
Forse sono più essenziali che semplici: minimali e mai banali, i mobili realizzati da Max Laurell. Spartani e bellissimi esempi di come pur riducendo all’osso forme e assemblaggio si possano creare oggetti che spiccano per inventiva e qualità.
I prodotti di Laurell sono coloratissimi, interamente realizzati in legno. Geometrici in modo quasi ossessivo: panche, sedie, tavoli e perfino lampade. Tutto cercando di nascondere il più possibile alla vista gli elementi che tengono insieme la struttura.
L’ispirazione è palese: la “The Red Blue Chair” di Gerrit Rietveld è qualcosa in più di un riferimento. Pur restando abbastanza nella scia, il risultato però è talmente efficace e personale che si fa perdonare la citazione. Dopo il salto una gallery dei principali modelli disponibili.
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Soluzione semplice a un problema comune: questa, in estrema sintesi, l’idea dietro “Lampmark”: il prototipo di lampada realizzato da Damjan Stanković, designer serbo specializzato in design industriale, identity e design di interfacce. Nello specifico, l’idea qui arriva dal ‘problema’ stesso.
E’ capitato a chiunque di addormentarsi con il libro aperto: troppo assonnati o pigri per spegnere la luce e concentrati più sul non perdere il segno della pagina in corso di lettura piuttosto che sul dove poggiare il volume ‘della buonanotte’. “Lampmark” ci aiuta in entrambi i casi.
Basta poggiare il libro sulla lampada a LED per spegnerla. Vista la forma, “Lampmark” funziona benissimo anche da segnalibro e ci fa risparmiare spazio utile sul comodino. Per ora è solo un prototipo, ma la semplicità e la funzionalità sono talmente buone che -ne siamo certi- qualcuno si farà avanti molto presto per metterla in produzione.

Objeti è un’azienda statunitense che fabbrica mobili. Base a Cleveland, in Ohio, e una vagonata di buone idee in catalogo. Belli i loro “Drop Stools”, sgabelli che uniscono il calore del legno alla concretezza colorata delle gambe in alluminio, notevole anche la “Twiggy Light”: minimale lampada con due snodi sferici per orientare la luce.
Sono i tavoli “Aerialist Series” però ad averci colpito. Moduli disponibili in due colori e tre diverse tipologie, sempre caratterizzati dalla medesima forma (e per questo facilmente integrabili con l’arredamento già presente nell’ambiente prescelto).
‘Semplice’ tavolino, seduta con cuscino o un mix delle due ottenuto con un gesto ruotando la superficie e fissandola attraverso un perno al resto della struttura. Funzionali, spartani ma eleganti e con una grande attenzione al dettaglio, fedeli al famoso ‘credo’: “less is more” a cui quelli di Objeti aderiscono in pieno. Trovate alcune foto dei loro prodotti nella gallery dopo il salto.
Continua a leggere: I mobili minimali e 'trasformabili' di Objeti
No, guardate bene, non è del packaging di queste marmellate che vogliamo parlarvi: Marmeled non è una confettura da spalmare, ma una simpatica lampada a forma di barattolo, ideata da Laura Menichelli e Gianluca Ruocco Guadagno, alias Studio Semiki.
Il gel colorato viene illuminato da led ad alta luminosità, alimentati da batterie nascoste nel tappo. Il risultato è una luce diffusa, filtrata dai toni golosi delle gelatine, materiali che da sempre, in fotografia e al cinema, vengono utilizzati per colorare la luce. Per acquistare Marmeled e i prodotti a venire della linea Jellylamp, questo è il link.

Nasce dai libri, questa “Book Light” di Myung-seo Kang, una delle due designer dello studio MS (l’altra è Mi-Seung Kim). Presentata in questi giorni all ICFF in corso a New York, unisce il concetto di pop-up a un’immagine che ricorda anche la struttura a soffietto del mantice di una fisarmonica.
Aprendo e chiudendo le estremità, si dosa la quantità di luce desiderata: la sua forma particolare permette inoltre di utilizzarla sia come lampada da tavolo che come lampadario, per poi riporla chiusa quando non è più necessaria.
Myung-seo Kang e Mi-Seung Kim hanno una vera e propria fissazione per le superfici pieghettate. Nel loro catalogo c’è già un mobile diviso a metà sempre da un ‘mantice’ e una borsa che sfrutta lo stesso sistema per aumentare o diminuire la capienza. Dopo il salto, una gallery dei loro lavori.
Continua a leggere: La lampada a soffietto di Myung-seo Kang
Quel che colpisce di questa lampada è la capacità di mescolare citazioni altissime, dalle avanguardie del ‘900, De Stijl e Bauhaus, fino agli Eames, pur senza perdere uno slancio giocoso, un aspetto semplice e mai pretenzioso.
Magari è per il materiale utilizzato, del semplice compensato di betulla o per i colori pop, blu, giallo, bianco, nero e rosso accostati a quello del legno al naturale, o sarà per le forme geometriche, per i cerchi che ricordano le costruzioni per bambini: Bau Pendant, progettata dalla danese Vibeke Fonnesberg Schmidt per Normann Copenhagen è una lampada a sospensione capace di sottolineare gli interni più minimalisti come di adattarsi agli ambienti più eclettici.
Presentata al Salone del Mobile, Bau Pendant sarà però disponibile al pubblico solo dal prossimo ottobre, in due varianti, quella piccola composta da cinquantanove cerchi colorati e quella grande da ottanta pezzi.
E’ una sorta di giroscopio questo “Copernico”: lampadario realizzato da Carlotta De Bevilacqua e Paolo Dell’Ecle per Artemide, che consiste in nove ellissi concentriche ottenute da un unica superficie di alluminio. Le nove ellissi possono ruotare indipendentemente e sono disseminate con 384 LED bianchi.
Le due assi di rotazione inoltre, permettono alla luce di essere diretta in diversi modi e di illuminare in maniera più omogenea l’ambiente. Chiuso, “Copernico” è completamente piano e può concentrare una maggiore quantità di luce in un unico punto come un lampadario tradizionale.
C’è anche una versione da parete, di forma rettangolare che applica però lo stesso principio. In questo caso gli elementi concentrici sono tre. La superficie complessiva è più piccola ma contiene sempre lo stesso numero di LED, rendendola comunque in grado di sprigionare molta luce. Dopo il salto, la gallery (via).

Era già stata presentata proprio dal suo ideatore Philippe Stark lo scorso anno a Milano. Ora ha trovato una distribuzione con l’italianissima Flos che la produrrà in edizione limitata. Stiamo parlando di “Hooo!!!” una lampada che nasce dalla collaborazione di cinque diversi soggetti.
Il design è appunto di Stark. Il testo che scorre sotto forma di LED all’interno è dell’artista statunitense Jenny Holzer, la tecnologia è dell’interactive designer anglo-tedesco Moritz Waldemeyer. Infine il cristallo viene dalla Baccarat, un’industria francese che produce oggetti in vetro mentre, come vi abbiamo già annunciato, la distribuzione sarà tutta italiana.
L’oggetto in sé sarà anche un po’ eccessivo e di difficile collocazione, ma si rivolge a un mercato particolare e l’idea della matrice di LED è davvero suggestiva. Non solo trae forza dai giochi di riflessi del cristallo, ma proietta all’esterno i vari messaggi scritti dalla Holzer illuminando ulteriormente l’ambiente. Dopo il salto, un video girato durante l’esposizione.
Continua a leggere: Philippe Starck e la lampada "Hooo!!!" per Flos
Il connubio tra l’azienda belga Materialise.MGX e il duo Jan Wertel e Gernot Oberfell di Platform Studio si ripete e di nuovo si focalizza sulla riproduzione attraverso tecniche 3D di prototipazione rapida di modelli e strutture ispirate alla natura.
Dopo il tavolino ispirato ai frattali infatti i due designer si sono ispirati agli alveari per la lampada a sospensione Dragonfly.MGX. La luce color miele viene filtrata dalla forma delle celle esagonali, chiuse nella parte superiore e aperte verso il basso, creando così un gioco di colori e rifrazioni: la lampada sembra prendere vita, come un organismo senziente o forse come un enorme occhio d’insetto.
Via | Contemporist.com

Ross Lovegrove è noto per la sua capacità di sfruttare al massimo le fonti di luce tramite eleganti e innovativi oggetti di design. Un esempio per tutti, la sua “Cosmic Leaf” per Artemide, di cui vi avevamo parlato lo scorso anno. ‘Stavolta la commissione arriva da Velux, marchio italiano noto per l’attenzione nel promuovere un’edilizia sostenibile.
Il progetto è “Sun Tunnel” che, come suggerisce il nome, prevede di incanalare la luce esterna attraverso speciali tubi per poi diffonderla all’interno degli ambienti con degli speciali ‘lampadari’ a forma di goccia.
Il tunnel di Lovegrove è integrato nel tetto dell’abitazione e ricoperto da Miro-Silver®: un materiale riflettente che aumenta la capacità di diffusione di più del 98%. Ideale per offrire una soluzione ecologica in luoghi dove l’installazione di finestre è difficoltosa. Dopo il salto, immagini e schema del prodotto.
Continua a leggere: Il 'tunnel solare' di Lovegrove per Velux