Era stata annunciata durante la precedente edizione del Salone del Mobile e la Kartell ha ufficializzato con un comunicato l’uscita della nuova versione della famosissima “4801″: la sedia progettata da Joe Colombo nel 1965 per la stessa azienda.
Uno dei simboli del design italiano e mondiale, è l’occasione per festeggiare i sessant’anni di Kartell e per sancire l’innovazione apportata dal marchio. La “4801″ infatti, fu l’unico prodotto interamente realizzato in legno. Compensato curvato, pressato e laccato con vernici di poliestere che oggi diventa polimetilmetacrilato (PMMA) grazie allo stampaggio industriale. Tre le colorazioni disponibili (cristallo, bianco e nero), edizione limitata in vendita a 1500 euro.
Siamo a Rho ma sembra Coney Island: in fiera, presso lo stand di Kartell, l’atmosfera è quanto di più festoso, animato e al tempo stesso ironico tra quanto avvistato tra gli affollati padiglioni.
Tutto merito dell’installazione di Ferruccio Laviani, già firma storica del catalogo Kartell, qui in veste di progettista per il maxi allestimento dedicato all’anniversario dei cinquant’anni del Salone del Mobile. In tanta giocosa maestosità, il protagonismo dei nuovi pezzi è forse un po’ in secondo piano, ma non mancano le nuove proposte declinate tra pezzi di arredamento e illuminazione e realizzate con un ventaglio di materiali particolarmente ampio, che includono persino alcune sedute imbottite (Audrey di Piero Lissoni e Foliage di Patricia Urquiola).
Da segnalare, oltre alla commercializzazione di The Invisibles, anche la riedizione di un pezzo storico del catalogo aziendale, la poltrona 4801 di Joe Colombo qui riproposta in plastica nelle versioni trasparente e nero.
Kartell al Salone del Mobile 2011
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L’anno scorso avevamo intervistato il designer Tokujin Yoshioka in merito alla collezione The Invisibles, realizzata per Kartell e presentata al Salone del Mobile 2010. Quest’anno il progetto “invisibile” continua con la collezione “The Invisibles Light”, che sarà presentata al Salone del Mobile 2011.
La nuova collezione riprende sostanzialmente quella precedente, rendendo però le forme in acrilico trasparente ancora più sottili e snelle, in modo da creare oggetti quasi eterei.
In effetti l’intento del designer è proprio quello di dare vita ad oggetti che si “sciolgano” nella vita quotidiana delle persone come l’aria, che scappino dal mondo materiale, dando vita con la luce a presenze del tutto inedite e come sospese.
Guardando le immagini di questa serie di tavoli e sedute, l’impressione è proprio quella di incontrarsi con entità leggere, impalpabili, quasi, appunto, invisibili.
Via | Dezeen
Analog Media Lab è un laboratorio dell’Università dell’Illinois, che studia il rapporto tra il comportamento degli insetti e quello umano. Il suo fine è analizzare il comportamento di insetti considerati invasivi all’interno degli ambienti domestici.
David L. Hays, Kevin Stewart e Shuangshuang Wu, fondatori del laboratorio, hanno quindi ricreato un ambiente artificiale, un terrario trasparente, collegato all’esterno con dei tubi di gomma, trasparenti anch’essi, che permettono agli insetti di spostarsi dall’esterno della casa ad un ambiente interno, collegato all’esterno ma completamente isolato dal resto dell’abitazione.
Per realizzare tutto ciò i tre studiosi hanno scelto, insieme ad una poltroncina rococò modificata per l’occasione, la sedia trasparente per eccellenza, la Ghost Chair disegnata da Starck per Kartell che, grazie a un doppio fondo, è stata trasformata in una sorta di incubatrice per formiche, zanzare o falene.
Via | Pruned

Un po’ libreria e un po’ parete divisoria. Questo lo spirito del nuovo progetto che Studio Nendo ha recentemente presentato presso lo stand total black di Kartell allo scorso Salone del Mobile.
Sundial, questo il nome del prodotto, si distingue per l’uso inedito dei separatori mobili che segmentano i quattro scaffali: oltre a funzionare come sostegno per i libri, infatti, possono anche anche essere inclinati rendendo la libreria uno strumento dinamico di interazione con la luce e le sue ombre. Perfetta per ritagliare uno spazio nello spazio, ad esempio in un ambiente molto vasto, regolando a piacimento l’illumminazione naturale desiderata.
Le dimensioni, abbastanza contenute (165×100x35), rendono Sundial un’opzione versatile adatta anche ad un inserimento in ambienti già arredati.
Il flagship store milanese di Kartell è il teatro dell’installazione che Tokujin Yoshioka ha realizzato per il lancio della nuova collezione The Invisibles. Un’occasione graditissima, da parte nostra, per rivolgergli alcune domande sui nuovi pezzi, inaugurando di fatto anche il nostro viaggio tra le proposte e le novità del Salone del Mobile 2010.
Su Designerblog abbiamo già pubblicato un’anteprima dalla collezione The Invisibles. Tra i commenti nel nostro blog c’è chi, non potendo ancora vedere i prodotti, si è chiesto: ma la sedia non sarà un po’ troppo pesante?
Tokujin Yoshioka: Effettivamente la collezione ha preso spunto da un’opera che avevo progettato precedentemente, Water Block, interamente realizzata in vetro. Successivamente, ho proposto a Claudio Luti di sviluppare questo concept per Kartell. Lui ha raccolto l’idea e il prodotto è stato implementato tecnologicamente in modo da offrire uno spessore adeguato e un peso compatibile.
Con Ami Ami, del 2008, l’ispirazione scaturiva dalla trama del tessuto, con un riferimento particolare alle tecniche giapponesi. Un elemento tangibile, dunque. Con The Invisibles, invece, ti sei confrontato con l’immaterialità.
Tokujin Yoshioka: Più che una dicotomia materiale/immateriale, la collezione è stata progettata per lasciare agli utenti una sensazione di immaterialità. Ovviamente il design è una disciplina che ha a che fare con la materia, ma è proprio grazie all’espressione della nostra creatività che come designer ci possiamo spingere oltre i limiti della disciplina. Verso l’immaterialità, in questo caso.
Continua a leggere: The Invisibles per Kartell: Designerblog intervista Tokujin Yoshioka

Sarà inaugurata il prossimo 13 aprile, in concomitanza con l’apertura del Salone del Mobile, la mostra Grafica del Made in Italy. Comunicazione e aziende del design 1950-1980 che raccoglie le migliori esperienze di progetti di comunicazione legati ai grandi marchi del design made in Italy: Guzzini, Kartell, Pirelli, Montecatini, Rinascente, Zanotta, Boffi e Cassina solo per citarne alcuni.
Progetti di grandi firme, da Mimmo Castellano a Massimo Vignelli, da Bruno Munari a Bob Noorda che attraverso il disegno di loghi e cataloghi, inviti, annunci e pubblicità hanno raccontato lo stile e l’innovazione dei marchi italiani a partire dagli anni ‘50. Curata da Mario Piazza con la collaborazione di Lorenzo Grazzani, l’esposizione sarà visitabile negli spazi dell’Aiap in via Ponchielli, 3 fino al 23 aprile, dalle 10.00 alle 18.00

“Negli ultimi anni ho pensato ad un design in grado di includere fenomeni naturali ed elementi invisibili come sensi, vento e luce”.
Così, il designer giapponese Tokujin Yoshioka (che ritroviamo a stretto giro su Designerblog dopo la Rainbow Church) ha progettato una collezione -una sedia, un tavolo, un divano, una panca- di mobili invisibili realizzati in policarbonato trasparente. Nuova la tecnologia impiegata che, a quanto sembra, ha permesso di realizzare volumi unici di materiale particolarmente spessi.
L’effetto della sedia che vediamo qui sopra? Essere sospesi nell’aria. La collezione sarà presentata da Kartell, che l’ha prodotta, al prossimo Salone. Dopo il salto, un’altra immagine della sedia.
Via | Mocoloco
Continua a leggere: The Invisibles, la novità Kartell firmata Tokujin Yoshioka
Patrick Jouin ha i modi gentili e modesti (potremmo persino dire timidi) di chi non ha nulla della star. Non che gli manchino i titoli per tirarsela: a 37 anni, infatti, ha già firmato alcuni tra i progetti recenti a più alta visibilità della Francia, come il ristorante Jules Vernes, al secondo piano della Tour Eiffel, o la bicicletta Vélib, che circola in migliaia di esemplari per le strade di Parigi. Ora, l’ultima celebrazione è quella del Centre Pompidou, che gli dedica una personale dal titolo La substance du design, aperta fino al 24 maggio.
L’esposizione, organizzata con il sostegno di G.H. Mumm, che ringraziamo per l’invito, racconta bene un approccio al progetto incentrato su un dialogo incessante e senza sconti con il committente, interlocutore insostituibile per rendere il prodotto non una forma di esaltazione narcisistica, ma un bene a servizio dell’utente finale. Il tutto, senza perdere di vista l’ergonomia e non sottraendosi a sperimentazioni dall’esito tutt’altro che scontato.
Continua a leggere: Patrick Jouin, la Sostanza del Design al Centre Pompidou
Il Moma come indicatore delle tendenze di acquisto nel settore accessori di design? Beh, perché no in fondo? Inutile negare che l’istituzione newyorkese sappia il fatto suo anche nel campo dei design store, tra i primi ad inaugurare all’interno di una struttura museale.
Bene, ecco duque a voi alcuni prodotti in anteprima della selezione 2010 primavera estate. Nella gallery, il vassoio in melamina e porcellana, disegnato da Jonas Bjerre-Poulsen e Kasper Rønn, che mantiene freddi i cibi grazie ad uno strato intermedio contenente gel ghiacciato. Quindi, il porta biglietti da visita in silicone di Matthew Waldman per Nooka, il Panier Table dei Bouroullec per Kartell e una lampada a Led ricaricabile via usb. Per finire, una bilancia portatile, l’uccellino magnetico di Rodrigo Torres per Alessi e le maschere in carta per bambini del marchio francese Mitik.
Via | Coolhunting
Anteprima Moma Design Store 2010
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