L’atmosfera è quella d’altri tempi, anzi, di tempi qui sembrano essercene tanti: siamo nel loft californiano del celebre designer di San Francisco Steven Volpe, un luogo sicuramente ibrido, ma anche molto affascinante.
Il mix di materiali e di stili, le grandi vetrate, le travi a vista, l’altezza dei soffitti e l’abbondante uso del legno trasmettono una forte sensazione di calore, ma la presenza di elementi apparentemente estranei fra loro stupisce ed emoziona.
Alcune caratteristiche della vecchia tipografia del 1910 sono ancora visibili, mixate a pezzi d’arredo talvolta contemporanei, talvolta più tradizionali.
Ogni piccolo dettaglio è stato scelto e preso personalmente dal designer, che oltre ad aver progettato questo loft, ne è diventato poi anche il proprietario.
Quella nelle immagini è un’abitazione che potrebbe a tutti gli effetti rientrare nella categoria del “loft”, pur non avendo origini industriali; infatti con tale termine si possono indicare anche residenze ricavate da edifici prima adibiti ad altre destinazioni d’uso, non necessariamente riconducibili a fabbriche.
In questo caso particolare, il restyling è piuttosto sorprendente: da un edificio storico del 1867 di Brisbane (Australia), gli architetti dello studio Willis Greenhalgh Architects hanno infatti ricavato due abitazioni di lusso; la destinazione precedente è tuttavia rintracciabile nella forma della struttura architettonica: l’edificio infatti fu prima una chiesa e successivamente un teatro.
La trasformazione è decisamente notevole: gli interni infatti, pur mantenendo la sopracitata struttura, tipica e caratteristica, si presentano come un omaggio alla contemporaneità, con arredi e rivestimenti degni di uno stile perfettamente calato nell’attuale.
Superfici altamente riflettenti, a partire dal pavimento, luci incassate nei soffitti e ben posizionate, forme lineari e quasi minimaliste, un bianco diffuso ed elegante, manifestano in effetti la predisposizione ad un gusto anche tendente al futuro.
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E’ il viola in qualche modo il leitmotiv di questo loft torinese, che però mixa intelligentemente anche altri colori come il cioccolato, il nero, il bianco e le essenze naturali del legno.
Un po’ come lo stile fusion che caratterizza gli arredi, grazie all’estro dell’interior designer Michela Curetti.
Mobili vintage di provenienza europea, come le poltroncine bianche del salotto, si fondono con dettagli orientaleggianti, come le lanterne cinesi della zona giorno o il paravento del bagno.
Modernissima invece la cucina, dove però l’acciaio hi-tech si fonde nuovamente con dettagli appartenenti a stili diversi, con materiali come il legno e la carta.
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Il proprietario di questo loft di Denver ha chiesto agli architetti dello studio Beaton Design di realizzare per lui degli interni ispirati alla sua grande passione per le auto esotiche: queste dovevano riflettersi nelle linee, nelle forme e nei dettagli della casa.
Così questo loft è diventato un luogo dinamico come il suo padrone, elegante e piacevole, a tratti ironico, ma soprattutto insolito: volumi e strutture non sono quelli consueti delle “case tradizionali”, ma ricalcano come detto la passione del proprietario, rendendo questo un luogo unico.
Le aree vivibili sono sei, ben delimitate dalle suddette forme particolari, e dove rimangono visibili gli elementi che caratterizzano gli interni come appartenenti ad un loft di origine industriale.
Pezzi del design classico, un abbondante uso del vetro e un intelligente utilizzo dell’illuminazione rendono questo appartamento elegante, lussuoso e dal deciso carattere mascolino.
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Quello nelle immagini è un loft ricavato da un’ex stamperia di Toronto già diversi anni fa. La ristrutturazione e il rinnovo dell’interior design sono stati realizzati dallo studio Beauparlant Design.
Il nuovo interior design rispetta l’ispirazione open delle origini, ma introduce degli elementi d’arredo in grado di suggerire una divisione spaziale degli ambienti.
Nella ristrutturazione si sono voluti mantenere e sottolineare gli elementi strutturali che connotano questa abitazione come loft e che ricordano la vecchia fabbrica che in origine ospitavano queste mura.
Anche alcuni arredi, come quelli che popolano la cucina, si ispirano alla vecchia destinazione d’uso; da notare i molti pezzi del design classico, che in un loft trovano il loro perfetto luogo d’elezione.
Può rientrare nella definizione di “loft” questa casa ricavata da un granaio, definizione intesa come recupero abitativo di un luogo originariamente con una destinazione d’uso differente.
Russel Groves è uno degli architetti che hanno contribuito alla sua trasformazione in un’abitazione accogliente e per certi versi naturalmente rustica.
Il mix tra il legno e le strutture del vecchio granaio da una parte, e gli arredi in parte moderni, è riuscitissimo e dona a questi spazi una patina senza tempo.
Molti arredi sono stati recuperati, altri sono stati commissionati ad artigiani locali, che però hanno contribuito ad accentuare l’effetto della mescolanza tra vecchio e nuovo.
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I proprietari di questo appartamento, acquistarono le mura quando ancora si trattava di un magazzino buio e dismesso nel centro di Amsterdam: ora invece, ci troviamo davanti a un loft molto curato e accogliente, organizzato come un grande open space, con una netta divisione tra zona giorno e zona notte.
Le due aree sono infatti separate al centro dal bagno, punto nevralgico di questa casa: la forma e il rivestimento scelti lo rendono infatti praticamente unico nel suo genere.
Le pareti del bagno sono costituite da oltre 1000 blocchi di vetro molto particolari, che grazie alla loro conformazione, costituiscono in realtà quasi un oggetto scultoreo luminoso e decorativo in sè.
In realtà gli speciali blocchi sono costituiti da vasi Ikea dipinti di bianco e incollati con della colla trasparente. L’effetto scenografico è indubbio. La ristrutturazione del loft è stata curata da Remco Wilcke e Marloes van Heteren.
Trasmette subito una sensazione di accoglienza questo loft, l’Oriental Warehouse Loft by Edmonds + Lee.
Di stampo e ispirazione ancora decisamente industriale, questa casa si presenta comunque come un agevole spazio abitativo, dove materiali e arredi in stile moderno, concorrono a rendere gli ambienti funzionali e belli da vedere e da vivere.
Riconoscibili alcuni pezzi del design classico, come la Lounge Chair degli Eames.
Via | Desiretoinspire
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Nell’ex garage di un magazzino di Utrecht, con la collaborazione dello studio Zecc Architects, il designer olandese Rolf Bruggink ha realizzato una confortevole abitazione per due, che richiama vagamente la tipologia abitativa del loft.
Due locali di 30 metri quadri su due piani sono stati sfruttati al centimetro e resi vivibili, grazie anche a un sapiente utilizzo dell’illuminazione artificiale.
Un mix di materiali come legno grezzo, pietra a vista e metallo, insieme ai tre colori neutri dominanti (bianco, nero e grigio), conferiscono all’abitazione un fascino suggestivo, elegante e sobrio, quasi minimale, ma anche un po’ sospeso nel tempo.
Se ricavare un loft significa ottenere uno spazio abitativo partendo da luoghi con destinazioni d’uso prima differenti (solitamente industriali, ma non necessariamente ormai), la definizione potrebbe addicersi anche a questo appartamento, ricavato all’interno di una ex chiesa, ormai sconsacrata e in disuso.
La chiesa si trova a Rotterdam, sulle rive del fiume Rotte, in una posizione quindi molto suggestiva, resa ancora più particolare e affascinante dall’architettura esterna e interna (mantenuta il più possibile simile all’originale), che non ci si aspetterebbe di trovare in una casa.
La ristrutturazione e la conversione dell’appartamento sono state realizzate dallo studio Ruud Visser Architects.
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