giudicate voi.

Arabesque Graphic Design from the Arab World and Persia è il nuovo libro di Ben Wittner, Sascha Thoma e Nicolas Bourquin, che ha il pregio di visualizzare il potenziale creativo del mondo arabo e l’Iran. Concentrandosi sul disegno grafico, la calligrafia moderna, i marchi e l’illustrazione dagli artisti dall’Egitto, dall’Iran, dall’Arabia Saudita, dagli Emirati Arabi Uniti e dal Libano, il libro fa emergere il design moderno ispirato dalla ricca tradizione calligrafica della cultura araba.
192 pagine ricche d’immagini accompagnate dalla descrizione degli ambienti in cui i progettisti e gli artisti lavorano. L’indagine si interessa sia dei designer mediorientali che di quelli di lingua araba residenti in altri paesi, senza trascurare i progetti per il mondo arabo intrapresi da studi grafici occidentali, come lo studio berlinese eps51 dei curatori del libro, che ha dato vita al font Talib combinando lettere arabe e latine in un’unica estetica. Un contributo riportato dal CD-ROM allegato al libro.
Via| Sdz.aiap.it