Maxim Maximov, il designer russo di “One Line”, ha creato una serie di lampade da tavolo ispirate agli anni ‘60 davvero molto stilose.
Non a caso chiamate “Sixties Lamp” queste lampade ricordano nello specifico lo spirito del designer Dieter Rams e colpiscono per la semplicità della loro linea ma anche per la funzionalità che dovrebbero garantire.
La Sixties Lamp ricorda un tubo di gusto industriale, ma è realizzata in materiale plastico e risulta flessibile al punto da poter indirizzare la luce in qualunque direzione.
Diversi i colori disponibili, che rendono questa lampada ancora più ironica e apprezzabile.
Via | Design-milk

Se non avevate ancora idea di quanto potesse essere versatile la forma di un cubo, allora osservate la Modular Lights di Robhoff (Robert Hoffman).
Realizzata in alluminio e acciaio (in grado anche di riflettere la luce con un determinato effetto), questa lampada da muro o da appoggio offre la possibilità di una luce assolutamente personalizzabile, e nella direzione, e nell’intensità, soltanto girando e inclinando ognuna delle facce del cubo.
Le configurazioni di forma dell’oggetto stesso e della luce conseguente diventano così tantissime.
Dopo il salto trovate un video per vedere Modular Lights in “azione”.
Ha inizio oggi la design week più attesa a livello internazionale, il Salone del Mobile 2011, e tra le novità che sarà possibile trovare, ci sono anche gli oggetti luminosi della nuova collezione disegnata da Ville Kokkonen per Artek.
Si tratta di White, una linea che si compone di quattro pezzi più un quinto che verrà lanciato entro la fine dell’anno.
Gli oggetti di questa collezione sono il frutto di uno studio approfondito da parte di Artek sull’uso dell’illuminazione nei contesti domestici, negli uffici e negli spazi pubblici.
Chiaramente ispirate al bianco, e nel nome e nel design, le nuove lampade White di Artek inseguono un certo minimalismo formale, che le rende adatte a inserirsi in molti contesti anche diversi fra loro.
Via | Fastcodesign

Una sola cosa appare veramente chiara guardando queste lampade ideate da Dea Luce: la loro ispirazione arriva dalla natura.
Al primo impatto, questi oggetti luminosi richiamano alla mente la forma delle meduse; ma a un secondo sguardo, più attento, si potrebbe intuire la forma di un altro elemento davvero molto connesso con la natura, svelato dal nome della collezione di queste lampade, Spermatozoi.
Dea Luce ha ideato le lampade della Spermatozoi Collection con versioni sia da appoggio sia a sospensione: in quest’ultimo caso, la somiglianza con le creature del mare è più evidente.

Via | Trendhunter
Il brand spagnolo Almerich ha realizzato un’elegante lampada da lettura in collaborazione con i designer Tom Allen, Christian Vivanco e Yago Rodriguez, chiamata Monsieur.
L’intento dei designer, espresso in qualche modo anche nel nome, era quello di connettere strettamente il lettore al libro come oggetto, ma soprattutto al “leggere” come concetto, attraverso un legame intimo e profondamente emotivo che sempre si instaura tra l’amante della lettura e le parole scritte.
In questo scenario, la luce scaturita dalla lampada non passa affatto in secondo piano, anche se la sua linea minimale ed essenziale la rende adatta ad essere contestualizzata in ambienti anche molto differenti.
Monsieur è al servizio del lettore in tutti i sensi, quasi come un immaginario maggiordomo.
Continua a leggere: Monsieur, la lampada da lettura minimale di Almerich

Non so se queste lampade siano definibili più come evocative del food packaging oppure come emblemi iconici di un gusto decisamente retrò.
1 e 2x Half Full sono i nomi delle due versioni di questi oggetti luminosi, creati dal designer Marus van der Made dello studio Vandermades Design Zoetermeer, ispiratosi ai cartoni del latte di una volta.
Le lampade 1 e 2x Half Full sono realizzate in cartone laminato e legno.
Via | Design-milk
I designer Josep Novell e Josep Puig hanno realizzato per B.Lux una collezione di lampade uniche nel loro genere: si chiama Jackie e si compone di diverse versioni, da tavolo, da terra, da parete.
Comuni denominatori di tutte le versioni sono la forma cilindrica, il metacrilato come materiale principale e la struttura, con due elementi concentrici, trasparente quello esterno, opaco quello interno.
Nello spazio che separa i due elementi, è possibile inserire qualunque sorta di oggetto o di decorazione, per ottenere effetti visivi ogni volta diversi: dai petali di rosa alla pasta, dai chupa chups a rami e foglie, l’oggetto lampada può assumere aspetti differenti e offrire illuminazioni e colori differenti.
Continua a leggere: Jackie, le lampade con pattern intercambiabili

Una struttura minimale realizzata per la “Tenth Church of Christ, Scientist” questa “The Infinity Chapel” dello studio newyorkese hanrahanMeyers. Quasi 400 metri quadri di superficie, trasformati da frammenti di luce naturale e racchiusi in un sistema complesso di pareti curve.
Arredi lineari con il legno a fare da elemento di contrasto, mentre dal soffitto pendono una serie di lampade cilindriche posizionate ad altezze diverse. L’atrio e la zona lettura affacciano all’esterno con grandi vetrate mentre al piano inferiore ci sono sale per l’insegnamento e una stanza per le riunioni in cui parte della luce arriva da alcune aperture sul pavimento dell’area di preghiera.
Ennesimo esempio di come, negli ultimi anni, anche le istituzioni religiose stiano chiedendo aiuto ad architetti e designer per rendere più eleganti gli spazi per le funzioni, esaltando il senso di raccoglimento e il messaggio del loro credo. Dopo il salto, una gallery della “Infinity Chapel” (via).
Continua a leggere: "Infinity Chapel": la chiesa disegnata dallo studio hanrahanMeyers
Un incrocio interessante e senza dubbio originale, quello tra l’origami e i trofei di caccia: la designer cilena Veronica Posada di Si Studio ha immaginato le lampade Origami’s Hunter, teste di animali realizzate piegando fogli di carta.
Rinoceronti, renne e capre diventano così applique, lampade da parete dalle forme geometriche che, senza che ci sia alcun legame volontario, sembrano legate da un filo sottile al tessuto della collezione Charlotta disegnato dalla svedese Åsa Ekström per Ikea su cui campeggiano, nero su bianco, neanche a dirlo, proprio delle renne origami.
Via | Fubiz.net
I designer Rienzo Cedri e Andrea Martini hanno presentato in Zona Tortona, al FuoriSalone 2010, la loro ultima creazione, Fractalia Light.
Realizzazioni tentacolari e sinuose, che riprendono visivamente il concetto dei lampadari di un tempo, e nelle dimensioni e nella forma, ma che lo ampliano e lo rivisitano, in chiave moderna, in chiave glossy.
Lingue bianche e lucide, che si rincorrono, si attorcigliano, si intrufolano, disegnando forme inconsuete, riflettendo le facce di chi le guarda e facendo immaginare mondi diversi, lontani, misteriosi.
Via | Contemporist
Continua a leggere: Fractalia Light, le creazioni di Rienzo Cedri e Andrea Martini