La casa mobile è un po’ un sogno di libertà . Mettici l’idea di poterla spostare a piacimento, mettici il gusto di una vita più semplice e informale. In più c’è anche un valore democratico: una casa “tanto carina”, ma a prezzi certamente più contenuti.
E se già lo stile Cabanon ha avuto i suoi natali illustri (Le Corbusier docet), non bisogna dimenticare che il ritorno a prefabbricati ben realizzati e pieni di fascino è senz’altro una piccola, ritrovata conquista di questi ultimi anni.
Un ultimo esempio arriva dal team di Hangar Design Group, che ha progettato due differenti modelli battezzati Suite Home (stile urban chic) e Joshua Tree (orientamento residenza di campagna minimal). La sensazione, gradevole, è che non si tratti di case di serie b, grazie soprattutto ad una accurata suddivisione dei volumi e alla qualità dei materiali impiegati. Non esclusa la possibilità di piazzare i prefabbricati anche su qualche attico cittadino.
Via | Yatzer
La Home Sweet *Mobile* Home di Hangar Design Group
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Dopo l’intervista ad Alberto Brogliato, oggi vi vogliamo presentare lo studio di Vicenza IV Design che parteciperà a Young Designer Home.
1) Parlateci di voi: percorso di studio e lavoro, obiettivi futuri.
IV Design: Siamo due architetti che uniscono momenti di progettazione architettonica alla creazione di oggetti.
2) Quali sono i vostri punti di riferimento nel mondo del design?
IV Design: Non ci sentiamo particolarmente legati al mondo del design, cerchiamo di progettare degli oggetti guardando sempre all’architettura, fatta di spazio, volumi, ecc. Pensiamo che ogni forma deve sostenere la forza di un’idea.
3) Come nascono i vostri progetti e da dove prendete l’ispirazione per dar vita alle vostre creazioni?
IV Design: Oltre che da un metodo progettuale, prendiamo spunto dalla costate osservazione della vita quotidiana.
4) Il progetto a cui siete più legati e perchè?
IV Design: Tutti i progetti hanno una loro lunga gestazione e per questo siamo a tutti ugualmente e fortemente legati.
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David Vineïs dello studio francese Sub88 ha realizzato una serie di wallpaper da desktop, una galleria delle sedie più famose disegnate da firme celebri. Ogni desktop è accompagnato da informazioni basilari sulla seduta in questione, il nome del designer, anno e luogo della realizzazione, i materiali utilizzati e le misure.
20 magnifiche icone, dalla splendida Panton, a quasi tutti i più famosi modelli degli Eames, UP5 e UP6 di Gaetano Pesce, la Tulip Chair di Saarinen, l’LC2 di Le Corbusier, The Egg di Jacobsen, il Butterfly Stool di Sori Yanagi, fino alla Louis Ghost di Starck e alla Smoke Chair di Marten Baas, le più recenti dell’intera collezione. Per il download, da questa parte.
Via | Wyendrys.com
Le sedie da collezione di David Vineïs per Sub88

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Se da una parte il (più) grande architetto francese è certamente uno degli emblemi più significativi del modernismo, non è detto dall’altra che questo tavolo, realizzato in suo onore dallo studio isreaeliano Dag-Designlab, si ispiri ugualmente al movimento moderno e ne eguagli la grandezza. La questione, tutto sommato, può considerarsi veramente rilevante?
Probabilmente no. Ad ogni modo, Savoy table rappresenta un tributo all’omonima villa di “Le Corbu”, realizzata a Poissy verso la fine degli anni ‘20. Il piano del tavolo, infatti, è ricoperto da un’illustrazione che ritrae la residenza, mentre le gambe insieme alla struttura di appoggio sono realizzate in ferro. Curiosa la tasca a inserto, pensata per inserire dossier e riviste. Progetto a cura di Tal Mor and Liran Elbaz.
Via | Designboom
Smontare la struttura portante di un vecchio granaio olandese, impacchettarla e trasportarla negli Stati Uniti, per poi rimetterla in piedi dando vita ad una nuova abitazione privata. Questa l’idea sviluppata dall’architetto Preston Scott Cohen, che a dispetto della macchinosità dell’operazione è riuscito a raggiungere un risultato di grande armonia estetica.
Mentre l’esterno conserva traccia della funzionalità originaria, fatta eccezione per i nuovi punti luce aperti sulla facciata, l’interno si organizza intorno ad un grande spazio in stile loft. Bella scelta per l’arredamento dei classici del design moderno, tra sedute Tolix e Diamond Chair e poltrone Gran Confort.
Via | Archdaily
La Goodman House di Preston Scott Cohen



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Nei primi anni ‘80 i designer sperimentavano a tutto tondo ed erano animati dal precetto che aboliva qualsiasi tipo di regola o restrizione a favore della creatività più spinta.
Così sono nati dei pezzi davvero originali, assolutamente non-funzionali, alcuni anche molto vicini a delle opere d’arte, tanto che durante l’ultima fiera di Miami all’avanguardia sviluppatasi negli anni ‘80 è stata dedicata addirittura una mostra.
Il pezzo più rappresentativo è forse l’intepretazione della famosa Grand Confort Chair di Le Corbusier fornita dal designer Stefan Zwicky: aboliti gli scintillati tubolari argentati che tenevano ben saldi i comodissimo cuscini paffuti in elegante pelle nera, la versione del designer svizzero è un rude monolite, decisamente non confortevole, formato da spesse lastre di cemento intrappolate in una struttura di ferro arrugginito.
Ben diverso l’effetto estetico, ma davvero sovversivo l’intento.
Una provocazione riuscita come nel caso di Checkout Time, un carrello della spesa trasformato in sedia o di Rover Chair, la celebre seduta firmata da Ron Arad.
Andate dopo il “salto” per vedere anche altre atipiche creazioni come How High The Moon Chair di Shiro Kuramata e Etruscan Chair di Danny Lane.
Via | Notcot.org
Continua a leggere: Nel design degli anni '80 la regola è che non esistono regole
Se siete da sempre grandi appassionati di Le Corbusier e di tutto il suo orizzonte di riferimento, fino al prossimo 7 luglio 2008 potrete visitare un’interessante mostra allestita presso Palazzo Madama, in piazza Castello a Torino World Design Capital 2008.
I mobili progettati da uno dei più grandi e geniali architetti di tutti i tempi verranno messi in primo piano e sullo sfondo vi saranno anche tutti i riferimenti storici e documentari che ne sottolineano l’alto valore espressivo.
I mobili esposti, che risalgono alla fine degli anni 20 e furono presentati al Salon d’Automne nel 1929, sono stati prodotti, a partire dal 1965, dalla lungimirante e nostrana azienda Cassina, che ha acquisito in esclusiva mondiale i diritti di riproduzione dalla Fondation Le Corbusier e ha realizzato i vari pezzi attraverso un’operazione attenta di ricostruzione, basata sull’analisi dei significati dei progetti originali in collaborazione con Charlotte Perriand, con il professor Filippo Alison e con la Fondazione stessa.
Il percorso è animato anche da una serie di schizzi che comprendono gli studi fatti dal maestro per indagare i diversi modi di stare seduti e i disegni dell’auto maximum, che evidenzia l’estetica innovativa e macchinista espressa anche dalla produzione industriale e standardizzata dei mobili.
Insomma, un’occasione davvero da non perdere per approfondire la conoscenza di una delle figure determinanti per l’evoluzione del design così come lo conosciamo oggi.
E poi l’ingresso è anche gratuito…
Continua a leggere: Le Corbusier in mostra a Torino World Design Capital 2008
L’industrial designer portoghese Alessandro Bêda, ha realizzato una serie in progress chiamata Untiteld Collection che comprende l’elegante e simpatico vaso Untitled Flower Jar a forma di mammifero marino che sembra emergere dalla superficie sulla quale si posa e Untilted Chair.
Il prototipo di seduta si ispira alle misure e alla comodità della Petit LC2 di Le Corbusier, che ideò la serie Grand Comfort nel 1929 in due versioni, la Petit Modele per ospitare le forme maschili e Le Grand Modele, dalle forme più ampie, ideale per ospitare le forme femminili.
L’idea è stimolante in quanto l’intera sedia è costituita da listelli di materiale retrattile, progettato per adattarsi alle forme e alle dimensioni di chi ha l’ardire e la curiosità di sedersi. Trattandosi di un prototipo speriamo solo che il materiale della seduta sia sufficientemente comodo, accogliente e all’altezza dell’idea.