
Un gran bel mix di caos e ordine, una serie di ambienti che riescono ad essere contemporaneamente accoglienti e creativi, specchio fedele dell’atmosfera che sicuramente si respira negli uffici di una delle società che ha rivoluzionato negli ultimi anni il modo di comunicare on line.
Parliamo di Skype e dei suoi uffici al civico 2 di Stephen Street a Londra, che si dividono tra gli spazi affollati in cui si lavora e si programma senza sosta per dare vita alle nuove release e quelli più ’soft’, con grandi divani, gli immancabili giochi per rilassarsi, una sala ‘lounge’ più tranquilla che somiglia molto a un’abitazione privata.
Unica nota difficilmente comprensibile nella sede britannica del servizio VoIP lanciato ormai otto anni fa, sono due curiose ’selle’ nell’area svago. Somigliano a tori meccanici, probabilmente saranno dotati di qualche microfono nascosto per videochiamare i colleghi quando si batte il record di permanenza. Dopo il salto (via), la gallery.

Paul Coudamy, architetto e designer francese, mette a segno un altro colpo nell’arredamento non convenzionale di interni. Dopo aver dimostrato con My Caravan Studio come fosse possibile ricavare il massimo da uno spazio di soli 28 mq tramite mobili da spostare e riporre l’uno dentro l’altro e dei cuscini-divano come pareti divisorie.
Lo sfruttamento intelligente delle pareti è ancora una volta al centro di un suo lavoro: questo “Swollen Wall Appartement” in cui però alla necessità di economizzare lo spazio (ottenuta con una struttura che si adatta perfettamente agli ambienti), viene conciliata con un’idea di maggiore dinamismo.
La griglia della libreria, composta prevalentemente da quadrati di 20×20 cm (misura calcolata sulle dimensioni dei tascabili), non è parallela alle pareti ma si gonfia per tutti i diciassette metri di lunghezza, formando ondeggiamenti che contrastano con gli angoli interni delle stanze e del mobile stesso. Dopo il salto, una gallery del lavoro completato.
Foto | via
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L’atto creativo è un’esperienza profondamente soddisfacente. Partire da un’idea astratta, dargli forma, definirne le proporzioni, tracciarne le linee, integrare la funzionalità e rendere reale una scintilla di immaginazione dotandola di una presenza fisica è un processo che mi da grande gioia.
Sono parole di Vincent Leman, designer che realizza “Dust Furniture”: spettacolari pezzi unici, mobili frutto non solo di una grande abilità nel ‘chiedere’ alle forme di adattarsi alle sue idee, ma caratterizzati anche da uno stile che riassume moltissime influenze.
Immaginate di entrare in un ambiente in cui le fantasie liquide di Dalì si uniscono al -l’accostamento non è casuale- mondo della versione di “Alice nel paese delle meraviglie” disegnata da Disney. Arredamento sghembo e sinuoso, colori ‘pop’ e forme particolari che ne generano altrettante in incastri improbabili.
Armadi e cassettiere che sembrano potersi animare da un momento all’altro, elementi di arredo che riescono ad essere contemporaneamente eleganti e spiazzanti. Forse difficili da integrare negli interni tradizionali, ma -visti i risultati- chi avrebbe mai il coraggio di chiedere a Leman di lavorare diversamente?

Quest’anno, la bambola più famosa del mondo ha compiuto il 50esimo anniversario. La Barbie è sicuramente un oggetto di culto per quasi tutte le donne del mondo, qualcosa mi dice però che a Shanghai la prendono un po’ più sul serio…
Progettato dallo Slade Studio, il Barbie Shanghai è il delirio consumistico applicato a un’unica icona. Un intero palazzo (con tanto di caffetteria) per acquistare, leggere, personalizzare, collezionare tutto quello che riguarda il giocattolo più famoso della Mattel, all’interno di un luogo completamente customizzato con toni e linee legati all’universo Barbie.
Follia organizzata o geniale esplosione di design in tinta rosa shocking? A voi l’ardua -davvero- sentenza. Intanto, di seguito, una gallery del ‘tempio’.