
Costruita nella città di Saint-Eienne, in Francia, la Cité du Design (o “Centre International du Design”) è una enorme struttura nata con l’idea di ospitare creativi, designer e architetti da tutto il mondo per far confluire quanti più studi sulla comunicazione, la ricerca e l’istruzione a livello internazionale.
L’edificio è costato 41,5 milioni di euro, una cifra tutto sommato contenuta viste le grandi dimensioni e la completa autosufficienza in termini energetici. I pannelli solari, perfettamente integrati nel design del progetto, oltre a un sistema di riscaldamento ideato appositamente, consentiranno l’ammortizzare ulteriore delle spese.
Il rivestimento del Centro, infatti, è composto da 14000 triangoli equilateri di diversi materiali che aiutano a controllare luce, temperatura e flussi dell’aria, in base alle condizioni ambientali. Alcuni dei triangoli sono celle fotovoltaiche che servono appunto per generare l’energia necessaria.
Il colpo d’occhio, poi, è assolutamente incredibile. Situato nel sito storico del National Arms Manufacture, il Centro Internazionale di Design è perfettamente integrato nell’area grazie alle sue linee geometriche e restituisce luminosità senza togliere ‘respiro’ allo spazio che invade. Di seguito, una gallery del progetto, realizzato dallo studio LIN, con sede a Berlino e Parigi.

La lampada a sospensione Zabriskie Point è stata ispirata dall’epica scena finale dell’omonimo capolavoro di Michelangelo Antonioni, in cui l’esplosione di una villa viene ripresa da più angolazioni e dilatata in un tripudio di vetri infranti e schegge volanti.
Sembra infatti un nucleo durante una deflagrazione, punti di luce come fuochi d’artificio e frammenti di vetro che si disperdono su traiettorie in espansione. Disegnata da Denis Santachiara (mac users non perdetevi il suo sito!!!) per de Majo Illuminazione, azienda veneziana, specializzata, naturalmente, in lampade in vetro.
Via | Contemporist.com
Lo studio di interior design londinese 7Gods ha iniziato a progettare e realizzare lampade in modelli unici espressamente per i propri clienti. I modelli sono stati un tale successo, che è nata una piccola collezione di lampade realizzate a mano in edizione limitata. Si tratta di coprilume, da tavola o da sospensione, realizzati in carta, piegata, tagliata, come tanti origami, come una cascata di striscioline, o come una nuvola di fili arruffati.
Vista la sorprendente mole di richieste, lo studio è ora alla ricerca di un partner per iniziare una produzione su larga scala di questi modelli e di quelli a venire. Lo spazio nella foto, invece, è Unit 22, il nuovo studio/show room di 7Gods. Total white per un interno in cui la vera protagonista è la luce e in cui l’unico contrasto è dato dal tipico colore dei bricks londinesi fuori dalle finestre.
Via | Yatzer.com

Sulla scia di una tendenza sempre più diffusa, che cerca il connubio tra gli effetti della luce, le proprietà del colore e le morbide linee dell’interior contemporary design, nasce Poesy, il letto ideato da Philippe Boulet con un’anima evanescente.
Boulet con questa creazione conferma la sua volontà di tenere unite la tradizione e l’innovazione, amalgamandole in un armonia fluida, senza contrasti cacofonici: Poesy infatti è caratterizzato da linee che ricordano un certo stile retrò, con testiera e pediera importanti e sinuose; ma Poesy è anche una creazione di ultima generazione, perchè piccoli led colorati lo trasformano in un esemplare di design perfettamente contemporaneo, dall’effetto sospeso, quasi irreale. Le tonalità della luce emessa dai led possono essere cambiate a piacimento, per godere di atmosfere suggestive, consone al proprio umore o alla situazione che si vuole creare in camera da letto.
Poesy è solo l’ultima delle fiabesche creazioni di Philippe Boulet, tra cui si possono trovare sedute, tavoli, complementi, tutti caratterizzati dalle stesse prerogative di luce, colore e design retrò.
Via | Philippe Boulet News

Semplice quanto d’impatto la scenografia curata da Hung-Ming Chen per Hommin in occasione della Design Week di Stoccolma, la fiera del design svedese e scandinavo che chiuderà i battenti domani. Grazie ad un espediente ispirato alla composizione di un filo di perle, i vestiti in gruccia rimangono appesi in qualsiasi punto li si collochi, al di là del loro peso e della vicinanza dalle estremità.
La lampada Starlight, che completa l’allestimento, è composta invece da layer diversi che riflettono la luce l’uno sull’altro, garantendo una diffusione morbida.
Via | Dezeen
Un sogno di casa, che sembra una serra ma con la serra non ha niente a che vedere. L’ha progettata il giapponese Yukihide Mizuno, ossessionato a quanto pare da qualsiasi struttura che abbia forma piramidale. In questo caso, la piramide è stata rivestita interamente di vetro, facendo di questa abitazione una scatola luminosa che si apre alla vista altrui e che, dall’interno, gioca a 360° con l’ambiente esterno.
La divisione interna dello spazio, di conseguenza, gioca per sottrazione e predilige spazi comunicanti che ricordano il presupposto del loft, sebbene più labirintico. Ripidissime le scale per comunicare tra un piano e l’altro, dove si affacciano balconi interni rivestiti in legno e decorati con ceramiche giapponesi. E per rifugiarsi dalla luce, pareti scorrevoli in legno per le camere da letto.
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Ispirati dall’alter ego del Dr. Jakyll di Stevenson, Pablo Crespo, Martin Franzene e Isaac Pineiro della Scuola Politecnica di Design di Milano, hanno progettato il divano Mr. Hyde, presentato a That’s Design nell’area ex Ansaldo di Zona Tortona, nel corso del Salone del Mobile 2008. Il design eclettico del divano realizzato da Serralunga, rivela la sua natura con il favore delle tenebre e con il calare della luce, le linee minimali cedono il posto alle impunture eleganti di un modello Chester. Due facce di un design moderno e sfaccettato, la cui complessità è svelata dall’alternanza di luce e ombra.