L.O.F.T. è una struttura componibile studiata per assecondare le esigenze di un professionista. Ripiani, scaffali, luci possono essere fissati all’occorrenza intorno all’intelaiatura in legno senza bisogno di attrezzi o competenze particolari.
Una workstation che sembra costruita con delle scale, sui cui pioli vengono fissati gli elementi d’appoggio. Completamente aperta, non delimita l’area di lavoro innalzando barriere isolanti, ma attraverso una buona definizione dello spazio dovuta soprattutto alla cornice superiore che contiene i faretti.
Purtroppo L.O.F.T. è ancora un prototipo, disegnato dal giovanissimo Maciek Wojcicki, ma sta già riscuotendo molta attenzione, e dopo aver partecipato al 100% Futures durante il London Design Festival, sarà tra i progetti scelti per il Talent 2009 durante il Designhuis di Eindhoven .
Via | Dezeen.com
Proprio un anno fa vi abbiamo raccontato del debutto di un marchio italiano, Dot, creato dal torinese Alberto Caramello per disegnare piccoli oggetti quotidiani pieni di ironia e colore. E in quell’occasione vi abbiamo mostrato i primi prodotti lanciati su mercato.
Ad un anno di distanza Dot è approdato al London Design Festival e per l’occasione ha presentato due nuovi prodotti, Unvase, il contenitore per fiori composto da due elementi di ceramica smaltata in nero che affiancati, creano, con i loro vuoti, la silhouette di un vaso da fiori classico, e Fly, l’attaccapanni da parete di plastica a forma di farfalla dalla sorprendente solidità.
Dot, le novità di Alberto Caramello al London Design Festival

Ecco un’altra novità proveniente direttamente dal London Design Festival, si tratta di Hexad, il tavolino progettato dalla designer Tomoko Azumi per il suo studio londinese Tna Design Studio e presentato alla Rocket Gallery di Shoreditch nell’ambito della mostra “Book a table, coffee tables & artists’ books”.
Hexad è realizzato in legno di rovere e sembra ispirato a un origami. Il piano ha forma esagonale e può incastrarsi perfettamente con altri tavolini, in modo da formare nuclei più grandi. Inoltre i tavolini Hexad sono impilabili, adatti quindi ad uno spazio pubblico, un caffè o un lounge bar, anche più che a un salotto privato.
Via | Dezeen.com
Una nuova collezione di prototipi ispirati alle chiglie delle piccole imbarcazioni tradizionali norvegesi. Questo, infatti, l’inedito punto di partenza che ha dato vita alla serie Keel di Oscar Narud, giovane design scandinavo di stanza a Londra già membro del collettivo Okay Studio, tra le realtà più fresche dell’ultimo design inglese.
La linea, composta da due tavoli e un serie di sgabelli, si distingue per una lavorazione a incastro particolare: tutte le gambe, infatti, si inseriscono sul piano d’appoggio incastrandosi in un apposito foro, a cui vengono fermate attraverso una zeppa. Un meccanismo perfetto soprattutto per rendere facilissime le fasi di smontaggio e rimontaggio.
La collezione è stata esposta all’interno della collettiva Norwegian Prototypes all’ultimo London Design Festival.
Via | Daily Tonic
Lecca lecca per due. La giovane designer Maria Tovslid, neolaureata al Central Saint Martins College, ha esposto al London Design Festival un progetto che ripensa le funzionalità di un oggetto caro al mondo dell’infanzia e non solo: le caramelle. Un prodotto di consumo, secondo la Tovslid, certamente incentrato sulla sua funzionalità prima, il gusto, ma legato anche alla curiosità e all’appeal che la forma sa generare -attraverso il packaging, i colori, le suggestioni al tatto- in termini di spinta al consumo.
Perchè, dunque, non esplorare nuove forme in grado di favorire l’interazione e il consumo per la coppia oltre che per il singolo? Tra lecca lecca, caramelle e barrette di liquirizia, Share the Candy favorisce un’esperienza di condivisione e divertimento come nuova frontiera ludica del design dell’interazione. Un invito all’uso rivolto, mi sembra, soprattutto agli adulti: come negare, infatti, la divertita componente erotica del progetto?
Via | Domus
Gli innamorati di Londra e dell’Inghilterra in genere sanno quanto del fascino urbano britannico sia dovuto ai red bricks, i mattoncini rossi con cui sono costruiti gran parte degli edifici, dai quartieri più lussuosi della capitale come Chelsea e Kensington alle periferie più moderne.
Il designer inglese Andy Martin ha basato proprio su questa icona la poltrona Weinerchaise, realizzata proprio in mattoncini assemblati con delle resine e molati a mano per ottenere linee curve e sinuose. Weinerchaise prende il nome dalla Weinerberger, una delle più famose aziende produttrici di mattoni in Europa, e fa parte della sezione ‘100% Inspiration’ al London Design Festival.
Via | Contemporist.com
Il designer newyorkese Marcus Tremonto continua a stupirci con i suoi giochi di illusione ottica. La sua nuova collezione di lampade viene presentata in questi giorni al London Design Festival e ancora una volta si tratta di elementi che mettono alla prova la percezione di chi li guarda.
Realizzati con materiali innovativi, i nuovi modelli giocano in particolare a farsi sottilissimi, quasi bidimensionali: Looplight ad esempio è una lampada a sospensione ottenuta da un foglio elettronico luminescente piegato un due, mentre Pixel Bulb è un lume da parete privo di spessore, che sembra un’opera di pixel-art.
La più inquietante poi è Shadow Bulb, la silhouette di una lampadina totalmente nera ma retroilluminata: non una lampada, ma il suo negativo, la sua assenza. Probabilmente poco funzionale, ma di sicuro effetto, soprattutto al buio.
Via | Yatzer.com

L’idea è venuta a Wallpaper: partecipare al London Design Festival con un’installazione in grado di marcare il territorio cittadino in maniera giocosa e poetica. Quale luogo migliore, allora, se non il piazzale antistante al Victoria&Albert Museum, l’istituzione dell’eccellenza nel dominio delle arti applicate?
La scelta del concept è ricaduta sulla reinterpretazione di una tradizione inglese molto particolare: la costruzione di ponti fatti con le sedie. Un compito, questo, che non poteva che essere affidato al designer altoatesino Martino Gamper, celebre per le sue reinterpretazioni di sedute vecchie e nuove. Per l’occasione, Gamper ha scelto la Ercol stacking chair, un classico inglese onnipresente in uffici e istituzioni scolastiche.
Via | Mocoloco

Qualcuno tra di voi, fortunato, sarà a Londra la prossima settimana per il London Design Festival, qualcun altro partirà comunque per la capitale britannica nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. In ogni caso, potreste trovare utile questa guida.
Si chiama London Design Guide 2010 e illustra, con criterio geografico, quartiere per quartiere, zona per zona, tutte le risorse, le boutiques, gli atelier, le gallerie, i negozi, ma anche alberghi e ristoranti che abbiano un qualche richiamo al mondo del design. Per averla, è possibile comprarla e farsela spedire dal sito Londondesignguide.com per 15 sterline.
Via | Coolhunting.com

Il designer sudafricano Ryan Frank lavora e vive a Londra ma progetta design eco sostenibile che trae ispirazione dalla sua cultura d’origine. Un buon esempio del suo stile è rappresentato dal nuovo progetto Isabella. Ispirato al design dei tradizionali manufatti africani scolpiti a mano, Isabella è un piccolo sgabello realizzato in paglia compressa rivestita di feltro colorato allo scopo di rendere più confortevole e vivace la seduta.
La sua struttura leggera e robusta, i materiali ecologici, la forma che gli consente di essere impilato come un totem, sono caratteristiche che rendono Isabella una proposta di seduta molto allettante che Ryan Frank presenterà in anteprima al prossimo London Design Festival nel negozio Eco di Chiswick High Road, che annovera tra i suoi fondatori Ivo Coulson, Nicola e Livia Giuggioli e l’attore Colin Firth.
Via | Treehugger.com