L’eclettico illustratore newyorkese Christoph Niemann ha raccolto nel volume That’s How! una serie di tavole dedicate ai più piccoli in cui ci regala una sua personale e immaginifica versione di come funzionano le grandi macchine che ci circondano.
Scavatrici e camion, cargo e motociclette raccontate da uno sguardo pieno di fantasia e poesia, un po’ come quando Antoine de Saint Exupéry chiedeva ai suoi lettori se nel suo disegno vedessero un cappello o un boa che aveva inghiottito un elefante. Così anche quello di Niemann è un gioco che serve ad allenare la fantasia, e dimostra che ci può essere un modo per leggere la realtà che va oltre la visione più ovvia.
S’intitola A Sky Full of Kindness e racconta la semplice storia di due uccellini in attesa che il loro uovo si schiuda. È la poetica metafora per raccontare lo slancio e le paure del diventare genitori scelta dal londinese Rob Ryan per il suo libro, un’insieme elaborato di immagini e parole ritagliate nella carta, che si completano in un groviglio intricato.
Il lettering non esce mai dall’immagine, si fonde nel paesaggio, lo completa, arricchendolo di uno spunto romantico. Nella gallery, oltre a qualche tavola del libro, trovate la vetrina del piccolo shop londinese dell’autore, Ryantown, decorata con un paper-cut in occasione del lancio del libro.
Cari lettori, in questa settimana frenetica in cui si rincorrono notizie provenienti dai saloni milanesi, prendetevi un minuto di tempo per respirare e per osservare da vicino le tavole di questo nuovo racconto illustrato tutto italiano. Il titolo completo, che non sfigurerebbe nella filmografia di Tim Burton, è Lady Tentacle - Vita, opere e amori della ragazza tentacolo.
E proprio come nelle opere del cineasta californiano, le parole del regista e sceneggiatore Ivan Silvestrini e le illustrazioni di Soniaqq raccontano una storia romantica, di solitudine ed emarginazione, in bilico tra le brutture della realtà e il riscatto della diversità attraverso lo slancio creativo.
Una storia surreale in cui gli elementi fantastici sono raccontati dalle illustrazioni con un tratto immediato, in un bianco e nero essenziale, capace di sottolineare emotivamente il percorso delle parole. Il progetto grafico è di Piri Piri Atelier e il libro si può acquistare qui anche in formato Pdf.
Non avevamo mai parlato di Topipittori??? Si tratta di un editori di libri illustrati per bambini, una delle realtà più interessanti in Italia, per la cura con cui disegnatori e artisti vengono scelti per accompagnare racconti, storie, poesie e filastrocche. Cogliamo l’occasione per riparare con l’uscita di Troppo Tardi.
Si tratta di un albo illustrato, le parole di Giovanna Zoboli che prendono forma nelle mani dell’illustratrice svedese Camilla Engman, di cui Designerblog aveva già parlato in passato. I suoi personaggi perdono in fretta qualsiasi elemento umano per mescolarsi allegramente agli animali, la realtà che circonda i bambini sparisce pagina dopo pagina, per lasciarli sospesi in uno spazio da riempire solo con l’immaginazione.

Brevissima nota di colore. Mi sono imbattuto in Beatrice Alemagna molti anni fa, quando un comune conoscente realizzò un cortometraggio sui suoi lavori e sul suo -allora- recente trasferimento in Francia. A colpirmi fu non solo l’evidente bravura, ma la sincera passione e volontà di “disegnare racconti” -per usare le sue parole- senza lasciarsi scoraggiare dai limiti di un mercato difficile come quello italiano.
Cresciuta con l’ammirazione per i libri di Rodari e le illustrazioni di Luzzati e Munari, Beatrice Alemagna ha raggiunto traguardi importantissimi nell’ambiente della narrativa illustrata per bambini. Selezionata per ben due volte in occasione del prestigioso Prix Baobab e vincitrice di un Premio Andersen (e di molti altri concorsi), le sue storie sono state tradotte in varie lingue e il suo talento è ormai da più di 10 anni al servizio di una struttura importante come il Centre Pompidou di Parigi.
Capace di un approccio delicato e intelligente anche ad emozioni difficili da tradurre per i più piccoli, utilizzando tecniche diverse in modo ’semplice’ e perfettamente adeguato alle storie, il suo tratto e la sua abilità nel raccontare sono cresciuti proporzionalmente ai risultati ottenuti. Uno dei nomi di cui andare orgogliosi fuori dai nostri -spesso- miopi confini nazionali. Di seguito, una gallery con alcune sue tavole.

Illustratrice e guerrilla artist, Keri Smith è anche l’autrice di una quantità di libri tutti incentrati sul tema della creatività e dell’ispirazione. Partendo dall’idea che bisogna essere esploratori del mondo, la Smith suggerisce continuamente sul suo blog e attraverso i suoi lavori, tecniche e modi per avere una maggiore coscienza del processo creativo e per sviluppare la capacità di farsi venire delle (buone) idee.
Le sue illustrazioni sono molto spesso simili a bozzetti o schizzi fatti rapidamente, come appunti su post-it. Grande inventiva e l’immaginario di chi è non solo abituata a guardare ovunque e a tenere alto il livello della propria curiosità, ma sa anche che ogni oggetto può essere modificato, alterato, migliorato o reso comunque più personale.
Con “Wreck this journal”, per esempio, invita a smontare, tagliuzzare, piegare, in una parola ‘rovinare’ il blocco-libro per dargli nuova vita e una nuova forma (come nella migliore tradizione di guerrilla art, appunto). O con il “The artist’s survival kit” (in pdf sul sito) che unisce i consigli all’attitudine nel manipolare gli oggetti. L’ultima fatica di Keri Smith è This is not a book, con tanto di gruppo su Flickr per condividere la creatività che tutti i lettori hanno applicato.

Il detto lo conosciamo tutti: “Non giudicare un libro dalla copertina”. Sappiamo anche quanto sia difficile attenersi a questa saggia regola, specialmente per chi si occupa di graphic design o di illustrazione. L’occhio allenato alla composizione delle immagini, osserva tutto criticamente: a partire dal suo involucro.
Julia Rothman ha ideato Book by its Cover due anni fa. Appassionata illustratrice e lettrice, si è armata di una fotocamera digitale e ha provato a raccontare i libri a partire dal loro ‘aspetto’. Guardandoli un po’ come si fa con le persone: con curiosità, attenzione e un po’ di sano voyeurismo. Le foto non sono delle migliori. Come certi scatti rubati per strada o durante un party, quelle della Rothman sono immagini imperfette, sfocate, ma appassionate.
Qualche riga di commento, i link del caso, poi a dire la loro sono i libri. Libri di immagini, illustrazione, design, sketchbook, fumetti. Libri che diventano lo specchio della sua curiosità: sfogliati e aperti alle pagine più interessanti. Come se qualcuno vi stesse mostrando una talentuosa scoperta, seduto accanto a voi. Parlandone appena. Ogni tanto Julia Rothman invita qualche autore a raccontare i suoi lavori. L’effetto che ottiene (leggere per credere) è esattamente lo stesso.

Ormai manca poco. Il 16 ottobre prossimo uscirà finalmente l’annunciato capolavoro di Spike Jonze, Where the Wild Things Are ovvero: Nel Paese dei Mostri Selvaggi, ispirato al bestseller della letteratura per l’infanzia (ma non solo) di Maurice Sendak.
Ognuno celebra il conto alla rovescia nei modi più diversi. Cory Godbey ha scelto ormai da mesi, di tributare un omaggio al talento di illustratore di Sendak. Terrible Yellow Eyes è un sito dove vengono raccolti i lavori ispirati a quello che è uno dei libri illustrati più belli di sempre. Tantissima passione, decine di contributi da artisti e graphic designers di tutto il mondo e, recentemente, una mostra nella famigerata Gallery Nucleus .
Un’idea semplice e coinvolgente, come il messaggio con cui Godbey ha esordito quando l’ha presentata: “Sono stato catturato dai terribili e bellissimi mostri di Maurice Sendak. Amo la rabbia, lo spavento e la gioia che c’è in loro. Spero troverete qualcosa di simile anche qui.”

Aaron Zenz è un illustratore, graphic e multimedia designer che vive e lavora in Michigan. Ha una biblioteca di più di 3000 libri per bambini. Aaron Zenz ha tre figli: Lily (6 anni), Gracie (9 anni) e Isaac (11 anni).
Ogni settimana scelgono un libro tra quelli che hanno letto, si siedono (non so perché ma me li immagino a terra, su un gran tappeto), Aaron accende il registratore e insieme danno vita alle più esilaranti, tenere, intelligenti, folli recensioni che possano venirvi in mente. Bookie Woogie è l’apoteosi del caos casalingo applicato alla critica letteraria.
Non contenti, alla fine, i tre arraffano colori e fogli e disegnano la loro personalissima versione della storia di cui hanno appena parlato. Il miracolo si compie ogni lunedì. Generano dipendenza, siete avvertiti: da quando li ho scoperti, non ho mai saltato una puntata. Illustrazione e letteratura per l’infanzia come non le avete mai viste (e sentite!)