Cosa succederebbe se i mobili venissero “contagiati” dalle radiazioni nucleari? La questione è un po’ pretestuosa, ma non sembra poi così fuori luogo in tempi in cui sono in molti a caldeggiare il ritorno a questa forma di energia.
La curiosità è venuta ai giovani francesi di Nocc (Jean-Christophe Orthlieb e Juan Pablo Naranjo), che si sono divertiti a sperimentare la progettazione di una sedia e di un tavolino dai geni mutati. La collezione è esposta in questi giorni presso lo spazio “Talent à la carte” di Maison&Objet.
Via | Plusmood
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Lo studio parigino NOCC fondato da Juan Pablo Naranjo e Jean-Christophe Orthlieb, con il motto “NOCC is here to serve you”, ha ideato un modo davvero originale e pieno di senso per legare il nome di un oggetto alla sua forma e alla voce del suo acquirente. Ecco come: una voce pronuncia la parola “porta candele”. La parola produce un’onda sonora, un segno grafico che rappresenta l’ampiezza del segnale acustico prodotto da quelle parole.
L’onda viene trasformata in un modello 3D e successivamente in un oggetto in poliammide, vaso, candelabro o altri tipi di complementi d’arredo, attraverso tecniche di prototipazione e realizzazione rapida. Poiché ogni voce è differente e ogni parola scandita dà forma a un’onda differente, ogni oggetto sarà diverso da tutti gli altri, identico solo alla visualizzazione del modo in cui viene chiamato.
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