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Tutti gli articoli con tag loghi

Honest Logos: i loghi di Viktor Hertz che raccontano la verità sul prodotti

pubblicato da intweetion

Torna il nostro amatissimo graphic designer Viktor Hertz con la seconda parte di un nuovo lavoro. Si tratta di “Honest Logos” ed è una riflessione grafica e ‘politica’ sul valore aggiunto percepito insieme ad alcuni dei loghi più famosi al mondo. Un valore fortemente criticato da Hertz che, mantenendo le linee originali del marchio, inserisce alcune parole rivelatrici.

Il punto è smascherare la reale natura del prodotto. Cosa ci stanno vendendo con quel nome, con quell’elemento dell’immaginario? Un’automobile o l’idea machista che sottende? Una bevanda gassata o un’idea dell’economia mondiale? Dei prodotti di bellezza o l’idea irreale di noi stessi? Giudicate voi, nello slideshow a inizio post.

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Graham Smith mischia testi e immagini dei più importanti logo-marchi

pubblicato da Eugenio Pozzilli

I brand di Graham Smith
Ieri vi abbiamo parlato di come Victor Hertz sia in grado di giocare con i logo-marchi per fargli raccontare le “verità non dette” delle aziende di appartenenza, ma oggi è il turno di un altro grande designer: Graham Smith, che con altrettanta ironia ci mostra un altro aspetto del mondo pubblicitario. Già vi parlammo dell’operazione compiuta, ma questa volta torniamo con una galleria ricca dei brand più famosi.

Concorrenza, con solo questa parola si potrebbe riassumere il lavoro di fino che ha compiuto Smith, poiché quanto è andato a fare è stato proprio mettere in risalto questo aspetto cruciale del marketing più spinto, dove si spendono milioni pur di prevalere sugli altri concorrenti.

In beffa alle transazioni milionarie, al lavoro sapiente di altri grafici e uffici di comunicazione, Smith ha scombinato le carte e attribuito la parte testuale del logo di un’azienda, alla grafica del marchio di un’altra multinazionale concorrente.

I risultati sono davvero molto pregevoli, magari in maniera meno caustica rispetto a Hertz, ma fanno comunque sorridere per il disorientamento che provocano, mischiando come in un gioco quanto di più sacro e serio ci sia per delle società affermate e riconosciute come quelle che ha rivoluzionato Smith.

I brand di Graham Smith
I brand di Graham SmithI brand di Graham SmithI brand di Graham SmithI brand di Graham Smith

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Victor Hertz ci mostra la verità delle maggiori marche con i suoi Honest Logos

pubblicato da Eugenio Pozzilli

Gli Honest Logos di Victor Hertz
E se la pubblicità dicesse la verità? Non dico che lo faccia e non ce ne siamo accorti -figuriamoci- intendo: se lo facesse, un domani? Se l’è chiesto Victor Hertz, ed essendo un graphic designer si è anche risposto da sé, ovviamente in maniera ironica.

Già vi abbiamo parlato di lui, grafico freelance dalle molte capacità, e questa volta vi proponiamo una carrellata di improbabili logomarchi che a prima vista sembrano quelli di sempre, ma un attimo dopo fanno nascere quel sorriso complice di chi ha capito dove si voglia andare a parare.

Si intitola Honest Logos la sua collezione di sincerità commerciali, e i design per forza di cose non sono totalmente stravolti, pena l’irriconoscibilità, ma rimangono confondibili, ammiccando all’idea che tutto sommato l’ambiguità della verità è sotto gli occhi di tutti.

Chissà, potremmo immaginarci che un domani i loghi potrebbero anche cambiare come li ha immaginati Victor, consapevoli che la forma cambierà, ma la sostanza a maggior ragione rimarrà sempre la stessa.

Via | Daily Wired

Gli Honest Logos di Victor Hertz
Gli Honest Logos di Victor HertzGli Honest Logos di Victor HertzGli Honest Logos di Victor HertzGli Honest Logos di Victor Hertz

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Olimpiadi 2016, i loghi candidati

pubblicato da Giulia Zappa

I loghi delle città candidate alle olimpiadi 2016

Non sono (solo) i loghi che fanno un’olimpiade. Tuttavia, rimane interessante dare uno sguardo all’immagine che le città candidate costruiscono presentandosi a loro avviso nella veste più papabile e accattivante.

In questo caso, tutti i progetti sono caratterizzati dalla scelta di un simbolo mai arbitrario. Il logo di Chicago, progettato dall’agenzia VSA PArtners, è caratterizzato dalla stella a sette punte che distingue l’araldica della città. Per Rio de Janeiro, invece, è un profilo della costa a forma di cuore a ricordare la particolare geografia della metropoli, incastonata tra mare e montagna. Nel caso di Tokyo, invece, è stato utilizzato uno dei simboli tradizionali del Giappone, il musubi (nodo), declinato qui con i colori dei giochi olimpici.

Diverso il caso di Madrid. Il logo, realizzato dal grafico argentino Joaquín Malle, che l’ha spuntata tra le 2700 proposte presentate, è una mano aperta colorata con i colori dei giochi. Il payoff, “Hola everyone”.

Via | Bloggokin

I loghi delle città candidate alle olimpiadi 2016

I loghi delle città candidate alle olimpiadi 2016I loghi delle città candidate alle olimpiadi 2016I loghi delle città candidate alle olimpiadi 2016I loghi delle città candidate alle olimpiadi 2016

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La Grafica Urbana di Zevs

pubblicato da Cut-tv

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Mentre il nostro governo dichiara l’arte di strada un atto vandalico da punire con il penale, mi vengono in mente gli interventi di grafica urbana con i quali il giovane e anonimo street artist francese conosciuto come Zevs, ha arredato le strade di città come Parigi, Berlino e Tokyo.

Trovate molte delle sue opere alla Patricia Dorfmann Gallery. Vi consiglio in particolare le ombre di arredo urbano e il suo intervento sul logo di marchi come Chanel e MC Donald. Qualcuno parla d’arte, altri di vandalismo, giudicate voi.

ZEVS Gallery
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Continua a leggere: La Grafica Urbana di Zevs

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Le illustrazioni di Jules Julien per le Olimpiadi di Pechino 2008

pubblicato da Cut-tv

serie di Pechino

Il mondo intero ha gli occhi, le orecchie e il cuore puntati sulle Olimpiadi di Pechino e la situazione così tesa e delicata che si è venuta a creare tra la Cina e il Tibet, alle quali il giovane illustratore francese Jules Julien ha dedicato uno dei suoi ultimi lavori. Volendo sottolineare le responsabilità del mercato mondiale in questa diatriba, la Serie di Pechino trasfigura i tratti di uno stereotipato volto umano con la simbologia imperante del mercato globale.

Loghi che hanno invaso la nostra esistenza e ne influenzano e condizionano le scelte e l’etica, distraendo l’attenzione dai reali interessi economici che fanno girare il mondo e scatenano le guerre per il potere. Le illustrazioni di Jules Julien rappresentano il personale contributo di un giovane artista a questa causa e ad ogni causa che ci riguarda, anche quando non ci tocca personalmente.

Via|Fabrikproject.com.mx

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Loghi e memoria

pubblicato da margherita urbani

Quanto restano i loghi nella nostra memoria? Anche Monochrom se l’è chiesto e ha testato 25 persone differenti per capacità e conoscenze artistiche su una dozzina di loghi. Guardando i risultati si può immaginare quanto sia complessa la modalità di memorizzazione delle immagini. Credo basti guardare i disegni realizzati per il celeberrimo logo Lacoste, ad esempio. Adesso forse si capirà anche quanto sia complesso disegnare un buon logo.

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