Al London Design Festival, il designer Tomás Alonso ha presentato una serie di complementi in legno e cuoio ispirati poeticamente al mondo dei cavalli e dunque pregni di un deciso fascino rustico.
La serie si compone di una scaffalatura, un cestino, un vassoio e una lampada con paralume in vetro. Ogni oggetto mixa i toni del legno chiaro e quelli del cuoio, restituendo una nuance che quasi confonde, illudendoci che il materiale di realizzazione sia unico.
Le cinghie di cuoio sostengono i ripiani della scaffalatura e borchie d’ottone fissano il cuoio al legno; lo stesso principio vale anche per gli altri elementi della collezione, che risultano così davvero evocativi.
La serie di Tomás Alonso è stata presentata all’interno dell’esibizione “Vera, Chapter One”, dove ogni designer doveva creare qualcosa ispirandosi a un personaggio immaginario, chiamato appunto Vera. Alonso ha immaginato che le vacanze preferite di Vera fossero sempre state quelle con i suoi amati cavalli. Ed ecco il motivo dell’ispirazione del designer.
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Ci avete mai pensato? Un giradischi e la dinamo di una bicicletta funzionano più o meno allo stesso modo. A partire da questa somiglianza i designer olandesi Merel Sloother, Liat Azulay e Pieter Frank de Jong hanno pensato di costruire un giradischi ambulante, ovvero una bicicletta che suona.
Feats Per Minute, presentato pochi giorni fa presso la Dezeen Platform a Londra, nei giorni del London Design Festival 2011, è il prototipo di una bicicletta con un giradischi installato sulla ruota posteriore. La ruota e il disco girano, il braccio e la puntina, presi a prestito da un giradischi verticale, rimangono aderenti al vinile e un corno installato sul portapacchi posteriore amplifica il suono.
La catena e il cambio sono stati settati per permettere al disco di scorrere in maniera fluida. Chissà però se, come per i vecchi grammofoni a manovella, bisogna azzeccare l’andatura giusta e costante per far girare il pezzo al ritmo giusto…
Nell’ambito del London Design Festival, The Sculpture House 2011 è un’iniziativa molto interessante: si tratta dell’esposizione di alcuni pezzi d’arredo in edizione limitata, creati appositamente da designer che vogliono esplorare le possibilità della materia e ricreare dunque oggetti pensandoli in realtà come soggetti.
Fra gli arredi e i complementi presenti al The Sculpture House 2011, colpiscono sicuramente i Rubber Shelves, scaffali in silicone e acciaio pensati dal designer Luke Hart.
E’ proprio la particolarità di un materiale elastico come la gomma a rendere speciali queste mensole, che possono dunque rendere molto più flessibile uno spazio, adattandosi anche agli oggetti che le popoleranno.
Una proposta accattivante, che potrebbe inaugurare una nuova tendenza nell’arredamento volto a personalizzare sempre di più oggetti e arredi, per modellarli sulle esigenze di ognuno.
Via | BoingBoing
Agli studenti del corso di Design Products del Royal College of Art di Londra, è stato chiesto di lavorare su una serie di concept promossi da una collaborazione con la Yamaha per sperimentare oltre i confini tra audience e musicisti, incoraggiandone la collaborazione e la partecipazione. Le opere realizzate sono poi state installate nel quartiere di Soho durante il “London Design Festival”.
Uno dei lavori presentati è stato questo “Public Resonance” di Sam Weller che ricorda molto le idee di Diego Stocco e che consiste in una serie di microfoni collegati ad altrettante morse da banco, fissate ad oggetti del panorama urbano. Ai passanti è stato poi chiesto di percuotere liberamente le varie superfici. Un modo ispirato al sound design per sviluppare una maggiore consapevolezza del suono che ci circonda.
Spazia da anni con ironia e senso della sfida tra i territori dell’arte e del design l’eclettico Dominic Wilcox che solo pochi giorni fa ha presentato nell’ambito del London Design Festival il suo più recente progetto, la serie di orologi-scultura Moments in Time.
Sia in versione da polso sia da taschino, gli orologi al posto del vetrino piatto sfoggiano una campana in vetro soffiato capace di contenere due piccole sculture realizzate a mano, una fissata sulla lancetta dei minuti, una su quella dei secondi. Le due figurine, due personaggi, si rincorrono, si ruotano attorno, con ritmi diversi, sembrano studiarsi, costruiscono una relazione.
Il riottoso con tanto di televisore rubato corre sotto il naso di un poliziotto che non lo fermerà mai, l’uomo che fissa il suo smartphone non si accorge della donna procace che tiene sul braccio un bambino che a sua volta ha una scimmia sulla spalla, un maiale sfugge al suo macellaio volando appeso a dei palloncini.
Moments in Time - Dominic Wilcox

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Nell’ambito del London Design Festival 2011 è partita un’interessante iniziativa ideata da Established & Sons: si chiama “My London” e include i lavori e le installazioni di diversi creativi e designer di chiara fama anche internazionale, che comunicano così la loro idea della città di Londra.
Nendo, il noto studio giapponese, ha partecipato con un’installazione sorprendente all’interno dello showroom di Established & Sons: le pareti di questa sorta di galleria sono state letteralmente ricoperte di “pezzi di Londra” in modo da ricreare idealmente la presenza della nebbia che sempre (o quasi) l’avvolge.
Una rivisitazione della “città della nebbia” dunque, creata con stralci della mappa londinese attaccati al muro in aggregazioni molto fitte che mano a mano vanno diradandosi, esattamente come la nebbia.
Avvolti da questa nuvola di stralci londinesi, sono esposti alcuni pezzi dell’ultima collezione Established & Sons, come Cape, Dame, Quilt, Surface Table, Revolver e Pour.
Via | Dezeen

Si chiama Argonaut la nuova collezione di oggetti presente al London Design Festival, prodotta e disegnata in collaborazione tra Athanasios Babalis e lo studio Christina Skouloudi Design. Si tratta di sei oggetti in legno (di cui uno anche in acciaio) con uno stile davvero gradevole. Tutti gli oggetti di uso quotidiano sono realizzati in legno di noce o rovere, modellati e piegati in pezzi unici.
Actor notebook è un porta computer per dimensioni non oltre i 17″, realizzato come una 24ore. Ha una struttura in lamina di legno, con un rivestimento interno per evitare urti e graffi, e una porta laterale in alluminio che ne consente la chiusura. Sicuramente sobrio ed elegante, ma sarà anche sicuro e funzionale?
Iolas è un vassoio ottenuto anch’esso in lamina di legno ripiegata su sé stessa, il cui spessore costituisce i manici, nonché l’altezza a protezione dei contenuti portati. Semplice, lineare, comodo, bello.

Al London Design Festival (17-25 settembre 2011) Quarterre presenterà tre porta-bicicletta dal design davvero accattivante.
Probabilmente avrete già avuto modo di apprezzare come queste creazioni siano dei veri e propri oggetti d’arredamento che hanno qualcosa in più rispetto al loro scopo meramente utilitaristico.
Quarterre, studio multi-disciplinare di design, lavora da più di quarant’anni a prodotti di lusso come questi. Lo scopo dello studio londinese è di creare oggetti solitamente rivolti al trasporto, con un’immancabile attenzione alla linea estetica.
Via | Design Milk

In un certo senso questo recente restyling, rispetta l’intento originario: la Phaidon infatti nacque a Vienna, nel lontano 1923, con l’obiettivo di commercializzare libri d’arte di qualità a prezzi economici. Il nuovo sito di quella che è una delle più importanti realtà editoriali sulle arti visive, l’architettura, la fotografia e il design, procede proprio in questa direzione.
Molti più contenuti, ancora più semplici da consultare, una grafica minimale e molto chiara: tutto per valorizzare la nuova linea editoriale di un nome che continua ad essere importantissimo per la diffusione della cultura legata all’immagine. Il nuovo esordio su web non poteva che coincidere con un’esclusiva: l’intervista al ‘guru’ Ben Evans, attualmente direttore del London Design Festival, l’uomo che - tra le altre cose - ha inventato il termine “industria creativa”.
Il prolifico designer inglese Tom Dixon ha presentato lo scorso settembre durante le giornate del Festival del Design londinese una collezione di quattro tappeti disegnati per la celebre azienda manifatturiera The Rug Company.
Fondo nero e disegno geometrico, i tappeti lavorati a mano Beam, Tube, Step e Tile, sono ispirati alle prove colore televisive di una volta, ognuno basato su una differente forma geometrica, declinata secondo precisi giochi cromatici.
Via | Switchedonset.com