Di esempi ce ne sono così tanti che la tendenza è presto detta. Del resto, come negarne l’appeal? I classici del design, tali in virtù della loro contemporaneità evergreen, conquistano un fascino rinnovato grazie alla scelta di punte di colore studiatissime e alla moda. In qualche caso persino firmate da designer di grido, come nel caso delle sedie 7 di Jacobsen di cui avevamo già parlato qualche tempo fa.
Vediamolo, dunque, qualche esempio. La lampada PH50 di Luis Poulsen si anima di una nuova brillantezza nei colori del rosso, wasabi, azzurro pallido. Oltre ai sui celebri look industriali, Jielde sceglie, tra gli altri, il viola, il mostarda, e il color cioccolato. Il tavolo Petalo, di Charlotte Perriand per Cassina I Maestri, rivive nelle cromie dell’arcobaleno. Un trend che si allargherà anche ad altri marchi storici?
Nuove cartelle colori per i classici del design
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Siamo nel sud della Francia, e si vede: bianco predominante su pareti e superfici, elementi retro come vasche e lavandini, vecchi mobili di arte povera e lampade Jielde. Mancano solo le piante di lavanda, ma dell’esterno di questa casa di proprietà della famiglia del fotografo Julien Oppelheim non abbiamo notizia. Gli scatti sugli interni, da lui realizzati, convincono per uno styling giocato su pochi dettagli della tradizione, mescolati senza severità ad artwork contemporanei alle pareti. Un posto al sole dove soggiornare in assoluto relax.
Via | Les Carnets du Design
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I design addicted della capitale possono contare su un nuovo indirizzo dove scovare il loro oggetto dei sogni. Dopo il piccolo avamposto al rione Monti, punto vendita di design&food che già ci aveva abituato a piacevoli sorprese, ha aperto i battenti MIA via di Ripetta, showroom di arredamento e complementi d’arredo con la spiccata vocazione per pezzi rari e a tiratura limitata.
Molto accurata la selezione, che orchestra pezzi vintage più o meno noti, come le sedie Tolix e le lampade Jielde, alle produzioni dei più blasonati designer contemporanei, con un debole dichiarato verso gli olandesi. Particolare anche la scelta di privilegiare oggetti provenienti dall’Africa, come specchi, bottiglie ed animali di pezza contraddistinti da un uso a dir poco spregiudicato del colore.
Se ancora non vi avessi convinto, vi segnalo che la visita vale anche solo per dare un’occhiata alla bellissima struttura, un ex convento che ha mantenuto gli ampi volumi degli spazi e dei soffitti insieme ai rivestimenti e ai pavimenti originari. Da Gennaio, in programma numerose mostre ed iniziative di design. Stay tuned!
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