Nella tendenza di un mondo sempre più incline all’incontro con le esigenze dei bambini, non poteva non inserirsi anche il design; al Macef 2011 Designerblog è andato a vedere la mostra Children Design World, ovvero l’inventario di mobili su misura per l’infanzia, ma con assoluta attenzione per i criteri di bellezza delle forme.
Perchè va da sè che i piccoli amino gli oggetti belli, giocosi, colorati; oggetti per scatenare la fantasia e nutrire la creatività, oggetti prodotti da nomi famosi. Artek, Corvasce, Kartell, Lago, Poltrona Frau, Lettera G, Stokke, Vitra, Magis.
Funzionalità totale e miniaturizzata quindi, oltre alle riproduzioni dei capolavori/icona del design internazionale, come N65 di Alvar Aalto, la Junior Chair di Verner Panton, la barcelona di Mies van der Rohe e la Serie 7 di Arne Jacobsen.
Tre grandi nomi in mostra nel cuore del Macef 2011, il Salone Internazionale della Casa che si è concluso ieri a Fieramilano, nella succulenta sezione AbitaMi, una gioia da attraversare; il titolo della mostra è Tre racconti di fantasia - Three fantasy Tales ed espone i masterpiece di Alchimia, Driade e Produzione Privata, coprendo un arco temporale che spazia nel trentennio 1970-1980-1990.
Paladini dell’epopea progettuale di fine anni ‘70, Alessandro e Adriana Guerriero sono a capo di Alchimia; e in breve tempo traghettano il gruppo di autori e collaboratori verso una visione del design rivoluzionaria. Driade si sviluppa invece negli anni ‘80, e contribuisce a creare alcune ione del post-modernismo; nomi eccellenti firmano elementi di design sfarzosi e ridondanti nell’eclettismo più totale dei materiali.
Michele De Lucchi fonda la piccola azienda Produzione privata all’inizio degli anni ‘90, propone un concetto inedito di produzione del design che si allontana dagli automatismi industriali e contribuisce a formare una nuova idea di alto artigianato. La mostra è stata un avvincente tour tra gli oggetti/souvenir più famosi ed iconici di questa fondamentale parte della storia del design italiano.
Eccoci di nuovo al Macef 2011, che nella nuova sezione AbitaMi ospita diverse mostre tra cui Alberti’s Box, un progetto culturale multimediale di modelli di architettura del maestro rinascimentale (letterato, trattatista e architetto) Leon Battista Alberti, riletti da Joseph Rykwert attraverso sezionamenti e frammentazioni.
Sono progetti che vivono attraverso le proporzioni variabili dei modelli in legno (e anche virtuali) in mostra, alla ricerca di un nuovo Rinascimento; è il cubo albertiano che rinasce attraverso la multimedialità di questo “Box”, tutto da passeggiare, leggere, scrutare.
E proprio scrutare tra i dettagliatissimi modelli (il rilievo degli edifici albertiani è stato realizzato grazie alle nuove tecnologie scanner laser con l’ausilio del centro DIAPReM) è l’impulso immediato che ti coglie quando entri nella scatola espositiva: i visitatori sono tutti ordinatamente impegnati a scovare l’angolo ideale da fotografare, in una danza di clic fotografici tra i ritmi compositivi dei grandi capolavori dell’architettura.

Sono novantuno, con questa, le edizioni del Macef, il Salone Internazionale della Casa che si tiene in Fieramilano dall’8 all’11 settembre 2011; 2.000 espositori e ben 14 padiglioni suddivisi in 4 macrosettori. “Arredo e decorazione”, “Tavola Argenti & Cucina”, “Oggetti da Regalo Trade & Big Volume” e “Bijoux Oro Moda e Accessori”; con in più Macef Sustainable Home, la sezione dedicata agli 80 prodotti italiani ecosostenibili; gli eventi food di Macef Taste (30 ristoranti in città proporranno il Piatto Macef con un omaggio delle aziende espositrici) e le novità di quest’anno che sono Macef Creativity, il settore dell’hobbystica creativa e delle arti manuali, e AbitaMi Decor & Design Lab, il primo Salone-Laboratorio dell’Abitare.
Trecento aziende d’eccellenza espongono ad AbitaMi nelle sezioni”Alta Decorazione: passione - memoria - attualità”, “Arredamento Contemporaneo” e “Arredamento Outdoor”; una manifestazione molto piacevole da visitare, anche grazie agli eventi di sperimentazione, alle installazioni d’autore e alle mostre in essa contenute.
Come “Una stanza tutta per sè”, ispirata al racconto di Virginia Woolf del 1929, in cui 8 famose progettiste ricreano un ambiente intimo e personale. Nella gallery vedete alcuni lavori delle autrici (Cinzia Anguissola, Anna Gili, Nuala Goodman, Margherita Palli, Terri Pecora, Benedetta Tagliabue, Patricia Urquiola e Nanda Vigo) e le foto di Maurizio Marcato della mostra Surround Creative Women, in cui appaiono molte di esse ritratte nella loro “alcova” creativa, i personalissimi studios dove lavorano ai progetti.
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Piccoli mondi incastonati su anelli d’argento: la designer di gioielli romana Luisa Bruni progetta micro storie che poi trasforma, affiancando all’argento resine colorate e altri materiali preziosi, in bijoux carichi di significato, da portare sempre con sé.
Piccoli stagni o atolli personali, vasi di spezie orientali o ciotole argentee in cui una goccia trasparente è congelata nel momento in cui cade: sono anelli che sfidano la percezione, tromp l’oeil per ingannare l’occhio ma anche il tempo che scorre.
E per continuare a giocare con il tempo, la nuova collezione di Luisa Bruni, presentata in questi giorni al Macef, si affida alla suggestione di epoche passate, all’età dell’oro, con le sue ricerche nel Klondike, o al nostro passato più remoto, Times Old Roman, fatto di anfore che si intravedono sul fondo delle acque azzurre del Mediterraneo.