Legno, legno, legno! Sarà voglia di materiali caldi, sarà uno slancio (finto) ecologico, sarà una normale alternanza dopo un periodo di supremazia assoluta di materiali freddi e plastici, ma sembra che quest’anno si stiano imponendo parecchi complementi d’arredo e accessori vari in legno o decorati con venature e cortecce.
Stanno spopolando in rete questi cuscini a forma di tronchi, mentre I Am Human Now, un piccolo studio di Seattle, realizza cover per laptop con finiture naturali, mentre ancora i polacchi di Malafor racchiudono ceppi di legno in involucri d’acciaio con tanto di manici per ottenere i solidi sgabelli Trunks.
Se questa tendenza è di vostro gusto, troverete sicura soddisfazione nel blog It’s (K)not Wood, dedicato interamente a oggetti decorati con venature e sfumature legnose, tappeti e porcellante, cover per cellulari e abbigliamento, tutto rigorosamente “faux bois”.
L’utopia nel design contemporaneo? Un Kalashnikov gigante, un art toy, una lampada a forma di telecamera di sorveglianza. Ma anche uno sgabello che sembra una scultura di Calatrava, un impercettibile cassetto a scomparsa, un pannello che illumina la notte anche quando splende il giorno.
Proprio in un momento in cui di utopia si parla sempre meno, preferendole magari la ricerca con i nuovi materiali o la progettazione sostenibile, c’è chi dà nuovo credito e vitalità a questo tema. Contain Gallery, il nuovo indirizzo per il design limited edition curato da Ioanna Paraskeva, apre i battenti a Colonia con una collettiva dedicata all’utopia tra le nuove generazioni del design internazionale.
Il filo rosso? La possibilità di giocare con tutti gli immaginari possibili. Tra i progettisti che hanno partecipato al progetto, Malafor, Zeitgeist Toys, Bea Seggering, Iukbox, Felix Stark, Frank Plant, Ilja Oelschlägel, Manuel Jürgens, Design Apparat, Humans since 1982, Iker, Stephan Bohn, Stephan Roller, Zirkeltraining.
Via | Design Taxi
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Navigando nella rete mi sono imbattuta in un curioso articolo che mette a confronto due progetti, presentati al pubblico a pochi mesi di distanza, talmente simili da far pensare male. Eppure proprio la loro simultaneità dissipa ogni dubbio e mette anzi in risalto i dettagli e le peculiarità che li differenziano.
Si tratta di Ratchet Table, di Harry Hasson e di Vespa Table di Giulio Iacchetti. Entrambi sono dei tavolini formati da pile di libri fissate da cinghie colorate che fungono da base per piccole superfici in legno. Ma mentre l’idea di Hasson fa parte di un progetto più ampio che prevede l’utilizzo di oggetti diversificati come basi, l’intento di Iacchetti è provocatorio, nello scegliere i libri del giornalista Bruno Vespa come supporti ideali.
Ma se avete seguito con attenzione le pagine di Designerblog nelle scorse settimane magari vi sarà già venuto in mente guardando le immagini, che un terzo progetto si inserisce di diritto in questo accostamento, anch’esso presentato nel 2009. Si tratta di Klaps, lo sgabello-tavolino portariviste dello studio polacco Malafor, che rispetto agli altri due ha la particolarità di essere montato su rotelle.
Via | Patamagazine.com

L’idea è davvero semplice: due tavole sagomate, di cui quella inferiore è montata su rotelle, e delle cinghie di corda tengono insieme una pila di riviste. Il risultato è uno sgabello originale, ma anche un modo intelligente per tenere in ordine vecchie collezioni di giornaletti.
Si chiama Klaps questo sgabello salvaspazio ed è stato realizzato dal brand polacco Malafor. Le due tavole sono di legno e si possono scegliere in diverse varianti cromatiche, dal semplice nero, a tinte fluo o finitura naturale con dettagli a contrasto.
Via | Designboom.com