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Tutti gli articoli con tag lettere

Parallel World: i micromondi paralleli di Ji Lee

pubblicato da intweetion

ParallelWorldJiLee

In una ipotetica, paranoica e alienante versione de “Il cielo in una stanza”, il classico di Gino Paoli, Ji Lee saprebbe dire la sua. Dopo averci spiegato come perdere la cognizione del tempo, come stampare biglietti comodi per tutte le occasioni o come sfruttare i caratteri tipografici per raccontare un evento utilizzando solo le lettere, il mattacchione coreano si supera e immagina dei micro-mondi paralleli all’interno degli ambienti.

Con lo sguardo fisso al soffitto non saremo in grado di vederlo viola o con “alberi infiniti”, ma potremo scovare delle ricostruzioni in miniatura di altrettante stanze in cui abitare. Per di più, sotto sopra. Ecco come la pensa Ji Lee:

La gente riempie i pavimenti delle case con i mobili, le pareti con quadri e immagini. Perché lasciano il soffitto vuoto? Decorare i soffitti era una forma d’arte nei secoli passati che in qualche modo si è persa attraverso la riduzione del modernismo. La gente non guarda più ai soffitti. Sono spazi morti. Volevo che si tornasse ad ammiccare a questa porzione di spazio. Mi piaceva anche l’idea che in qualche modo ci fosse un mondo parallelo che coesiste con noi.

Che dire? Guardate la gallery dopo il salto. Secondo noi c’è riuscito eccome.

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Le illustrazioni 'tridimensionali' di Rebecca Maeve Manley

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Rebecca Maeve Manley

Designer e illustratrice di Manchester, Rebecca Maeve Manley ha un modo molto particolare di approcciare i suoi lavori. Realizza bozzetti e poi, armata di forbici, carta, vecchie pellicole, stoffa e materiali disparati, traduce in tre dimensioni le immagini ideate.

L’effetto complessivo è amatoriale (pur rivelando una grande abilità) e divertente. Lettere che occupano lo spazio come dei balloon che diventano reali. Anzi, come tiene a sottolineare lei stessa, le sue sono installazioni con opere -appunto- iper-reali: invasioni dell’arte e della creatività nel mondo e nel quotidiano.

Testimonianza ennesima di tutta una corrente che sceglie il paper-craft come una sorta di occasione per ‘modificare’ la realtà, il coloratissimo mondo di Rebecca Maeve Manley è anche una miniera di idee e ispirazione. Qualche esempio, nella gallery dopo il salto.

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"A love letter for you" di Stephen Powers (aka ESPO)

pubblicato da intweetion

A love letter for you - Stephen Powers

Pioniere dei graffiti, artista concettuale e figura di spicco di tutta la cultura underground newyorkese, Stephen Powers, conosciuto con il nome ESPO (acronimo per Exterior Surface Painting Outreach) ha sempre puntato contemporaneamente tanto sulla spettacolarità quanto sul significato delle sue opere.

San Valentino è appena passato e -chi lo ha festeggiato- si sarà prodigato in regali più o meno originali, lettere d’amore ispirate. Niente potrà competere però con questo grandioso progetto realizzato da Powers utilizzando 1200 bombolette spray, più di 2400 litri di vernice e chiamando in aiuto 20 dei migliori ‘graffitari’ statunitensi.

Il risultato sono 50 pareti nella città di Filadelfia, dipinte con messaggi d’amore. A Love Letter For You è un’impresa titanica e bellissima, la cui resa è contraddistinta dalla classe e dallo stile incredibili di ESPO, che quando si tratta di catturare lo sguardo di chi alza gli occhi al cielo, ha pochissimi rivali. Dopo il salto, la gallery.

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Rétrofuturs: "Software owner's manual"

pubblicato da intweetion

Rétrofutur-Software owner's manual

Occhei, confesso: ho usato un altro dei moniker del nostro amato Stéphane Massa-Bidal nel titolo per non ripetermi. Detto questo, siamo davanti alla nuova, ennesima ideona di uno dei nostri graphic designer preferiti. Il talentaccio francese anche conosciuto come Hulk4598 non sbaglia nel mettere a segno neanche un colpo.

Dopo aver preso in giro i social network con la serie Web Services Covers Therapy e aver analizzato i limiti dell’attaccamento alle innovazioni tecnologiche con la sua Sociology of Objects, indirizza la sua dissacrante creatività verso i manuali dei software più noti di casa Adobe.

L’approccio è il solito: eleganza retro, caratteri da tipografia vecchio stampo e poche, incisive frasi ben piazzate nel montaggio della pagina a farci riflettere su quanti troppo spesso si credono partecipi del processo creativo solo perché padroneggiano i mezzi per realizzare le proprie idee. Fare qualcosa di buono va ben oltre un’immagine da decine di mega o la maestria con le curve di Bezier. D’altronde, come stigmatizza lui stesso: “To draw you must close your eyes and sing“. Impagabile.
Dopo il salto, la gallery dei poster. Potete informarvi per l’acquisto a questo indirizzo.

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Letterheady: carta intestata da collezione

pubblicato da intweetion

Letterheady

A noi rimane tutt’al più una firma in calce, un indirizzo prima dell’ ‘@’, qualche fantasiosa immagine in allegato o un codice html. Eppure -lo so: non mi crederete mai- c’erano tempi in cui non solo le lettere si scrivevano a mano (una buffa abitudine fatta di inchiostro e risme di carta), ma si utilizzavano anche dei fogli prestampati con intestazioni e decorazioni che annunciavano il mittente.

Pazzesco, no? Quei fissati di Letterheady hanno deciso di coniare un termine -letterheady, appunto- che stando al loro personalissimo dizionario indica l’essere sopraffatto da una grande emozione dovuta al design di un’intestazione (è un aggettivo, nel caso foste grammaticalmente in dubbio).

Hanno anche messo su un sito, sfruttando la piattaforma di microblogging Tumblr, dove postano le più belle carte da lettera di cui vengono in possesso. Una gioia per gli occhi, nel caso di molti dei lavori proposti. Un archivio fenomenale in cui perdersi (e al quale contribuire). La funzionalità piegata ai voleri dell’eleganza. Anche perché, ci dicono nelle note informative, non gli interessa il contenuto di ciò che c’è scritto. Solo il design. Di seguito, una gallery con alcune delle scansioni.

Letterheady: carta intestata da collezione
Letterheady: carta intestata da collezioneLetterheady: carta intestata da collezioneLetterheady: carta intestata da collezioneLetterheady: carta intestata da collezioneLetterheady: carta intestata da collezioneLetterheady: carta intestata da collezioneLetterheady: carta intestata da collezione

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Typeface: un film di Justine Nagan

pubblicato da intweetion

La componente artigianale del design ci piace. Giriamo con i laptop nelle borse a tracolla e negli zaini, abbiamo ogni sorta di device che ci aiuta per realizzare le nostre idee ovunque eppure chi può mai resistere agli esempi di quanti hanno creato con le loro mani (e una pazienza monumentale) gli elementi di cui oggi ci serviamo con tanta facilità?

Se applichiamo il concetto alla tipografia, la rivoluzione è stata ancora più incredibile. La manualità necessaria e la conoscenza di macchine e calcoli per realizzare un buon carattere, sono qualcosa di così lontano dalle raccolte di font scaricate in meno di un minuto, che forse vale la pena guardare più spesso a chi conosce il processo tradizionale.

Justine Nagan è l’Executive Director della Kartemquin Films. Si è imbattuta per caso nel “Hamilton Wood Type Museum” mentre viaggiava attraverso Two Rivers, nel Wisconsin e aveva fatto una pausa per mangiare un gelato (!). Affascinata dalla costruzione e dagli 1,5 milioni di modelli di lettere in legno che contiene, ha deciso di girare un documentario.

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Mysterious Letters: una performance scritta a mano

pubblicato da intweetion

Mysterious Letters

Lenka Clayton e Michael Crowe sono le due menti dietro Mysterious Letters, progetto iniziato nell’aprile di quest’anno, che non smette di affascinare sia i critici che i fruitori.

L’idea è abbastanza semplice e -contemporaneamente- aggressiva. Cushendall è un piccolo villaggio irlandese. Crowe e la Clayton hanno deciso di spedire una lettera ad ognuno dei suoi 467 abitanti. Contenuti disparati, formati diversi e un unico dato comune: ogni lettera o cartolina è stata scritta a mano.

Lo scopo era quello di creare un clima di sorpresa e anche di far interagire le persone. Farle parlare della lettera ricevuta e osservare in qualche modo le loro reazioni. Sfruttare il senso di condivisione e comunità stimolato dalle misteriose spedizioni. Intento perfettamente riuscito, tanto che i due hanno deciso di ampliare il progetto ed estenderlo ad altre città. Dopo il salto, il video del servizio girato dalla BBC per documentare la performance nel villaggio di Cushendall.

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Le lettere di carta di Julene "Jollyness" Harrison

pubblicato da Cut-tv

Paper cuts

In tempi di crisi c’è chi aguzza l’ingegno. E sfrutta la propria creatività, mettendola al servizio dei clienti. Julene Harrison realizza piccole opere con la tecnica del paper cut, ossia ritagliando a mano lettere e decori da un singolo foglio.

Come tanti merletti di carta, Julene lancia al mondo i suoi messaggi. E come Edward Mani di Forbice Julene è pronta a sforbiciare anche i vostri.

Come suggerisce lei stessa, i Paper Cuts sono regali originali, per un compleanno come per la festa della mamma, per il primo anniversario di nozze (carta!) o addirittura come inviti per una cerimonia. Scegliete una frase: Julene la ritaglierà per voi.

Via | Swiss-miss.com

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