
Ispirata all’eclissi solare, Nissyoku è una lampada che ricorda da vicino anche molto dell’immaginario dell’attesissimo Tron Legacy, il seguito di uno dei più famosi e citati film di fantascienza. I pannelli laterali, assicurati alla struttura centrale con dei magneti, possono muoversi in varie direzioni, determinando così angolazione e intensità della luce.
Il materiale è completamente riciclabile mentre le lampadine interne sono due led da 5 watt ciascuno: per spegnerle, è sufficiente toccare l’anello metallico posizionato al centro. Le batterie sono invece supercondensatori a carbone attivo (ibridi) che garantiscono un ciclo più rapido di carica e scarica e una maggiore durata rispetto alle normali batterie
Nissyoku per ora è solo un prototipo, ma la qualità della progettazione, la creatività impiegata nell’utilizzo dei materiali e, perché no, anche il successo di certe forme che cinema e animazione stanno riportando in voga, potrebbero permettere ai ragazzi ungheresi di Igen Design di metterlo presto sul mercato. Dopo il salto, la gallery (foto di Abel Krulik).
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Le sue posate mangiucchiate “Bite”, hanno fatto il giro del web la scorsa settimana, complice anche il tema denunciato della fame nel mondo. L’interesse per Mark A. Reigelman II è comunque del tutto giustificato, visto che realizza da tempo prodotti di design e installazioni davvero valide, con un approccio obliquo e innovativo.
In collaborazione con lo studio che porta il suo nome, sfida continuamente i luoghi comuni con oggetti molto semplici e funzionali (molto belli i suoi “Stair Squares” e la sua sedia “Duct Tape”) oppure divertendosi a modificare con degli interventi spiazzanti i luoghi della nostra quotidianità .
E’ il caso di questa installazione denominata “Home Sweet (Bus Stop) Home” in cui modifica le pensiline utilizzate per attendere gli autobus in vere e proprie stanze. Piccoli ambienti eleganti, ricchissimi di dettagli, dove (nel caso specifico) prendere un tè alla luce di una lampada da tavolo. La provocazione è evidente e riguarda -con intelligente ironia- tutte le persone meno fortunate per cui certi spazi urbani diventano una risorsa. Un ottimo modo per ricordarcene.
Lo studio scandinavo-asiatico Chen Karlsson, composto dalla coppia Chen (Chen-Yen and Hung-Ming) e dalla coppia Karlsson (Tina and Johan), ha presentato alla Stockholm Furniture Fair Favourite Things, una lampada che “mette in luce” letteralmente i vostri oggetti preferiti.
Composta da un coprilampada in polipropilene e dal contenitore trasparente sottostante, Favourite Things può ospitare piccoli oggetti, giocattoli, ninnoli, ceramiche, che ottengono così un posto privilegiato da cui essere osservati. Un foro laterale permette facilmente di collocare, ed eventualmente cambiare periodicamente, gli ospiti della lampada.
Foto | Jannis Politidis
Favourite Things, la lampada che mette in luce i vostri oggetti preferiti

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Tre oggetti. Unici denominatori comuni: legno, ingegno e un po’ di manualità . Partiamo con la Wedge Bench di Richard Beumer, Jonny Wray e Daniel Rossi. Una panchina composta da quattordici pezzi. Si incastra tutto. Colori bellissimi. Tempo stimato: cinque minuti, ma anche meno. Bye-bye Ikea.
Questa invece è una lampada da tavolo. Si chiama Clamp Lamp, l’ha ideata Dana Cannam, una designer olandese. Filo a parte, i pezzi sono tre. Minimal, elegantissima. Provvede all’illuminazione una striscia di LED. Semplice e super pratica. Tempo stimato per il montaggio: due minuti (se la presa di corrente è nei paraggi).
Il terzo oggetto sono in realtà due, ma il concept è unico. Sono il Flat Pack Bike e il Flat Pack Scooter. Rimuovete i pezzi dalla base e lasciate che i bimbi scorrazzino per casa. Il designer è Nicolas Belly, che con l’idea ha vinto l’Argus Design Competition. Il tema, ‘manco a dirlo, era “Less is More: Traveling in the Era of Simplicity”. Tempo stimato per il montaggio: dieci, quindici minuti. Tempo stimato perché il pargolo scaraventi a terra qualcosa: zero.
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Tra le creazioni di Ingo Maurer del 2009 abbiamo scovato questa divertente lampada realizzata in silicone che prende il nome di Zufall. Il materiale impiegato permette di modellare il corpo della lampada a piacere, annodandolo o allungandolo in modo da indirizzare il fascio luminoso ed integrarlo al meglio con l’ambiente circostante.
Inoltre, ogni esemplare è colato a mano e si distingue per un uso particolarmente espressivo del colore, che conferisce una vivacità pur sempre minimalista a quest’ultima creazione del designer tedesco. Disponibili due versioni, una da tavolo, che vedete nella foto, l’altra da sospensione, a cui si aggiungeranno presto nuove declinazioni in formati differenziati.
Via | At Casa
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Narra la leggenda (non è vero: sono le note biografiche) che il designer Tom Rossau ha iniziato la sua carriera a Faarevejle in Danimarca, nella cantina dell’appartamento dei suoi genitori. Come tutti i bambini danesi (occhei, non solo) era un patito dei Lego, poi, negli anni ‘90 ha cominciato a disegnare abiti in pelle e una serie di oggetti in legno.
Il successo è arrivato nel 2006, quando ha presentato le sue lampade TR4 e TR7 (non sono i nomi di due robot di Guerre Stellari) al Copenhagen Furniture Fair (poi ribattezzato CODE) e la TR7 ha ricevuto l’ “Audience Favorite Award”.
Probabilmente ispirato dalle torsioni di Frank Gehry, Rossau costruisce lampade che sono prima di ogni cosa lievi, impeccabili esempi di funzionalità , sostenibilità e attenzione al consumo energetico. Esplora le possibilità dei materiali (utilizza anche la carta) testandone la resistenza e l’adattabilità alle forme. Di seguito (via) potete ammirare in una gallery le varie fasi del suo lavoro.
Tom Rossau: come si costruisce una lampada







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Il designer Eero Aarnio ha creato per la finlandese Martela una lampada destinata a diventare un must del design moderno: si chiama Swan XL Floor Lamp e si appresta a diventare la protagonista di ambienti pieni di design.
Nonostante i suoi 80 anni passati, questo designer continua a creare con la mente fervida di un giovane artista.
Via | FurnitureStoreBlog

Micribe è uno studio di design nato dalla passione di tre giovani ragazzi eclettici: Mirko Pignatti, architetto, Cristian Lunardi, artista appassionato di grafica publicitaria, Beatrice Bacchi, laureata in lettere. Tre diverse personalità , tre diverse figure professionali pronte a ideare e realizzare progetti eclettici ed originali proprio come Lucciola, questa particolare lampada ricaricabile che riesce a portare luce in ogni dove.
Proprio dall’unione di queste tre personalità creative nasce Lucciola, la lampada ricaricabile creata in pefetta linea con l’attuale tendenza all’eco-design. Lucciola è costituita da due basilari elementi di recupero: un utensile da cucina e un faretto di bicicletta. Due elementi semplici, uniti secondo un originale layout, a formare una lampada portatile reinterpretata per creare e ridisegnare la luce, in un modo nuovo, sostenibile ma elegante ed originale!
Via | Architetturaedesign.it
Claire Norcross ha disegnato una lampada versatile, ma anche concettualmente insolita: si chiama Aperture ed è ispirata all’arte degli origami.
La particolarità di questa lampada sta nel fatto che può essere “chiusa” oppure “aperta” a seconda dell’effetto di luce che si vuole ottenere.
Per “chiusa” si intende che i boccioli pieghevoli di cui è composta rimangano serrati, creando un effetto di luce simile a quello di una doccia; quando i boccioli vengono invece “aperti”, proprio come si farebbe con gli origami di carta, la luce viene riflessa in diversi punti alle pareti, creando un gioco di luce molto particolare.
Via | FurnitureFashion
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Nasce da un ironico controsenso, questa serie di oggetti in carta di Katinka Versendaal, giovane designer di origine belga, diplomata alla Design Academy di Eindhoven. Da un lato la natura stessa degli accessori che nascono per essere esibiti, dall’altro, la forma pop-up che li ‘nasconde’.
Ispirata da Escher, la Versendaal ha creato questa serie, in mostra durante la settimana del design olandese. Una lampada da tavolo, due candelabri e una cesta per la frutta che si ripiegano su se stessi all’occorrenza e possono essere agilmente spostati altrove per lasciare spazio sulle superfici.
Oltre alla maestria nel concepire e adattare le forme per la carta, Katinka Versendaal è stata comunque capace di creare degli oggetti suggestivi. Il materiale diffonde piacevolmente la luce e gli incastri restituiscono un fascino geometrico. Sul suo Flickr, altre immagini delle creazioni.
Continua a leggere: Gli oggetti da tavola pop-up di Katinka Versendaal