
Sempre sia lodata la pazienza dei collezionisti che scansionano il materiale gelosamente custodito. Applausi e riconoscenza a quelli che poi decidono di metterlo anche a disposizione online.
I nostri più sinceri ringraziamenti vanno oggi a Peter Surrena di Philadelphia, colui che gestisce Weetstraw: un sito che raduna alcune delle migliori immagini provenienti dalle pubblicazioni del passato riguardanti il design. Si passa dall’arredamento di interni ai volumi che trattano il merchandising, fino a libri e riviste come quelli che vi presentiamo oggi.
Sull’ “Industrial Design Magazine” e su “Industrial Design in America” tra gli anni ‘50 e ‘70 vennero pubblicati articoli e saggi su alcuni dei prodotti più innovativi (per l’epoca) in circolazione. Grazie al lavoro di Weetstraw, possiamo farcene un’idea scorrendo le immagini e scoprendo oggetti il cui design ha influenzato notevolmente anche molto di quanto ci circonda oggi. Dopo il salto, una gallery.
Continua a leggere: Le raccolte dell'Industrial Design Magazine dagli anni '50 ai '70

Prima di tutto andate a leggervi le guide di Giulia. Ok. “Fffatto?” (come diceva qualcuno..). Ora siete pronti per una serie di applicazioni da installare sul vostro smartphone preferito, per non perdervi nella miriade di proposte tra cui vi aggirerete a partire da domani.
Iniziamo con la guida per iPhone di Atcasa. Molto ben fatta e dettagliata: la trovate seguendo questo link. Indispensabile la guida al Fuorisalone che trovate sul sito della rassegna. Funziona con gli smartphone e potete scaricarla a questo indirizzo. Immancabile anche quella realizzata da Iterni (sempre per il Fuorisalone). Disponibile per iPhone, è in download qui, include anche contenuti e “Zee Milano”: un ottima risorsa per localizzare ristoranti, hotel e servizi di varia utilità.
Infine vi proponiamo la guida di DesignIT che vi permette di consultare tutta la lista degli espositori, degli eventi e la mappa dei padiglioni de I Saloni, tutte informazioni indispensabili per orientarsi con il vostro iPhone o smartphone (entrambi supportati). La trovate a questo indirizzo. Mano al telefono, quindi. Scarpe comode, molta pazienza e la vostra curiosità al seguito. Buon Salone!

Non sarà certo il rinnovamento che fedeli -e non- attendono, ma quello che gli architetti dello studio BRB (Butler Rogers Baskett) hanno realizzato, può essere comunque considerato un primo passo affascinante per tutti quelli convinti che la forma sia il primo dei contenuti.
Commissionata dalla Trinity School di New York, la “Johnson Chapel” reinterpretata dal trio BRB, si è anche accaparrata l’AIA New York 2010 Design Award e, guardandola, non è difficile capire il perché. Mix calibrato e funzionale di tradizione e linee minimali che giocano in sottrazione.
Una parete in legno che integra porte e sedute, un’apertura nel soffitto che la luce attraversa con diverse inclinazioni in diversi momenti della giornata, arredi essenziali e, su un lato, un greto di pietre su cui scorre l’acqua che arriva da una fontanella impiantata all’interno di una roccia. Che crediate o meno nel potere della preghiera, il luogo rimane davvero suggestivo. Dopo il salto, la gallery (via).
Continua a leggere: BRB: la "Johnson Chapel" della Trinity School di New York

Un gran bel mix di caos e ordine, una serie di ambienti che riescono ad essere contemporaneamente accoglienti e creativi, specchio fedele dell’atmosfera che sicuramente si respira negli uffici di una delle società che ha rivoluzionato negli ultimi anni il modo di comunicare on line.
Parliamo di Skype e dei suoi uffici al civico 2 di Stephen Street a Londra, che si dividono tra gli spazi affollati in cui si lavora e si programma senza sosta per dare vita alle nuove release e quelli più ’soft’, con grandi divani, gli immancabili giochi per rilassarsi, una sala ‘lounge’ più tranquilla che somiglia molto a un’abitazione privata.
Unica nota difficilmente comprensibile nella sede britannica del servizio VoIP lanciato ormai otto anni fa, sono due curiose ’selle’ nell’area svago. Somigliano a tori meccanici, probabilmente saranno dotati di qualche microfono nascosto per videochiamare i colleghi quando si batte il record di permanenza. Dopo il salto (via), la gallery.

Paul Coudamy, architetto e designer francese, mette a segno un altro colpo nell’arredamento non convenzionale di interni. Dopo aver dimostrato con My Caravan Studio come fosse possibile ricavare il massimo da uno spazio di soli 28 mq tramite mobili da spostare e riporre l’uno dentro l’altro e dei cuscini-divano come pareti divisorie.
Lo sfruttamento intelligente delle pareti è ancora una volta al centro di un suo lavoro: questo “Swollen Wall Appartement” in cui però alla necessità di economizzare lo spazio (ottenuta con una struttura che si adatta perfettamente agli ambienti), viene conciliata con un’idea di maggiore dinamismo.
La griglia della libreria, composta prevalentemente da quadrati di 20×20 cm (misura calcolata sulle dimensioni dei tascabili), non è parallela alle pareti ma si gonfia per tutti i diciassette metri di lunghezza, formando ondeggiamenti che contrastano con gli angoli interni delle stanze e del mobile stesso. Dopo il salto, una gallery del lavoro completato.
Foto | via
Continua a leggere: Paul Coudamy: "Swollen Wall Appartement"

L’atto creativo è un’esperienza profondamente soddisfacente. Partire da un’idea astratta, dargli forma, definirne le proporzioni, tracciarne le linee, integrare la funzionalità e rendere reale una scintilla di immaginazione dotandola di una presenza fisica è un processo che mi da grande gioia.
Sono parole di Vincent Leman, designer che realizza “Dust Furniture”: spettacolari pezzi unici, mobili frutto non solo di una grande abilità nel ‘chiedere’ alle forme di adattarsi alle sue idee, ma caratterizzati anche da uno stile che riassume moltissime influenze.
Immaginate di entrare in un ambiente in cui le fantasie liquide di Dalì si uniscono al -l’accostamento non è casuale- mondo della versione di “Alice nel paese delle meraviglie” disegnata da Disney. Arredamento sghembo e sinuoso, colori ‘pop’ e forme particolari che ne generano altrettante in incastri improbabili.
Armadi e cassettiere che sembrano potersi animare da un momento all’altro, elementi di arredo che riescono ad essere contemporaneamente eleganti e spiazzanti. Forse difficili da integrare negli interni tradizionali, ma -visti i risultati- chi avrebbe mai il coraggio di chiedere a Leman di lavorare diversamente?

Quest’anno, la bambola più famosa del mondo ha compiuto il 50esimo anniversario. La Barbie è sicuramente un oggetto di culto per quasi tutte le donne del mondo, qualcosa mi dice però che a Shanghai la prendono un po’ più sul serio…
Progettato dallo Slade Studio, il Barbie Shanghai è il delirio consumistico applicato a un’unica icona. Un intero palazzo (con tanto di caffetteria) per acquistare, leggere, personalizzare, collezionare tutto quello che riguarda il giocattolo più famoso della Mattel, all’interno di un luogo completamente customizzato con toni e linee legati all’universo Barbie.
Follia organizzata o geniale esplosione di design in tinta rosa shocking? A voi l’ardua -davvero- sentenza. Intanto, di seguito, una gallery del ‘tempio’.