
Brevissima nota di colore. Mi sono imbattuto in Beatrice Alemagna molti anni fa, quando un comune conoscente realizzò un cortometraggio sui suoi lavori e sul suo -allora- recente trasferimento in Francia. A colpirmi fu non solo l’evidente bravura, ma la sincera passione e volontà di “disegnare racconti” -per usare le sue parole- senza lasciarsi scoraggiare dai limiti di un mercato difficile come quello italiano.
Cresciuta con l’ammirazione per i libri di Rodari e le illustrazioni di Luzzati e Munari, Beatrice Alemagna ha raggiunto traguardi importantissimi nell’ambiente della narrativa illustrata per bambini. Selezionata per ben due volte in occasione del prestigioso Prix Baobab e vincitrice di un Premio Andersen (e di molti altri concorsi), le sue storie sono state tradotte in varie lingue e il suo talento è ormai da più di 10 anni al servizio di una struttura importante come il Centre Pompidou di Parigi.
Capace di un approccio delicato e intelligente anche ad emozioni difficili da tradurre per i più piccoli, utilizzando tecniche diverse in modo ’semplice’ e perfettamente adeguato alle storie, il suo tratto e la sua abilità nel raccontare sono cresciuti proporzionalmente ai risultati ottenuti. Uno dei nomi di cui andare orgogliosi fuori dai nostri -spesso- miopi confini nazionali. Di seguito, una gallery con alcune sue tavole.

Illustratrice e guerrilla artist, Keri Smith è anche l’autrice di una quantità di libri tutti incentrati sul tema della creatività e dell’ispirazione. Partendo dall’idea che bisogna essere esploratori del mondo, la Smith suggerisce continuamente sul suo blog e attraverso i suoi lavori, tecniche e modi per avere una maggiore coscienza del processo creativo e per sviluppare la capacità di farsi venire delle (buone) idee.
Le sue illustrazioni sono molto spesso simili a bozzetti o schizzi fatti rapidamente, come appunti su post-it. Grande inventiva e l’immaginario di chi è non solo abituata a guardare ovunque e a tenere alto il livello della propria curiosità , ma sa anche che ogni oggetto può essere modificato, alterato, migliorato o reso comunque più personale.
Con “Wreck this journal”, per esempio, invita a smontare, tagliuzzare, piegare, in una parola ‘rovinare’ il blocco-libro per dargli nuova vita e una nuova forma (come nella migliore tradizione di guerrilla art, appunto). O con il “The artist’s survival kit” (in pdf sul sito) che unisce i consigli all’attitudine nel manipolare gli oggetti. L’ultima fatica di Keri Smith è This is not a book, con tanto di gruppo su Flickr per condividere la creatività che tutti i lettori hanno applicato.

Il detto lo conosciamo tutti: “Non giudicare un libro dalla copertina”. Sappiamo anche quanto sia difficile attenersi a questa saggia regola, specialmente per chi si occupa di graphic design o di illustrazione. L’occhio allenato alla composizione delle immagini, osserva tutto criticamente: a partire dal suo involucro.
Julia Rothman ha ideato Book by its Cover due anni fa. Appassionata illustratrice e lettrice, si è armata di una fotocamera digitale e ha provato a raccontare i libri a partire dal loro ‘aspetto’. Guardandoli un po’ come si fa con le persone: con curiosità , attenzione e un po’ di sano voyeurismo. Le foto non sono delle migliori. Come certi scatti rubati per strada o durante un party, quelle della Rothman sono immagini imperfette, sfocate, ma appassionate.
Qualche riga di commento, i link del caso, poi a dire la loro sono i libri. Libri di immagini, illustrazione, design, sketchbook, fumetti. Libri che diventano lo specchio della sua curiosità : sfogliati e aperti alle pagine più interessanti. Come se qualcuno vi stesse mostrando una talentuosa scoperta, seduto accanto a voi. Parlandone appena. Ogni tanto Julia Rothman invita qualche autore a raccontare i suoi lavori. L’effetto che ottiene (leggere per credere) è esattamente lo stesso.
Continua a leggere: Book by its cover: i libri per chi (non) guarda solo le figure

Ormai manca poco. Il 16 ottobre prossimo uscirà finalmente l’annunciato capolavoro di Spike Jonze, Where the Wild Things Are ovvero: Nel Paese dei Mostri Selvaggi, ispirato al bestseller della letteratura per l’infanzia (ma non solo) di Maurice Sendak.
Ognuno celebra il conto alla rovescia nei modi più diversi. Cory Godbey ha scelto ormai da mesi, di tributare un omaggio al talento di illustratore di Sendak. Terrible Yellow Eyes è un sito dove vengono raccolti i lavori ispirati a quello che è uno dei libri illustrati più belli di sempre. Tantissima passione, decine di contributi da artisti e graphic designers di tutto il mondo e, recentemente, una mostra nella famigerata Gallery Nucleus .
Un’idea semplice e coinvolgente, come il messaggio con cui Godbey ha esordito quando l’ha presentata: “Sono stato catturato dai terribili e bellissimi mostri di Maurice Sendak. Amo la rabbia, lo spavento e la gioia che c’è in loro. Spero troverete qualcosa di simile anche qui.”
Continua a leggere: Terrible Yellow Eyes: l'illustrazione Nel Paese dei Mostri Selvaggi

Aaron Zenz è un illustratore, graphic e multimedia designer che vive e lavora in Michigan. Ha una biblioteca di più di 3000 libri per bambini. Aaron Zenz ha tre figli: Lily (6 anni), Gracie (9 anni) e Isaac (11 anni).
Ogni settimana scelgono un libro tra quelli che hanno letto, si siedono (non so perché ma me li immagino a terra, su un gran tappeto), Aaron accende il registratore e insieme danno vita alle più esilaranti, tenere, intelligenti, folli recensioni che possano venirvi in mente. Bookie Woogie è l’apoteosi del caos casalingo applicato alla critica letteraria.
Non contenti, alla fine, i tre arraffano colori e fogli e disegnano la loro personalissima versione della storia di cui hanno appena parlato. Il miracolo si compie ogni lunedì. Generano dipendenza, siete avvertiti: da quando li ho scoperti, non ho mai saltato una puntata. Illustrazione e letteratura per l’infanzia come non le avete mai viste (e sentite!)