Si chiama Smile la nuova poltrona disegnata da Andrea Fino e Samanta Snidaro per il marchio italiano Sand & Birch Luxury Design, e il suo nome lo deve alla linea morbida della sua seduta, che ricorda proprio una bocca curvata da un sorriso.
Il suo stile è informale ma elegante la rende capace d’inserirsi in ambienti molto diversi tra loro: sarà disponibile in due modelli, nella versione rivestita di velluto grigio e cotone bianco trapuntato per l’interno, oppure nella versione in poliuretano rigido, in due colori bianco e blu, adatta presumibilmente anche in esterni.
Smile, la nuova poltrona di Sand

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Wonderwall è lo studio di design che ha recentemente progettato il nuovo flagship store Nike a Tokyo. Caratteristica principale dello spazio, la sua ampiezza, addirittura nel genere la più grande del Giappone con una metratura di di 946 mq, destinata senz’altro a catalizzare l’attenzione di tutti i clienti più fidelizzati e non solo.
Il concept? Trasformare il negozio in un terreno da gioco, un richiamo vero e proprio alle specifiche dei campi delle diverse discipline sportive, ma anche un riferimento libero e gioioso all’esperienza dello sport.
Belli alcuni dettagli che rendono lo spazio particolarmente espressivo, come la teca con i calchi dei piedi o le stampe per le suole usate come rivestimento murario.
Via | Me Design Mag
Foto | Kozo Takayama
Il nuovo flagshipstore Nike a Tokyo
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Immaginatevi una delle vie più esclusive di Parigi. Immaginatevi uno dei suoi hotel più blasonati, il Plaza Athénée, in una splendida struttura del settecento riconvertita a albergo simbolo agli inizi del Novecento. Immaginate, poi, che ai fornelli del ristorante sieda niente meno che il grande Alain Ducasse, uno, per intenderci, che sulla guida Michelin si aggiudica costantemente 3 -dico 3- stelle per i suoi “manicaretti”.
Insomma, il massimo del lusso e della grandeur, sempre che un certo effetto cartolina non renda il tutto a rischio di un sapore un po’ stantio. La soluzione? Interpellare i designer. In questo caso, il Patrick Jouin di cui abbiamo avuto modo di parlarvi poco tempo fa, e che ritroviamo qui alle prese con la riprogettazione del ristorante (quello di Ducasse, per l’appunto) e dell’attiguo spazio bar. Doppietta, per inciso, nata da una contingenza molto particolare: dopo aver finito la ristrutturazione del ristorante, un incendio ha mandato in fumo la zona del bar, ed ecco Jouin chiamato nuovamente ad intervenire!
In entrambi i casi, un sofisticato stile classico contemporaneo dialoga con i substrati e i decori precedenti, vincolati dalla Sovrintendenza parigina e quindi di fatto intoccabili e inamovibili. Per aggirare l’ostacolo, in sala da pranzo Jouin ha arricchito il mastodontico lampadario di cristallo a goccia con altri pendenti dalla sospensione invisibile, ricreando una sensazione di pioggia luccicante e lussureggiante di grandissimo impatto emotivo. Nel bar, invece, un enorme lampadario ultracontemporaneo spezza l’uniformità della boiseire (una copia ricostruita dopo l’incendio), grazie anche all’affiancamento a quadri scenografici in tessuto retroilluminato.
Un progetto, questo, che conferma il rapporto privilegiato di Jouin con l’enogastronomia, già conceretizzatosi con i progetti di Pastapot per Alessi, Tarti’nutella per Ferrero e con il secchiello per champagne Georges realizzato ultimamente per Mumm, in anteprima al prossimo Salone del Mobile.
Il bar e il ristorante dell’Hotel Plaza Athénée a Parigi
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Più che una casa sull’albero, la Wilkinson Residence è una casa tra gli alberi. Costruita in una fitta boscaglia nei dintorni di Portland, si sviluppa in altezza e permette ai propri abitanti di rapportarsi costantemente alle chiome degli alberi che la circondano.
Le richieste per l’architetto da parte dei committenti? Costruire un ambiente ideale per garantire ad ogni membro della famiglia di suonare i propri strumenti musicali (ma chi li potrebbe mai disturbare in un luogo così remoto?), e un’ampia cucina per pranzi gourmet.
Insomma, la relazione privilegiata con la natura non mina le esigenze di praticità e comfort. Un grandi salone, una sala da pranzo, una stanza per la meditazione, il tutto circondato da grandi terrazze. Scontata, ma non per questo meno bella, la scelta del legno e la prevalenza di forme organiche.
Via | Apartment Theraphy
Wilkinson residence: la casa tra gli alberi
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Ideali in uno studio, o sulla scrivania in casa dedicata al lavoro, queste lampade disegnate dallo studio di Seattle Laura Lights. Si tratta di lumi da tavolo di ispirazione tipografica, i cui cappelli sono decorati con caratteri e cifre.
La base di ogni lume è realizzato in acciaio colorato a polvere in nero, mentre il paralume è ottenuto, con un procedimento artigianale, da fogli di carta di riso kinwashi su cui i decori sono disegnati a mano. Per gli amanti dello stile orientale, c’è anche una versione con ideogrammi.

Probabilmente Pantone sta cercando negli ultimi tempi di capitalizzare la fama del suo marchio attraverso prodotti che siano in grado di raggiungere un pubblico sempre più ampio, anche grazie alla tecnologia. Così dopo l’enorme successo delle tazze con i codici cromatici, delle sedie o degli orologi, Pantone ha ideato anche applicazioni per iPhone.
E mentre myPantone è un utile tool per professionisti in movimento, Colorstrology è invece una forma di intrattenimento per tutti gli amanti dei colori e soprattutto per gli appassionati di astrologia, ideato per Pantone dall’astrologa Michele Bernhardt.
Colostrology è un’applicazione per iPhone, ma anche un widget per dashboard (per Mac), e un sito web su cui poter scoprire quale colore (e codice Pantone) è associato al vostro giorno di nascita, con tanto di profilo caratteriale.
Continua a leggere: Pantone e l'astrologia: scopri di che colore sei con Colorstrology!
La casa mobile è un po’ un sogno di libertà . Mettici l’idea di poterla spostare a piacimento, mettici il gusto di una vita più semplice e informale. In più c’è anche un valore democratico: una casa “tanto carina”, ma a prezzi certamente più contenuti.
E se già lo stile Cabanon ha avuto i suoi natali illustri (Le Corbusier docet), non bisogna dimenticare che il ritorno a prefabbricati ben realizzati e pieni di fascino è senz’altro una piccola, ritrovata conquista di questi ultimi anni.
Un ultimo esempio arriva dal team di Hangar Design Group, che ha progettato due differenti modelli battezzati Suite Home (stile urban chic) e Joshua Tree (orientamento residenza di campagna minimal). La sensazione, gradevole, è che non si tratti di case di serie b, grazie soprattutto ad una accurata suddivisione dei volumi e alla qualità dei materiali impiegati. Non esclusa la possibilità di piazzare i prefabbricati anche su qualche attico cittadino.
Via | Yatzer
La Home Sweet *Mobile* Home di Hangar Design Group
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“Leaf House” è un cottage situato di fronte all’Oceano Pacifico, a Sidney, ma non si tratta di una costruzione qualunque, perchè l’impatto estetico che regala è fortemente scenografico.
La forma che ha ispirato gli architetti dello studio Undercurrent Architects è quella di una sinuosa pianta, dalle grandi foglie coprenti (che non a caso costituiscono il tetto) e dai rami fluenti e attorcigliati.
Il risultato è una costruzione che gode di una vista spettacolare verso l’esterno, ma che offre anche una scenografia particolarissima all’interno. Nel video anche qualche immagine relativa alla sua costruzione.
Continua a leggere: Un cottage che imita le forme di una pianta
myPantone è un’applicazione per iPhone pensata appositamente per professionisti, graphic o interior designer che vogliono avere le proprie library di colori sempre con loro. Le funzioni sono tante e studiate per permettere l’interazione tra i codici di quattro system libraries Pantone e la realtà .
A partire da una foto, l’applicazione è in grado di suggerire le tonalità che più si avvicinano al colore catturato e poi combinazioni, analoghi e complementari, salvare palette e diffonderle via mail, in formato html o addirittura in un formato riconoscibile dai software Adobe.
O se proprio volete gridare al mondo la vostra scelta cromatica, myPantone vi permette di condividere la vostra palette su Twitter e Facebook e, perché no, di taggarla su GPS, per ricordarvi per sempre dove avete incontrato quel determinato colore.
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Casa Lever è una struttura nata nei primi anni ‘50 per ospitare gli uffici della Lever Brothers: un’azienda inglese che produceva saponi. Oltre mezzo secolo dopo, in seguito a un periodo di chiusura è stata riportata in vita dal genio di Marc Newson, l’arcinoto designer australiano, che ha lavorato accanto a quella che ora è la sede della “Lever House Art Collection”.
Il risultato è uno dei più prestigiosi ristoranti di New York: cucina italiana (milanese, nello specifico) e un ambiente che è praticamente l’essenza dello stile retro. Osservando le foto sembra di essere sul set di Mad Men: parati, mobili e dettagli completamente recuperati e imitati dagli anni gloriosi in cui il locale è nato.
Gli arredi sono opera dell’interior decorator americano William Georgis. Il concept è dei fondatori Gherardo Guarducci e Dimitri Pauli, proprietari della catena statunitense dei ristoranti “Sant Ambroeus”. I quadri che vedete alle pareti sono invece di ‘un certo’ Andy Warhol. Sono diciannove, per l’esattezza. Originali. Dopo il salto, l’immancabile gallery (via).