Chi l’ha detto che le installazioni devono per forza essere seriosi studi che lasciano il pubblico interdetto o, nel migliore dei casi, assorto in profonde riflessioni sul rapporto uomo-macchina-territorio? Non vogliamo certo screditare lavori più ragionati e legati a premesse che molto spesso producono un’esperienza importante nello spettatore (ci mancherebbe!).
Eppure sarà che oggi è venerdì e la settimana volge al termine, sarà che il brano che fa da colonna sonora a questo video (”Under My Skin” di Gin Wigmore) è uno di quei pezzi soul che conquistano, sarà che ogni tanto è bello vedere facce sorridenti grazie all’arte e al design, vogliamo proporvi “Night Lights”, l’installazione del collettivo YesYesNo.
Lo studio, con sede a Londra, New York e Amsterdam ha realizzato questo spettacolo di luci e ombre proiettando il tutto sull’ Auckland Ferry Building: il palazzo da cui partono i traghetti nella città della Nuova Zelanda. Tre le diverse tipologie di interazione. Una tramite il movimento del corpo sui due palchi, una muovendo la mano sul tavolo luminoso e l’ultima tracciando le onde dei cellulari in movimento.
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Joakim Dahlqvist è compulsivo. Innanzi tutto come designer. A leggere il suo curriculum, ci si chiede se abbia mai avuto una vita privata. Nato in Svezia, è vissuto tredici anni a Singapore. Poi, al ritorno, ha studiato architettura e si è preso un Masters degree with honors dal Design Research Laboratory della Architectural Association School di Londra.
Ha lavorato per l’Office for Metropolitan Architecture di Rotterdam, per Prada come consulente sulla ricerca e le tecnologie (incredibili i suoi allestimenti), in Italia con April per realizzare il National Geographic Store. Insieme a Jens Hommert e Hieu Dam ha persino trovato il tempo di aprire un bar e un ristorante i cui interni, ovviamente, sono curati da lui stesso.
L’elenco potrebbe continuare con lavori di architettura, animazione, programming, e video. Noi ci limitiamo a segnalarvi la parte più folle della sua produzione. Le sue dettagliate e compulsive illustrazioni. Dalla città immaginaria (forse legata alla mitica Frisland) che potete ammirare in tutti gli splendidi dettagli a questo link, a quest’altra, altrettanto intricata. Oppure a questo delirante prospetto architettonico.

Contesissima da tutte le very important persons, da Courtney Love, a Patsy Kensit, fino a Lizzy Jagger, Madame Sera è l’arredatrice del momento di Londra. Complice uno stile personalissimo, che fa dei suoi interiors qualcosa di realmente diverso dalla solita copia delle riviste patinate. Cresciuta a May Fair coltivando un fascino tutto inglese per i tempi vittoriani, Madame Sera ha rivoluzionato i suoi gusti grazie all’incontro con il punk e alla frequentazione di tutta la scena underground inglese degli anni ‘70.
Coordinate, queste, che ritroviamo anche nella sua abitazione londinese, meglio nota con il nome, anche questo molto scenografico, di Chocolate Towers. Gli spazi, fluidi e quasi sempre aperti, sono stati etichettati come emblemi del “boudoir punk”: pizzi e merletti, palme in ogni angolo, velluti e vecchi paralumi e si mescolano a gigantografie dei Sex Pistols, cuscini glitter e tessuti in vinile. Senza dimenticaare gli oggetti anonimi molto ‘70 usati per rendere trasversale, e volendo popolare, lo stile espresso dall’appartamento. Un posto accogliente, alla mano e seduttivo, dove ci piacerebbe incontrare per un thé Vivienne Westwood, Amy Whinehouse o, magari, il defunto Sid Vicious.
Via | Mariclaire Maison
Foto | Micheal Paul
La casa a Londra di Madame Sera
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Nuovi talenti. E’ un’estetica molto particolare quella che caratterizza i pezzi del duo olandese Kranen Gille, formato rispettivamente da Jos Kranen e Johannes Gille, ex alunni della Design Academy Eindhoven. Il duo, infatti, è accomunato da un gusto spiccato per uno stile industriale un po’ cyber che non disdegna il recupero e la commistione con soluzioni artigianali.
La produzione comprende una sedia, un tavolino basso, una panca, una lampada e una poltrona, la Fredersen Miami Wingchair, caratterizzata da un’imbottitura fermata con dei lacci. La collezione è in mostra a Londra presso la galleria di design FUMI.

Idea semplice a costo praticamente zero per questa libreria a parete ricavata da scarti di legno. La paternità del progetto è di Amy Hunting, giovane designer norvegese di stanza a Londra, che ha così sopperito alla carenza di arredi nel suo appartamento.
Abilità richieste per copiare la libreria? Innanzitutto la volontà, in primis quella di ricercare in una segheria molti scarti della lavorazione delle tavole. Quindi, un po’ di destrezza con i nodi, in questo caso quelli da pesca. La differenza la fa poi la qualità del dettaglio, ad esempio la tipologia di legno impiegata (Amy ne ha scelti 15 diversi) e la precisione che si conferisce all’insieme. Mica facile mettere le assi a prova di livella!
Via | Les carnets du design
Foto | Trine Stephensen
Ha aperto recentemente a Londra il primo negozio monomarca di Tom Dixon. Il punto vendita, dedicato esclusivamente alle creazioni del designer britannico, è stato progettato dallo Studio Toogood riproponendo una tipologia allestitiva che abbiamo già osservato in occasione dello scorso Salone del Mobile a Superstudio.
Lo spazio espositivo è stato concepito come un palcoscenico in grado di guidare il visitatore alla scoperta della collezione. Simbolo per eccellenza del concept, il nastro adesivo arancione che segna, sul pavimento, il percorso da effettuare all’interno dello showroom.
“Shop”, questo il nome essenzialissimo scelto per il negozio, si trova in un vecchio magazzino riconvertito a Portobello Dock. Accanto al negozio, anche gli uffici di Dixon e un pop-up restaurant.
Via | Dezeen
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Eccoci ancora a parlare di Banksy per mostrarvi questo graffito che è stato attribuito a lui. Si tratta di uno stencil comparso nei giorni scorsi a Croydon, un sobborgo di Londra, proprio nelle vicinanze di uno store Ikea. Nonostante il nome della multinazionale svedese sia anagrammato, il suo logo è riprodotto con inequivocabile fedeltà.
La vittima del sarcasmo non è però tanto Ikea quanto lo sprovveduto ragazzetto rivoltoso che per scrivere i suoi pensieri di protesta ha bisogno del “kit del bravo punk”, un graffito pronto da montare, con tanto di istruzioni incomprensibili.
Via | Freshngood.com

L’idea è venuta a Wallpaper: partecipare al London Design Festival con un’installazione in grado di marcare il territorio cittadino in maniera giocosa e poetica. Quale luogo migliore, allora, se non il piazzale antistante al Victoria&Albert Museum, l’istituzione dell’eccellenza nel dominio delle arti applicate?
La scelta del concept è ricaduta sulla reinterpretazione di una tradizione inglese molto particolare: la costruzione di ponti fatti con le sedie. Un compito, questo, che non poteva che essere affidato al designer altoatesino Martino Gamper, celebre per le sue reinterpretazioni di sedute vecchie e nuove. Per l’occasione, Gamper ha scelto la Ercol stacking chair, un classico inglese onnipresente in uffici e istituzioni scolastiche.
Via | Mocoloco

Tent London è la manifestazione nella manifestazione di 100% Design London, e dando retta alle recensioni della stampa potrebbe rappresentare il luogo più interessante di tutto il festival. Senz’altro la location aiuta: la “tenda”, infatti, è ubicata presso il Truman Brewery, un vasto spazio di archeologia industriale a Brick Lane.
Per quanto riguarda i progetti in mostra, vince la formula di una collettiva alquanto mix&match, in un’alternanza di designer conclamati ed emergenti, marchi internazionali, dealers, showroom e industrie manifatturiere. L’appuntamento imperdibile, per i fortunati che saranno a Londra (raccontateci qualcosa!), è dal 24 al 27 settembre.
Via | Designspotter

Qualcuno tra di voi, fortunato, sarà a Londra la prossima settimana per il London Design Festival, qualcun altro partirà comunque per la capitale britannica nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. In ogni caso, potreste trovare utile questa guida.
Si chiama London Design Guide 2010 e illustra, con criterio geografico, quartiere per quartiere, zona per zona, tutte le risorse, le boutiques, gli atelier, le gallerie, i negozi, ma anche alberghi e ristoranti che abbiano un qualche richiamo al mondo del design. Per averla, è possibile comprarla e farsela spedire dal sito Londondesignguide.com per 15 sterline.
Via | Coolhunting.com