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Tutti gli articoli con tag lettering

Nina Gregier, tra design e artigianato

pubblicato da Eugenio Pozzilli

Biglietti da visita a ricamo

“Ho progettato i miei personali biglietti da visita in riferimento al mio ultimo progetto, la tipografia a ricamo. Durante il processo di costruzione di lettere a forme semplici volevo trovare un’altra inattesa forma grafica. I biglietti da visita sono fatti a mano in edizione limitata, ho usato diversi colori di filo, e carta nera da 250g.”

Quando si è un’illustratrice e una graphic designer come Nina Gregier, non ci si deve scandalizzare se si arriva a parlare come minimo di artigianato. La giovane polacca si occupa di tutte le arti e le tecniche visive, e in ognuna non fa mai mancare il suo apporto personale e unico.

Come nel caso dei biglietti da visita ricamati, i poster stampati in linoleografia, o il lettering stampato con inchiostro a mano. La manualità è dunque il leitmotiv di ogni suo lavoro che perde l’impersonalità industriale, e acquisisce la preziosità individuale. Nell’epoca in cui qualsiasi immagine ci soffoca, in cui tutti hanno un programma di grafica, la personalità è la via di salvezza verso la qualità e l’etica.

Via | Anthology

Biglietti da visita a ricamo
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The Phraseology Project, tipografia random

pubblicato da Cut-tv*e

The Phraseology Project

Tipografia all’impronta, a portar via, su misura, praticamente random: l’idea del graphic designer Drew Melton, quando ha deciso di fondare il Phraseology Project, era quella di creare un network che alimentasse la sua voglia di sperimentare e giocare con il lettering.

Basta sottoporre una lettera, una parola, una frase, un detto, un modo di dire: Drew lo trasformerà in bella calligrafia, o per meglio dire, in bella tipografia. Per sua stessa ammissione non tutti i tentativi sono veri e propri capolavori, ma sono tutti onesti (e divertenti) esperimenti che celebrano ogni volta l’esercizio creativo.

The Phraseology Project
The Phraseology Project The Phraseology Project The Phraseology Project The Phraseology Project

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Il MoMa compra la @

pubblicato da intweetion

At-MoMa

“Forse non tutti sanno che…” la @ era già in uso presso i mercanti veneziani nel 1500: un segno grafico che rappresentava l’anfora, (allora unità di peso e capacità). Nata come unione stilizzata delle lettere “a” e “d” che andavano a formare la parola latina ad (cioè “verso”). Furono i popoli anglofoni a modificare poi il suo significato da ad a at, e quindi da ‘verso’ a ‘presso’.

Tutto più o meno immutato fino a quando, nel 1971, l’ingegnere informatico americano Ray Tomlinson elaborò un programma che permetteva alle università americane collegate tra loro tramite la rete Arpanet di potersi scambiare messaggi scritti. usando poi il simbolo @ come separazione tra il nome del destinatario e il server.

Un simbolo che dimostra come arte, architettura, tecnologia e design possono intraprendere percorsi non convenzionali e ritrovarsi riuniti in qualcosa che attraversa il tempo e i codici in una funzionalità unificante. Lo hanno capito e sintetizzato molto bene quelli del MoMa, il Museum of Modern Art, che hanno deciso di acquistare la @, introducendola nella loro collezione.

Continua a leggere: Il MoMa compra la @

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Buchstabenmuseum, il museo delle lettere di Berlino

pubblicato da Cut-tv

Buchstabenmuseum, il  museo delle lettere di Berlino

Per tutti voi graphic designer e maniaci del lettering, dopo la segnalazione del Neon Museum di Las Vegas, ecco un’altra meta di pellegrinaggio, questa volta un po’ più raggiungibile. Si tratta del Buchstabenmuseum, il Museo delle Lettere di Berlino.

Un piccolo museo che dal 2005 raccoglie insegne, caratteri tridimensionali, frammenti di scritte, oggetti tipografici che negli anni, nei decenni passati, hanno fatto parte del panorama di una delle città più interessanti della vecchia Europa. Se doveste decidere di visitarlo, qui trovate indicazioni per raggiungerlo e gli orari per visitarlo.

Via | Core77.com

Buchstabenmuseum, il museo delle lettere di Berlino
Buchstabenmuseum, il  museo delle lettere di Berlino Buchstabenmuseum, il  museo delle lettere di Berlino Buchstabenmuseum, il  museo delle lettere di Berlino Buchstabenmuseum, il  museo delle lettere di Berlino

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Name That Movie: indovina i film con le illustrazioni di Paul Rogers

pubblicato da intweetion

PaulRogersNameThatMovie

Paul Rogers è uno della ‘vecchia scuola’. Ha iniziato la sua carriera nell’ormai lontano 1980 e il suo stile inconfondibile, debitore di tutti i grandi nomi dell’illustrazione, ha avuto modo di svilupparsi autonomamente per raggiungere il punto in cui è diventato a sua volta ispirazione per moltissimi di quelli che hanno iniziato questo mestiere dopo di lui.

I suoi lavori, oltre all’eleganza retro delle linee e al forte impatto visivo, hanno una qualità fondamentale: pur perfezionati con l’aiuto dei software, mantengono un aspetto assolutamente artigianale. I poster, in special modo, sembrano stampati con il Gocco o con altre tecniche tradizionali. I soggetti e il lettering invadono lo spazio geometricamente, eppure sono dotati di un senso del movimento che colpisce e cattura.

Sul suo blog, Rogers ha iniziato un esperimento tradotto direttamente dalle pagine dei suoi sketchbook. Name That Movie è una specie di quiz illustrato: alcune scene di film famosi sono state ridisegnate con pochi, fondamentali dettagli e viene chiesto a chi guarda di indovinare da quali pellicole sono tratti. Provateci anche voi e, nel frattempo, godetevi il suo incredibile tratto.

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Peace, Love & Ice cream, la pubblicità dei gelati Ben & Jerry

pubblicato da Cut-tv

Peace, Love

Davvero psichedelica la nuova campagna di affissioni ideata dalla Ogivly & Mathers di Singapore per i gelati Ben & Jerry. Quattro installazioni, create con lettering sparpagliato su cose, pareti, pavimenti o sospeso a mezz’aria. Lettere gonfie e morbide, circondate da esserini da videogame giapponese.

Le frasi sono lunghe e immaginifiche: “come avere un momento di totale auto-affermazione, del tutto piacevole, all’unisono con l’universo e congelarlo” oppure “no, non ci ricordiamo gli anni ‘60 ma quando ci siamo svegliati avevamo per le mani questo business dei gelati e una manciata di ricette spaventose”.

Il tutto accompagnato da una vera mano che spunta, surreale, nel mezzo di questo delirio morbido, portando il tipico vasetto di gelato Ben & Jerry, e da uno degli slogan più belli di sempre: Peace, Love & Ice-cream!

Via | Pixiome.fr

Peace, Love & Ice cream, la pubblicità dei gelati Ben & Jerry
Peace, Love Peace, Love Peace, Love Peace, Love

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Typophile Film Festival 5

pubblicato da Cut-tv

Typophile Film Festival 5 Opening Titles from Brent Barson on Vimeo.

Un festival davvero bizzarro, il Typophile Film Festival, organizzato dallo studio di interface design di Portland Punchcut in collaborazione con l’Art Institute of Portland, ma altrettanto interessante. Giunto alla quinta edizione, il concorso seleziona film provenienti da tutto il mondo che abbiano come soggetto la tipografia, l’espressione creativa attraverso il lettering, l’aggiunta del movimento a caratteri e parole.

Le opere possono variare nello stile e nella tecnica, dalla ripresa dal vero, stop motion, motion graphics o animazione tradizionale. Quel che vedete qui è il promo, realizzato dal direttore creativo Brent Barson, che ha accompagnato la selezione di un’ora delle opere in concorso. Che ci crediate o no, nonostante la pulizia delle immagini, è tutto interamente realizzato con riprese dal vero girate in analogico.

Via | Sharesomecandy.com

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I gioielli tipografici di Ebon Heath

pubblicato da Cut-tv

I gioielli tipografici di Ebon Heath

La sua versione decostruita del lettering, la sua scultura tipografica ve l’avevamo presentata all’inizio di quest’anno, quando le sue creazioni hanno fatto il giro del mondo saltando di blog in blog. Ora questo successo ha permesso all’artista newyorkese Ebon Heath di stringere un sodalizio con la disegnatrice di gioielli di Dubai Mona Ibrahim.

La collezione stereo.type si compone di stringhe di cuoio, bianche o nere, tagliate al laser, che riportano frasi in inglese o in arabo: messaggi, ma anche simboli che trascendono il significato delle parole e diventano semplici decori e che possono essere indossate intorno ai polsi, al collo o in vita, o in qualsiasi altro modo la fantasia suggerisca.

Via | Yatzer.com

I gioielli tipografici di Ebon Heath
I gioielli tipografici di Ebon Heath I gioielli tipografici di Ebon Heath I gioielli tipografici di Ebon Heath

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Cut-out collages di Sarah Bridgland.

pubblicato da Cut-tv

Sarah Bridgland

Il lavori di carta di Sarah Bridgland, giovane artista inglese, sono micro costruzioni ingegneristiche che ricordano i libri pop-up, nella loro tridimensionalità prorompente. Alla base di questo lavoro c’è una ricerca costante di souvenir e ephemera, tra mercatini e vecchie riviste.

In ogni pezzo, unico e irriproducibile, si possono osservare differenti texture, carte appartenenti a epoche diverse, lettering stratificati, colori e forme che si ispirano al costruttivismo russo. I suoi oggetti sono paesaggi tipografici, disegni tridimensionali ottenuti attraverso ritagli e cut-out che collezionano e reinventano memorie, accostando frammenti di passati altrui, incollando insieme una storia un po’ vera, un po’ inventata.

Via | Burstoid.com

Sarah Bridgland
Sarah Bridgland Sarah Bridgland Sarah Bridgland

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I poster musicali di The Silent Giants

pubblicato da Cut-tv

The Silent Giants

The Silent Giants è un collettivo originario di Detroit che disegna e produce stampe e poster per etichette e gruppi musicali. Locandine di concerti, album, copertine, commissionati da gruppi indie-rock, americani e inglesi: Fleet Foxes, il gruppo di Seattle rivelazione del 2008, gli scozzesi Mogway, Bright Eyes, il gruppo rock-demenziale Flight of the Conchords, gli islandesi Sigur Ros, Death Cab For Cutie, Andrew Bird.

Se queste band non suonano arabo per voi, troverete imperdibile l’opera di questi tre giovani illustratori e graphic designer che stanno diventando un nome di riferimento nell’ambiente musicale alternativo americano: un uso dei colori e soprattutto del lettering piuttosto spregiudicati sono diventati la cifra stilistica dei Silent Giants, un amore per le vecchie fanzine in ciclostile, dichiarato piuttosto apertamente.

Le loro locandine, stampate a mano, vanno a ruba. Se anche voi ne voleste una, magari della vostra band preferita, potete ordinarla, dal loro shop su Bigcartel.

Via | Notcot.org

The Silent Giants
The Silent Giants The Silent Giants The Silent Giants

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