
Sono passati due anni dal lancio del progetto di Nicholas Negroponte, quel One Laptop Per Child che aveva chiesto al mondo dell’informatica e del design di cimentarsi con la realizzazione di un computer portatile, economico ed efficiente, da distribuire ai bambini di tutto il mondo.
L’ XO laptop era nato con la missione di garantire istruzione e informazione nelle zone più svantaggiate: arrivare nelle scuole e nei centri di assistenza portando la rivoluzione informatica ovunque. Ora che più di un milione di esemplari è stato distribuito, è tempo di aggiornare il progetto adattandolo alle innovazioni disponibili sul mercato.
La nuova versione è l’XO-3 che si presenta come un tablet semi-flessibile ed estremamente robusto. Due modalità di visualizzazione (orizzontale e verticale), un’interfaccia multitouch e una fotocamera sul lato posteriore.
Continua a leggere: One Laptop Per Child: il nuovo prototipo di Yves Béhar
Multitouch Barcelona è uno gruppo di interaction designers votato alla realizzazione di modi di comunicazione tra la persona e la tecnologia. Puntando sull’esperienza sensoriale delle nuove frontiere del multi touch -appunto- creano situazioni in cui, interagire in un contesto digitale, diventa un momento per riappropriarsi dell’umanità nascosta dietro ogni esperienza tecnologica.
Dita che diventano pennelli mentre un software processa pressione e velocità modificando i colori, o una versione di Space Invaders in cui al posto del tradizionale ‘cannoncino’ manovrato da un joystick, possiamo respingere gli invasori a colpi di palline di spugna colorate.
Fino all’installazione che vi presentiamo prima del post: una ironica e intelligente interfaccia grafica umana, con cui interagire osservando le risposte di un essere umano rinchiuso sotto lo schermo. Si chiama “Hi” che sta per “Human Interface”, ma anche -ovviamente- per il saluto che una persona potrebbe rivolgerci ogni volta che accediamo al nostro terminale quotidiano con il mondo.
Continua a leggere: HI: la Human Interface di Multitouch Barcelona

Silvia Massa è una interior designer che interpreta l’architettura d’interni come una scenografia dove spazio, colore, luce, forme, funzioni d’uso e tecnologia interagiscono armonicamente.
Attraverso il lavoro del suo studio, cerca di integrare la funzionalità con l’identità di chi abita gli spazi. La sua ricerca è perfettamente sintetizzata nel suo spazio web dove, grazie a una intuitiva interfaccia in Flash, è possibile sperimentare direttamente la resa dei suoi “Easy Wallpaper”: stickers giganti per decorare le pareti dei luoghi vissuti.
Rimandi pop, elementi naturali e immaginario orientale nelle decorazioni proposte. Alcuni elementi, poi, sono le silhouettes di oggetti d’arredo spesso già presenti nelle case, ma realizzati in una chiave diversa per toni scelti e rimandi temporali. Un’alternativa divertente ed elegante per dare nuova vita ai muri della vostra abitazione.
Continua a leggere: Gli stickers per decorare le pareti di Silvia Massa

Chi lavora con i software di grafica e fotoritocco sa bene quanto sia importante personalizzare l’area di lavoro. Per assecondare tutti quei piccoli gesti rapidi e automatici che velocizzano le operazioni standard o per trovare con pochi movimenti del mouse le finestre a cui ricorriamo più spesso.
Sul ’solito’ Think Geek (e dove, sennò?) un gadget che non solo materializza l’ossessione per il drag-and-drop, ma personalizza anche la nostra abitazione da ‘creativi DOC’. Per 24 dollari e 99 cent potete divertirvi a disporre l’interfaccia di Photoshop sul vostro frigorifero, staccando le varie sezioni magnetizzate e riordinandole a vostro piacimento.
Provate a cambiare il font alla lista della spesa. Potrebbe funzionare.
Continua a leggere: Photoshop magnet kit: il fotoritocco sul frigorifero
Da sempre Redbull sfrutta lo sport estremo per promuovere il proprio brand e il sito web realizzato da Archrival non si distacca per niente da questa tendenza. Progettato e animato interamente in Flash, pone al centro dell’attenzione il segretissimo half-pipe per snowboard costruito nelle campagne del Colorado.
L’atleta che avrà la struttura tutta per sé è il pluricampione Shaun White, il vero protagonista delle numerose animazioni inserite nel video. Il menu a destra introduce alle tematiche principali mentre quello posizionato in alto a destra è diciamo più tradizionale e riesce a guidare il visitatore meno smaliziato con facilità nei vari contenuti, anche quelli multimediali.
Shaun White e Redbull presentano il nuovo sito web e un half pipe segreto



Continua a leggere: Archrival e l'half pipe segreto dello snowboarder Shaun White e Redbull

I tre individui che costituiscono il team del design studio Cypher13, con sede in Colorado (USA), si presentano in modo abbastanza bizzarro ai propri visitatori: occhiali da nerd, espressione facciale non proprio sveglissima, pose plastiche abbastanza ridicole. Il loro sito, ad ogni modo, è un buon esempio di come si possa impostare un one-page-site con le varie sezioni a scomparsa gestite in jQuery.
Il layout è prevalentemente in bianco e nero, con le miniature dei lavori realizzati a donare un minimo di colore alla pagina e anche l’abbigliamento dei tre designer rispetta lo schema di colori dell’intero sito. Tuttavia il look and feel resta accattivante e l’interfaccia che fa comparire i contenuti è gradevole e ben studiata: ad esempio non è necessario cliccare sul termine “Studio” per far abbassare la tendina dato che l’area sensibile è larga come il layout stesso.
L’unica pecca sarebbe l’impossibilità di navigare il sito con javascript disattivato ma a mio modesto avviso si tratta di un dettaglio tecnico su cui si può sorvolare e non perdetevi la “chicca” del porfolio infinito che carica una decina di lavori ogni volta che si raggiunge il limite inferiore della pagina.
Continua a leggere: Cypher13: web portfolio con un tocco di autoironia

Andreas Lutz è la mente dietro questo progetto che introduce una novità netta rispetto alla navigazione web tradizionale effettuata con l’ausilio di puntatore e tastiera: il suo portfolio è completamente navigabile grazie alla voce e ai gesti della mano.
Basta avere un microfono e una webcam per poter sfogliare le varie sezioni rapidamente e senza errori dell’applicazione, realizzata interamente in Flash. Invece della solita noiosa intro il visitatore si ritrova una specie di test audio/video per poter utilizzare al meglio l’interfaccia e a dire il vero, personalmente mi ha stupito già dalla home (se così si può definire).
Il sito web esemplifica il voler superare i limiti imposti dalla macchina, tuttavia non è il massimo dell’usabilità e accessibilità ma sicuramente aprirà qualche porta nel futuro dell’interface design. Non vi resta che visionare il video introduttivo dopo il salto e un esempio di come interagire con l’applicazione e non fate come il sottoscritto che si è messo a urlare «Design! About!» più volte facendomi scambiare per un pazzo da chi mi stava vicino.
Continua a leggere: Il primo sito web della storia a navigazione audiovisiva
Il designer australiano Barton Smith ha voluto ideare e proporre un concept riguardante la graphic user interface di Facebook, che da sempre pecca in questo aspetto gestendo non proprio al meglio l’enormità e la diversità di contenuti condivisi dagli utenti del social network più utilizzato al mondo.
L’interfaccia è decisamente più gradevole, offre maggiore spazio al lifestream degli utenti allargandosi in orizzontale, mentre l’attuale layout punta molto sullo scroll in verticale e sottraendo molto spazio agli elementi che dovrebbero essere più valorizzati. Molto apprezzabile, a mio avviso, la successione degli status nella barra posta nella parte inferiore della finestra.
Un design che rivoluzionerebbe quello attuale, sicuramente migliorandolo sotto numerosi aspetti per nulla “risolti” dopo l’ultimo restyling di inizio 2009 e la recente versione lite. In basso potete sfogliare la galleria dei concept proposti da Smith e dopo il salto un video che mostra il funzionamento dal vivo. Cosa ne pensate?
Il designer australiano ha ideato un concept per la nuova GUI del social network




Continua a leggere: La nuova (possibile) interfaccia di Facebook ideata dal designer Barton Smith
Adidas commissiona all’agenzia creativa Sid Lee di Montreal il sito web per il lancio della nuova collezione sportswear autunno/inverno 2009 e il risultato è un ottimo sito in Flash che ha come tema il satellite e il sentimento di essere in qualche modo osservati dall’alto.
Il sito si apre infatti con la foto satellitare di una città i cui “segnalini” sono i modelli della collezione. Passando su ognuno di essi si ottiene uno zoom di anteprima e con un click ci si ritrova ad ammirare il capo di vestiario e relativi accessori. L’interfaccia è a mio avviso un po’ confusa, il menu superiore guida bene il visitatore ma i comandi utili a sfogliare i vari capi non sono chiarissimi, così come il comando che riporta alla mappa iniziale.
Grafica ed effetti sonori d’impatto, caratteristiche consuete di un buon sito in Flash che pecca un po’ troppo nell’interfaccia poco lineare, un “difetto” ricorrente nelle creazioni dello studio Sid Lee che francamente, se lo può permettere. Potete sfogliare alcuni screenshot del sito nella seguente galleria.
La nuova collezione autunno/inverno in un sito realizzato da Sid Lee




Continua a leggere: Sid Lee lancia il nuovo sito di Adidas Y-3

Ancora sotto shock per la chiusura di Last fm? Non disperate, e piuttosto siate pronti ad affezionarvi alle più recenti applicazioni online votate alla diffusione gratuita di musica.
Stereomood, questo il nome del nuovo servizio lanciato sul web alla fine di marzo e già diventato - tutto grazie al word of mouth- un punto di riferimento per oltre 10.000 utenti unici in 82 paesi, prende vita a partire da un concept semplice ma efficace: suggerire playlist ad hoc basate sulle emozioni o sulle sensazioni che l’utente-ascoltatore sta vivendo in un dato momento.
Una lista di tag, alcuni alquanto originali come “busy as a bee” o “lost in jamaica”, suggeriscono infatti dei possibili percorsi musicali associati ad un mood. Percorsi, chiariamo bene, che l’utente è libero di espandere e modificare registrandosi nella community e personalizzando il proprio profilo.
Problemi in vista con il diritto d’autore? Non sembrerebbe, visto che l’applicazione attinge le canzoni dai blog internazionali. L’integrazione con i più diffusi social network (Facebook, Twitter, Myspace) e con i servizi di e-mail è pensata per favorire una condivisione immediata e spontanea delle proprie emozioni in musica. Quanto all’interfaccia, poi, un layout minimale dà il massimo risalto ai tag emozionali, suggerendo in maniera inequivocabile la destinazione d’uso di questo nuovo tool online.
Via | Bybabtech
Continua a leggere: Stereomood, sul web la nuova radio emozionale