
Una struttura minimale realizzata per la “Tenth Church of Christ, Scientist” questa “The Infinity Chapel” dello studio newyorkese hanrahanMeyers. Quasi 400 metri quadri di superficie, trasformati da frammenti di luce naturale e racchiusi in un sistema complesso di pareti curve.
Arredi lineari con il legno a fare da elemento di contrasto, mentre dal soffitto pendono una serie di lampade cilindriche posizionate ad altezze diverse. L’atrio e la zona lettura affacciano all’esterno con grandi vetrate mentre al piano inferiore ci sono sale per l’insegnamento e una stanza per le riunioni in cui parte della luce arriva da alcune aperture sul pavimento dell’area di preghiera.
Ennesimo esempio di come, negli ultimi anni, anche le istituzioni religiose stiano chiedendo aiuto ad architetti e designer per rendere più eleganti gli spazi per le funzioni, esaltando il senso di raccoglimento e il messaggio del loro credo. Dopo il salto, una gallery della “Infinity Chapel” (via).
Continua a leggere: "Infinity Chapel": la chiesa disegnata dallo studio hanrahanMeyers

Nasce dai libri, questa “Book Light” di Myung-seo Kang, una delle due designer dello studio MS (l’altra è Mi-Seung Kim). Presentata in questi giorni all ICFF in corso a New York, unisce il concetto di pop-up a un’immagine che ricorda anche la struttura a soffietto del mantice di una fisarmonica.
Aprendo e chiudendo le estremità, si dosa la quantità di luce desiderata: la sua forma particolare permette inoltre di utilizzarla sia come lampada da tavolo che come lampadario, per poi riporla chiusa quando non è più necessaria.
Myung-seo Kang e Mi-Seung Kim hanno una vera e propria fissazione per le superfici pieghettate. Nel loro catalogo c’è già un mobile diviso a metà sempre da un ‘mantice’ e una borsa che sfrutta lo stesso sistema per aumentare o diminuire la capienza. Dopo il salto, una gallery dei loro lavori.
Continua a leggere: La lampada a soffietto di Myung-seo Kang
E’ una sorta di giroscopio questo “Copernico”: lampadario realizzato da Carlotta De Bevilacqua e Paolo Dell’Ecle per Artemide, che consiste in nove ellissi concentriche ottenute da un unica superficie di alluminio. Le nove ellissi possono ruotare indipendentemente e sono disseminate con 384 LED bianchi.
Le due assi di rotazione inoltre, permettono alla luce di essere diretta in diversi modi e di illuminare in maniera più omogenea l’ambiente. Chiuso, “Copernico” è completamente piano e può concentrare una maggiore quantità di luce in un unico punto come un lampadario tradizionale.
C’è anche una versione da parete, di forma rettangolare che applica però lo stesso principio. In questo caso gli elementi concentrici sono tre. La superficie complessiva è più piccola ma contiene sempre lo stesso numero di LED, rendendola comunque in grado di sprigionare molta luce. Dopo il salto, la gallery (via).

Ross Lovegrove è noto per la sua capacità di sfruttare al massimo le fonti di luce tramite eleganti e innovativi oggetti di design. Un esempio per tutti, la sua “Cosmic Leaf” per Artemide, di cui vi avevamo parlato lo scorso anno. ‘Stavolta la commissione arriva da Velux, marchio italiano noto per l’attenzione nel promuovere un’edilizia sostenibile.
Il progetto è “Sun Tunnel” che, come suggerisce il nome, prevede di incanalare la luce esterna attraverso speciali tubi per poi diffonderla all’interno degli ambienti con degli speciali ‘lampadari’ a forma di goccia.
Il tunnel di Lovegrove è integrato nel tetto dell’abitazione e ricoperto da Miro-Silver®: un materiale riflettente che aumenta la capacità di diffusione di più del 98%. Ideale per offrire una soluzione ecologica in luoghi dove l’installazione di finestre è difficoltosa. Dopo il salto, immagini e schema del prodotto.
Continua a leggere: Il 'tunnel solare' di Lovegrove per Velux
Fortunatamente ci sono le immagini. E i video. Perché altrimenti alcune delle cose che ci colpiscono e vogliamo segnalarvi, difficilmente riusciremmo a spiegarle solo scrivendone. Questa è una di quelle circostanze: “Euphorie” è un progetto che tende a far mancare le parole, piuttosto che ad aggiungerne.
Prodotte dallo studio 1024 Architecture di Parigi, insieme ad Arcadi, “Euphorie” sono una serie di installazioni che uniscono suono e luce ad opera di François Wunschel e Fernando Favier, musicisti e designers.
Fin qui tutto bene. Descrivere queste installazioni è un’impresa. Ci sono dei tubi attraversati da led che talvolta sottolineano lo spazio che li racchiude, altre invece vengono utilizzati per crearne di nuovi, all’interno del luogo dove avviene l’esposizione. Sempre più difficile.
Continua a leggere: I mondi di luce di François Wunschel e Fernando Favier per 1024 Architecture
Roca, nota azienda di arredi per bagno, ha ideato un complemento che unisce il design alla tecnologia, raggiungendo un alto livello di funzionalità: si tratta di Innova, uno specchio per bagno che integra diverse possibilità d’uso.
In un design lineare e facilmente adattabile a qualunque contesto stilistico, Innova racchiude infatti un display touchscreen perfettamente integrato con il piano-specchio, che mostra la temperatura e l’orario, e che permette di regolare una radio FM e la luce integrata nello specchio stesso.
Inoltre Innova offre la possibilità di connettere un lettore mp3 e di diffonderne la musica, rendendo così molto piacevole la permanenza in bagno.
Via | Trendir
59 Productions è uno studio specializzato in design per performance live, installazioni e visual. Utilizzano le tecnologie più avanzate con lo scopo di ottenere un coinvolgimento assoluto dello spettatore in ogni spettacolo e si sono occupati in più occasioni anche del mondo dei video musicali e dei cortometraggi.
Il lavoro svolto per il tour di Jonsi, leader dei Sigur Ros di cui sta per uscire un album dal titolo “Go”, è una sfida che procede a metà strada tra cinema, arte installazioni, performance teatrale e -ovviamente- la valorizzazione della musica sul palco.
Effetto ottenuto con eccezionale cura del dettaglio e attenzione alle atmosfere che caratterizzano tutta la componente visuale della musica di Jonsi Bergisson. Tra render delle scenografie, stage design attraverso lo studio dei giochi di luce e animazioni ricavate dalle -bellissime- illustrazioni e dall’artwork di Alex Somers, questo video backstage ci ricorda cosa può accadere quando artisti e designer di altissimo livello lavorano insieme.

Micribe è uno studio di design nato dalla passione di tre giovani ragazzi eclettici: Mirko Pignatti, architetto, Cristian Lunardi, artista appassionato di grafica publicitaria, Beatrice Bacchi, laureata in lettere. Tre diverse personalità, tre diverse figure professionali pronte a ideare e realizzare progetti eclettici ed originali proprio come Lucciola, questa particolare lampada ricaricabile che riesce a portare luce in ogni dove.
Proprio dall’unione di queste tre personalità creative nasce Lucciola, la lampada ricaricabile creata in pefetta linea con l’attuale tendenza all’eco-design. Lucciola è costituita da due basilari elementi di recupero: un utensile da cucina e un faretto di bicicletta. Due elementi semplici, uniti secondo un originale layout, a formare una lampada portatile reinterpretata per creare e ridisegnare la luce, in un modo nuovo, sostenibile ma elegante ed originale!
Via | Architetturaedesign.it

Già noto per la spettacolare “Cityscope”, installata lo scorso anno a Cologna, Marco Hemmerling realizza con un nuovo lavoro, la sua personale visione di come la luce può modificare e migliorare il paesaggio urbano.
Presentata in occasione della manifestazione Arbres Et Lumières, a Ginevra in Svizzera, “Lighttube” è una struttura che simboleggia un albero e la continua crescita dei suoi rami. Un elemento centrale che raccoglie e assorbe rumori e umori dello spazio cittadino circostante e li restituisce attraverso luce colorata.
I toni cambiano continuamente e la forma, a metà tra un albero e un megafono, con i suoi quattro ‘raggi’ protesi, interagisce con la piazza in modo organico. Di seguito, una gallery degli ultimi due lavori di Hemmerling.
Foto | via

Nasce da un ironico controsenso, questa serie di oggetti in carta di Katinka Versendaal, giovane designer di origine belga, diplomata alla Design Academy di Eindhoven. Da un lato la natura stessa degli accessori che nascono per essere esibiti, dall’altro, la forma pop-up che li ‘nasconde’.
Ispirata da Escher, la Versendaal ha creato questa serie, in mostra durante la settimana del design olandese. Una lampada da tavolo, due candelabri e una cesta per la frutta che si ripiegano su se stessi all’occorrenza e possono essere agilmente spostati altrove per lasciare spazio sulle superfici.
Oltre alla maestria nel concepire e adattare le forme per la carta, Katinka Versendaal è stata comunque capace di creare degli oggetti suggestivi. Il materiale diffonde piacevolmente la luce e gli incastri restituiscono un fascino geometrico. Sul suo Flickr, altre immagini delle creazioni.