Gli stickers prodotti dai californiani Blik li conosciamo ormai bene, le loro grafiche da parete, i progetti realizzati su misura e le collaborazioni con illustratori famosi, indie band e addirittura la Disney. Ora Lifework, uno dei blog del gruppo Herman Miller, ci dà l’opportunità di dare un’occhiata anche all’interior design dei oro uffici.
I fondatori di Blik Scott Flora e Jerinne Neils condividono uno spazio caratterizzato, neanche a dirlo, da veri e propri collage a tutta parete che interagiscono con le aperture che mettono in comunicazione con i diversi ambienti. Una linea gialla, come un filo conduttore, lega immagini e spazi, i pochi mobili dalle linee minimali e informali e dai colori sgargianti, come le due poltrone sacco in azzurro e porpora.
Oltre ad alcuni degli stickers più popolari del brand (dalle foto fanno capolino Color Wheel e Love), illustrazioni e artwork incorniciati sono disseminati un po’ ovunque in questo ambiente informale, di cui Lifework cattura non solo visivamente le atmosfere, ma anche acusticamente, riportando le playlist della “musica da lavoro” preferita da Scott e Jerinne.
Ideato dallo studio olandese Kapteinbolt, fondato Louwrien Kaptein e da Menno Bolt, Flxs è un progetto che propone un’interessante soluzione al problema degli spazi di lavoro e contemporaneamente all’annosa questione della separazione delle differenti postazioni che devono convivere in un unico ambiente.
Flxs è composto da due pannelli che si aprono a libro, a formare due pareti. Dalle pareti si staccano degli elementi che diventano tridimensionali, ruotando su dei perni e incastrandosi tra di loro a formare una scrivania, delle sedute, degli scaffali.
Un ufficio si crea in un momento a partire da due lastre poco più che bidimensionali, come se un’intera workstation prendesse vita da un libro pop-up di dimensioni umane. Tra l’altro, pur a partire da un concept totalmente differente e con effetti che vanno in tutt’altra direzione, quella della workstation pop up è un’idea che abbiamo già visto!
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È vero, l’uso intensivo dei computer e di internet e di tutti i mobile devices ha reso l’ufficio, inteso come spazio fisico, superfluo alla buona riuscita di un’impresa. Ci si incontra sempre di meno, non si ha bisogno di enormi scaffali in cui archiviare documenti, le tecnologie sono tutte miniaturizzate.
Eppure il progetto di workstation pop-up, il Pop-Up Office dei designer austriaci Liddy Scheffknecht e Armin B. Wagner suona ancora come una provocazione, anche se d’effetto: un doppio foglio di cartone dalle dimensioni enormi, si apre a rivelare una sedia e una scrivania, proprio come in un libro. Il Merlino di La Spada nella Roccia non avrebbe saputo fare di meglio.
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