Sleepy Lamp, progettata dai milanesi Marco Maturo e Alessio Roscini, fondatori di Studio Klass, è una piantana assemblata, alla maniera dei Surrealisti, unendo una scaletta e un paralume di stoffa. La scala, addossata ad una parete, diventa un appoggio casuale per libri, indumenti, bijoux.
Il cappello d’altra parte, tagliato per tre quarti per aderire al muro, getta una luce diffusa, che invita alla lettura o al riposo. Disegnata per il marchio bolognese Busso, Sleepy Lamp è un ottimo punto di partenza per creare angoli relax personalizzati e d’atmosfera.
A prima vista sembra una bella lampada da terra, d’acciaio piegato e legno di tek. A ben guardare però, al posto di una qualsiasi forma di lampadina, c’è solo una presa multipla: Jack in the Box infatti può essere utilizzato come portalampade, appendendo una serie di bulbi, ma anche come organizzatore di cavi e strumenti elettronici.
Il risultato è un caos visivo razionalizzato che non poteva non essere stato concepito alla Bauhaus-University di Weimar, nella cui atmosfera erano calati i due designer che l’hanno progettata (al momento Jack in the Box è ancora un prototipo), Philipp Schöpfer e Daniel Klapsing, fondatori dello studio 45 Kilo.
Via | Design-milk.com
Patrick Jouin, uno degli enfant prodige del design francese, torna a collaborare con l’azienda belga Materialise.MGX, dopo il successo dello sgabello One_Shot.MGX, vincitore del Good Design Award 2008, con un prodotto per forma e tecnologia rimane coerente con il suo predecessore.
Si chiama Bloom.MGX la lampada a forma di fiore realizzata, in edizione limitata, per Selective Laser Sintering, la tecnologia laser 3D che permette di ricavare da un unico blocco di materia prima, una struttura che ha già in sé tutte le giunture necessarie a riprodurre un movimento, quello dell’apertura/chiusura nel caso dello sgabello, e quello che trasforma il coprilume da bocciolo in fiore nel caso della nuova lampada.
Via | Chictip.com
Queste semplici lampade d’ispirazione industriale hanno una peculiarità: le diverse facce di cui sono composte possono essere saldate e formare una struttura rigida, ma in un’altra versione possono essere semplicemente giustapposte e bloccate da piccoli magneti.
Questo permette alle Facet Lamps d’essere assemblabili e smontabili con piccoli gesti e di essere vendute in piccole confezioni piatte. Inoltre il loro attacco universale permette di montarle su qualsiasi tripode, di quelli da studio fotografico. Sono disegnate da Brendan Ravenhill, americano d’adozione e africano d’origine, e sono state presentate all’ICFF 2010.
Via | Designspongeonline.com
Facet Lamps, le lampade stile industrial di Brendan Ravenhill

I designer Rienzo Cedri e Andrea Martini hanno presentato in Zona Tortona, al FuoriSalone 2010, la loro ultima creazione, Fractalia Light.
Realizzazioni tentacolari e sinuose, che riprendono visivamente il concetto dei lampadari di un tempo, e nelle dimensioni e nella forma, ma che lo ampliano e lo rivisitano, in chiave moderna, in chiave glossy.
Lingue bianche e lucide, che si rincorrono, si attorcigliano, si intrufolano, disegnando forme inconsuete, riflettendo le facce di chi le guarda e facendo immaginare mondi diversi, lontani, misteriosi.
Via | Contemporist
Continua a leggere: Fractalia Light, le creazioni di Rienzo Cedri e Andrea Martini
Semplicissime ma di grande effetto queste lampade ottenute ricoprendo con del semplice filo di cotone l’intelaiatura di metallo di classici coprilumi. Si chiamano Bonbon e sono state ideate dalla giovane designer serba Ana Kraš.
Presentati al Salone Satellite, ancora allo stadio di prototipo, questi primi modelli sono stati realizzati con scampoli di magazzini di un’azienda di maglieria. In una seconda declinazione, lo stesso coprilume, montato su un treppiedi di legno, diventa Hive Lamp, lampada da terra regolabile in altezza e inclinazione grazie ad un sistema di fili e carrucole.

Il collettivo francese Moustache, fondato da Stéphane Arriubergé e Massimiliano Iorio, gli ideatori del marchio Domestic, aveva debuttato lo scorso anno con la sua prima collezione proprio al Salone del Mobile.Quest’anno la loro seconda collezione verrà lanciata dal 14 al 19 aprile nello spazio Face to Superstudio Più, in Via Tortona 54.
Tra le novità che verranno presentate, e che vedete fotografate nell’immagine d’anteprima, ci sono il tavolino tondo Instant de vie di Matali Crasset, la lampada Fold Up di Bertjan Pot ispirata alle luci degli studi fotografici e l’appendiabiti Bold, l’ultimo arrivato della linea disegnata da Big-Game e inaugurata lo scorso anno con le sedie-graffette.
Studio Job ci ha abituati in questi anni a lavori surreali capaci di suscitare meraviglia (e in qualche caso anche orrore) in chi li osserva, tanto che il duo di stilisti Viktor&Rolf lo ha voluto più volte ad interpretare i set delle proprie passerelle.
Pieke Bergmans d’altra parte, con le sue lampade di vetro soffiato ci ha abituato a elementi che, discostandosi di poco dal reale, diventano magici, unici nella loro irregolarità. Dall’unione di queste entità creative nasce la collezione Wonderlamp.
Si tratta di oggetti luminosi insoliti, luce che scaturisce da punti inaspettati, solleticando il nostro senso dell’incanto. Per alimentare il senso dell’attesa poche immagini delle Wonderlamp sono state diffuse. Per svelare il mistero e osservarle da vicino l’appuntamento è presso lo showroom Dilmos durante i giorni del Salone del Mobile.
Anteprima Salone del Mobile: Wonderlamp di Studio Job e Pieke Bergmans

Gli oggetti realizzati dallo studio 157-173 Designers di Thessaloniki sembrano l’arredamento ideale per il gabinetto di uno scienziato pazzo, un novello Frankenstein che si diverte ad assemblare parti disparate di corpi morti per donargli nuova vita.
Cavi di vecchi ferri da stiro e pulegge, contrappesi e tubi innocenti, vecchi portalampada, blocchi di cemento e molto compensato di risulta: le lampade della collezione 2D Lights, immaginate da Babis Papanikolaou e Christina Tsiragelou, fondatori dello studio, non nascondono la provenienza delle singole parti, anzi rivendicano orgogliose la loro identità di creature di laboratorio.
Via | Trescool.es
Ricorda quelle lampade “ingabbiate” che vengono utilizzate da meccanici ed elettrauto per illuminare le automobili sollevate sui ponti nelle officine: si chiama Roshni Light ed è prodotta dal marchio americano The Home Port Collections.
Montata su una base di legno, con due aste estensibili di acciaio, un gancio per sorreggerla e un cavo lungo addirittura quattro metri, Roshni Light può essere un lume da comodino, una piantana da salotto o una lampada a sospensione, un tocco originale, industriale e retrò al tempo stesso.
Via | Grassrootsmodern.com
Roshni Light, la lampada ingabbiata di The Home Port Collections
