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Brand Memory Game è il gioco di Hendrik-Jan Grievink che vi sfida a indovinare i marchi più famosi

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Brand Memory Game è il gioco di Hendrik-Jan Grievink che vi sfida a indovinare i marchi più famosi

Ultimo arrivato nella serie dei ‘memory games’, la BIS ci propone questo nuovo gioco realizzato dal graphic designer olandese Hendrik-Jan Grievink, già apprezzato autore del divertente “Fake for Real Memory Game“.

Scopo del “Brand Memory Game” è indovinare trenta dei marchi più noti a livello internazionale tramite immagini che non riportano né il vero nome né la forma esatta. La sfida è appunto accoppiare le carte basandosi unicamente sui colori e stile che caratterizzano il logo e una breve descrizione. Il gioco è in vendita sul sito a 15 euro. Voi potete cimentarvi con un’anteprima nella nostra gallery.

Brand Memory Game è il gioco di Hendrik-Jan Grievink che vi sfida a indovinare i marchi più famosi
Brand Memory Game è il gioco di Hendrik-Jan Grievink che vi sfida a indovinare i marchi più famosiBrand Memory Game è il gioco di Hendrik-Jan Grievink che vi sfida a indovinare i marchi più famosiBrand Memory Game è il gioco di Hendrik-Jan Grievink che vi sfida a indovinare i marchi più famosiBrand Memory Game è il gioco di Hendrik-Jan Grievink che vi sfida a indovinare i marchi più famosiBrand Memory Game è il gioco di Hendrik-Jan Grievink che vi sfida a indovinare i marchi più famosiBrand Memory Game è il gioco di Hendrik-Jan Grievink che vi sfida a indovinare i marchi più famosiBrand Memory Game è il gioco di Hendrik-Jan Grievink che vi sfida a indovinare i marchi più famosiBrand Memory Game è il gioco di Hendrik-Jan Grievink che vi sfida a indovinare i marchi più famosi

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Honest Logos: i loghi di Viktor Hertz che raccontano la verità sul prodotti

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Torna il nostro amatissimo graphic designer Viktor Hertz con la seconda parte di un nuovo lavoro. Si tratta di “Honest Logos” ed è una riflessione grafica e ‘politica’ sul valore aggiunto percepito insieme ad alcuni dei loghi più famosi al mondo. Un valore fortemente criticato da Hertz che, mantenendo le linee originali del marchio, inserisce alcune parole rivelatrici.

Il punto è smascherare la reale natura del prodotto. Cosa ci stanno vendendo con quel nome, con quell’elemento dell’immaginario? Un’automobile o l’idea machista che sottende? Una bevanda gassata o un’idea dell’economia mondiale? Dei prodotti di bellezza o l’idea irreale di noi stessi? Giudicate voi, nello slideshow a inizio post.

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Com'è nato il logo di Malcolm Fontier: ce lo spiegano in un video

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Potete ribattezzare il video “Come realizzare un logo in trenta secondi”. Ce lo dice Gabrielle Kennedy, co-fondatrice della celebre e elegante linea di moda e lifestyle Malcom Fontier di Atlanta. Un video interessante, privo di fronzoli, che va dritto al punto e ci racconta con dovizia di particolari il processo creativo, dall’inizio alla fine. Guardatelo, poi tornate a leggere il resto.

Abbiamo scherzato un po’, così come - con una buona dose di ironia e intelligenza - hanno saputo scherzare coloro che l’hanno realizzato. Morale della favola? Dare importanza al marchio e non alle nostre velleitarie idee di comunicazione. Oltre al fatto che l’idea migliore spesso è quella più semplice, immediata. Poi certo, convincere la committenza è tutto un altro paio di maniche. O di rettangoli, se preferite.

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La proposta di Rian Hughes per un nuovo logo della città di Londra

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LondonLogo-RianHughes

Ripensare un oggetto della tradizione non è semplice. Figurarsi un logo che dovrebbe identificare un’intera città. Con un intento inizialmente didattico, ci ha (ri)provato Rian Hughes durante la Typo-graphic Conference in programma per la settimana del design di Kuala Lumpur in Malesia.

Hughes però era già andato oltre. Cinque anni fa, aveva deciso infatti di scrivere all’allora sindaco di Londra Ken Livingstone per proporgli il suo logo della città. L’idea era quella di ispirarsi al celebre I love NY del genio Milton Glaser, unendo il simbolo della Royal Air Force (nonché icona della moda londinese e della sottocultura Mod), la Union Jack e il nome stesso della metropoli.

La risposta? “Grazie, ma abbiamo già un logo per il sindaco”. Peccato fosse stato presentato per la città… Hughes ci ha provato un’altra volta nel 2008 (non gli hanno risposto) e ha mancato i termini di consegna per un concorso recentemente indetto proprio per il logo in questione. Sfortuna o provocazione? In compenso, a noi il suo lavoro sembra efficace. E a voi?

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Otto ebook sul Design in download gratuito

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DesignEbooks

Se è vero che il design è meglio osservarlo o realizzarlo, piuttosto che leggerlo, è altrettanto vero che a volte le riflessioni critiche di chi analizza progetti, approcci e produzione possono essere di grande aiuto. Un sostegno e uno stimolo per fare e, allo stesso tempo, per capire: guardare agli oggetti diversamente.

Arbent ci propone ben otto ebook da scaricare gratuitamente, ognuno su un aspetto diverso del design. Si parte con “Get a Job” di RitaSue Siegel che dispensa consigli molto utili ai designer emergenti per migliorare la propria professionalità. Si continua con “The Design Funnel: A Manifesto for Meaningful Design” di Stephen Hay che suggerisce come rendere più concreta e funzionale la creatività e gestire al meglio i committenti.

E ancora, l’utilissimo “Type Classification eBook” di Jacob Cass che ci racconta in breve una storia della tipografia e come classificare i font. Intento simile quello di “Logopalooza Volume 2″ di The Logo Factory che ci mostra moltissimi esempi e ‘trucchi’ utili per realizzare i nostri logo. E ancora ebook sul web design, su come realizzare una tesi e sull’attività di freelance. Li trovate tutti a questa pagina.

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Fontmania: cani, autobus a due piani e l'ennesimo spot anti-Arial

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Dogs as TypefacesOggi vi presentiamo tre segnalazioni al prezzo (?) di una per fontmaniaci (e non). La prima è questo Dogs as Typefaces dello studio Grafisches Buro di Vienna. Se i cani fossero font, a quali somiglierebbero (e viceversa)? Il dalmata-Curier è un abbinamento perfetto.

LondonBusContinuiamo con un poster semplice, minimale che riesce ad essere evocativo con il minor numero di elementi possibile. London Bus Print non è altro che la scritta “London” -appunto- ripetuta due volte. Bicromia attenta e un diverso allineamento della lettera ‘O’. Eccovi il vostro double-decker in formato A2 per sole 25 sterline.

Il terzo inno alla tipografia intelligente non poteva non essere l’ennesimo attacco ad “Arial”. La lotta dei fan di Helvetica è senza quartiere, ma uno arrabbiato come Marc Fennell per HungryBeast ancora non l’avevamo visto. Trovate il video dopo il salto.

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New Balance: 365 esempi di -nuovi- equilibri

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365NewBalance

Quelli di Mother, l’agenzia newyorkese che ha realizzato la nuova campagna per New Balance, storico marchio sportivo, si presenta così: “We do all kinds of stuff here: Advertising, Puppetry, Film, Experience, Strategy, Photography, Books, Sausage-making, Design and Rock n’ Roll”. L’attitudine che potete riscontrare in 365: your daily dose of Balance è perfettamente riassunta.

365 mini filmati, uno per ogni giorno dell’anno, ciascuno per ‘raccontare’ una diversa forma di ‘equilibrio’ (balance, appunto) abbinata a un modello di uno dei modelli di sneakers più famose al mondo. Niente soluzione di continuità, nessun tipo di pubblicità in senso stretto.

Tante idee, invece, spesso surreali, che giocano con il termine in questione, con oggetti costruiti ad hoc, sintetizzate in piccoli spot dalla creatività e dagli effetti fulminanti. Impossibile sceglierne uno. Guardateveli tutti e condivideteli con gli amici.

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Adidas ZX Collection: i videogiochi nelle scarpe

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AdidasZX

Se da un lato il marchio delle tre strisce guarda al futuro con la collaborazione con Porsche Design per la prossima estate 2010, dall’altro Adidas non ha mai smentito il suo talento nel reinterpretare il meglio del design e dell’immaginario del passato. Archiviato il capitolo “Star Wars”, parliamo ora della linea ZX, dichiaratamente ispirata al mondo dei videogiochi anni ‘80.

La sigla è presa in prestito da uno degli home computer più famosi di quel decennio: il Sinclair ZX (appunto) Spectrum. Lo stesso vale per i colori (nero e grigio: case e tasti) e per gli elementi colorati. Poche tinte, molto elettriche, come fossero emesse da un tv-color con il tubo catodico.

L’idea che fa la differenza è nella confezione delle “ZX 500 running shoes”. Una chiavetta USB in cui trovate “ZX Runner”: un platform game da completare in cinque minuti, in cui dovete fare in modo che il protagonista, DJ Zed, si precipiti per la città per arrivare in tempo per il suo DJ set. Dopo il salto, il video trailer del gioco.

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"Logorama": un mondo fatto di brand

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Incubo che diventa realtà e -allo stesso tempo- divertentissimo corto animato. Una immaginaria Malibù fatta da 2500 marchi e famosi testimonial. Un mondo composto solo dai simboli dell’immaginario collettivo, nel primo cortometraggio del collettivo francese h5.

Circa diciassette minuti in cui giocare a riconoscere i brand più noti mentre scorrono le immagini della storia: due ’sbirri’ omini Michelin, che cercano disperatamente di catturare il clown Ronald Mc Donald.

“Logorama” è candidato alla 82esima edizione degli Oscar come miglior cortometraggio animato, ha già vinto numerosissimi premi tra cui quello dello “Stockholm Int’l Film Festival” in Svezia e del “Vendome Film Festival” in Francia. All’inizio del post, il trailer. Dopo il salto, la versione integrale (fate in fretta per non perdervelo, visto che lo stanno rimuovendo ovunque).

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DJNeff e il restyling di Chiquita

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ChiquitaRestyle

Il logo della Chiquita fu ideato da Richard ‘Dik’ Browne negli anni ‘40. Illustratore del “Newsweek”, divenne famoso in seguito come fumettista, creando il personaggio di “Hagar l’Orribile” (che disegnò insieme al figlio Chris) e “Hi and Lois”, uno spin-off di Beetle Bailey.

A distanza di più di mezzo secolo, dopo alcune modifiche (la più importante negli anni ‘80), DJNeff è stato chiamato a lavorare sul logo del produttore di banane più famoso al mondo, tanto da diventarne quasi il sinonimo. Nella tradizione dell’azienda, è stato scelto un altro illustratore, molto vicino al mondo del fumetto. Sui comics è basata inoltre tutta la nuova campagna del brand.

Creatività, espressività e intrattenimento. Tre punti nodali su cui Neff ha lavorato, approcciando in due maniere differenti il logo giallo e blu. Da un lato portando in evidenza il viso della donna che indossa un cesto di frutta come cappello. Dall’altro, dissacrando lo stesso logo, lasciando indenni solo la forma dell’adesivo e la cornice.

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