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Tutti gli articoli con tag interaction design

I videogiochi raccontati dalla web series Off Book

pubblicato da Cut-tv*e

Off Book: Video Games from PBS Arts on Vimeo.

È proprio notizia di questi giorni: è di un videogioco il record d’incassi di sempre. Al suo lancio infatti Call of Duty: Modern Warfare 3 ha registrato la cifra stratosferica di 400 milioni di dollari, superando di gran lunga mega produzioni hollywoodiane come Avatar e saghe di culto come Guerre Stellari o Il signore degli Anelli.

Allora per cominciare ad approfondire tematiche legate alle nuove forme di storytelling, alle strategie dell’interaction design e fare una panoramica sullo stato dell’arte, perché non cominciare dalla più recente puntate dell’interessante web series Off Book?

L’ultimo episodio pubblicato della serie prodotta dal network americano PBS è interamente dedicato ai Video Games, con interviste a game designer e critici che discutono dell’esperienza di gioco, degli ambienti e delle strategie di un linguaggio in costante evoluzione.

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L'interactive designer Kevin Sweeney

pubblicato da Parasite

kevin sweeney interactive designer

Kevin Sweeney è un interaction designer che ha lavorato per brand importanti come Electronic Arts, Nintendo, National Geographic, BMW, Atari. La nuova versione del suo web portfolio può far storcere il naso a prima vista per via della sua impostazione un po’ “spartana” ma la sua efficacia toglie ogni dubbio riguardo il professionista che ci si ritrova davanti al monitor.

In homepage un piccolo antipasto del suo ricco portfolio (frutto del lavoro per Fantasy Interactive) e più in basso un chiaro elenco delle sue skills, illustrate con alcune iconfondibili icone. Lo sfondo giallo caratterizza maggiormente il sito che, ad esempio, con l’uso del bianco o di un banale gradiente sarebbe rimasto “uno dei tanti”.

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"EduMap": l'istruzione 3.0

pubblicato da intweetion

EduMapDesignaffairs

Tutto basato sull’interazione e la creatività questo sbalorditivo concept dello studio Designaffairs: un’idea che mira a sviluppare la cosiddetta “Conceptual Age”, teoria secondo la quale non solo gli insegnanti diventano ‘mediatori’ dei contenuti, ma gli studenti stessi verranno stimolati maggiormente ad imparare come accedere e processare le informazioni, più che ricordarle a memoria.

“EduMap” è, in buona sostanza quello che il nome stesso suggerisce: una mappa interattiva per organizzare e condividere i contenuti. Dedicata agli studenti delle scuole primarie, ogni mappa può essere utilizzata da sei alunni. Ci sono quattro aree di interesse, identificate da altrettanti contrassegni colorati che le delimitano: lingua madre, lingua straniera, matematica e studi sociali.

La superficie è interattiva e consente di registrare ciò che viene scritto, oltre ad associarlo ad una sorta di contenitore di tag, che registra gli argomenti e i progressi del singolo allievo e la sua collaborazione con gli altri. Dopo il salto, una breve gallery che spiega il progetto nel dettaglio (il copyright delle immagini appartiene a designaffairs GmbH)

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PlayStation Move: il nuovo controller

pubblicato da intweetion

PlaystationMove

I ‘cugini’ di Gamesblog, ovviamente, ne stanno già parlando da tempo. Eppure qualche parola sul nuovo controller di Sony previsto per la fine dell’anno, che andrà a fare concorrenza diretta al Nintendo WiiMote, vogliamo spenderla anche noi.

Innanzi tutto perché quello presentato alla Game Developers Conference di San Francisco è un oggetto dal design davvero valido. Altissima ergonomia, perfettamente integrata con le linee e i toni della console e l’ormai caratteristica ’sfera’ posizionata in cima che cambia colore a secondo dell’esperienza di gioco.

Ci incuriosiscono anche i possibili sviluppi nel campo dell’interaction design. Se finora il WiiMote non è stato sfruttato a sufficienza, diversamente potrebbe accadere per il PlayStation Move che include nella confezione anche una telecamera per catturare non solo i movimenti impressi con braccia e mani, ma anche quelli del busto. Dopo il salto, due puntate del video diario che racconta lo sviluppo del nuovo controller.

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InkQuencer di Sebastian Ronde Thielke

pubblicato da intweetion

InkQuencer

Interaction design che unisce musica, ritmo e tecnologia in modo assolutamente innovativo: “Inkquencer”, del designer danese Sebastian Ronde Thielke è un progetto di quelli che vorremmo vedere più spesso. Una di quelle idee che non solo riescono a farci vivere in modo creativo e attivo la tecnologia, ma producono qualcosa che va al di là del mero intrattenimento o della fascinazione per l’estetica.

Vediamo come funziona. Il nome spiega già molto: inchiostro e sequencer fusi in un’unica esperienza interattiva. Disegniamo un pattern su un foglio: una successione di blocchi scuri distribuiti come pixel. Portiamo il foglio all’altezza della web-cam del nostro computer. Un software provvede a catturare il nostro disegno e comprimerlo in un file immagine di 32×30. A quel punto, ogni spazio vuoto è un ’silenzio’, una pausa. Ogni spazio pieno è un suono (a seconda della posizione) che include un ritmo.

Il programma provvede a inserire in tempo reale il pattern creato in un sequencer che lo suona in loop. I risultati sono molteplici: tanti quante sono le variazioni disegnate e la posizione stessa che diamo al foglio davanti alla cam. Sembra complicato. Non lo è affatto. Guardatevi il video dopo il salto.

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The 1 Hour Design Challenge "Emergency Shelter": i vincitori

pubblicato da intweetion

Ispirati dalle tristi vicende di Haiti, gli organizzatori di “The 1 Hour Design Challenge” hanno deciso di darsi come tema gli “Emergency Shelter”: i rifugi di emergenza. Sessanta minuti concessi ai partecipanti per ideare una struttura robusta, leggera, pratica da trasportare e innovativa nella realizzazione.

I dieci vincitori sono stati proclamati dalla giuria e Core77, uno dei promotori, ha donato 500 dollari a Architecture For Humanity il progetto per aiutare l’Haiti Earthquake Support Program. Ad aggiudicarsi il primo premio (e la possibilità di vedere l’idea costruita nel concreto), è stato il l’industrial e interaction designer Dan Ostrowski con la sua “Life Tent”: una tenda gonfiabile munita di un sistema di localizzazione GPS e costruita in materiale repellente per gli insetti così da evitare il rischio di malaria.

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Amusity: il tavolo musicale interattivo

pubblicato da intweetion

Amusity-IdanArbelDanaYichye

Idan Arbel e Dana Yichye non sono nuovi alle idee che cercano di rendere interattiva l’esperienza dell’ascolto musicale. Tempo fa avevano proposto “Musiblock”: una serie di cubi che, opportunamente sistemati tra loro, producevano diversi brani. Il volume e l’intensità del suono venivano aumentati sovrapponendo i cubi.

Forti di questo precedente esperimento, i due si sono cimentati con qualcosa di più grande, destinato a un pubblico potenzialmente più vasto. “Amusity” è un tavolo che integra una user interface su schermo, con cui gestire l’intera collezione musicale. Video, semplice ascolto e informazioni supplementari su i brani, vengono manovrati con due soli controller che ’scivolano’ sulla superficie.

Al centro compaiono le canzoni più ascoltate: man mano che ci si allontana invece, quelle meno richieste. Dando il ‘play’ ad un singolo brano ci vengono ’suggerite’ quelli simili, sulla base delle playlist che abbiamo precedentemente organizzato. Si può anche zoomare avanti e indietro per avere un quadro completo del reticolo di connessioni tra i pezzi che stiamo ascoltando. L’idea, per ora, è solo un concept, ma chissà in futuro. Dopo il salto, trovate i video dimostrativi sia di “Amusity” che di “Musiblock”

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Back from the Future: Sportpong

pubblicato da intweetion

SportPong

Pong è stato il primo videogioco a larga diffusione della storia. Nato nel 1966, commercializzato per la prima volta nel 1971 e portato nelle case l’anno successivo dalla Magnavox con il nome di Odyssey (poi in versione digitale dalla Atari nel 1975), era un simulatore di ping pong (da qui, ovviamente il nome). Due manopole per controllare i movimenti, grafica spartana e rudimentali effetti sonori.

L’antenato dei moderni videogames, torna ora in versione street. Sportpong altro non è infatti che il classico Pong proiettato su qualsiasi superficie, all’interno della quale i giocatori possono comandare le ‘racchette’, collegate ai piedi interattivamente.

E’ prevista una modalità multiplayer e numerosi scenari di gioco. A metà strada tra l’interaction design e l’installazione, Sportpong è un lavoro che esplora in maniera intelligente (e decisamente divertente) l’estetica e le risorse di ciò che, decenni prima di noi, ha rivelato un nuovo modo di intendere l’elettronica. L’effetto è notevole e suggestivo, come potete vedere nel video dopo il salto.

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HI: la Human Interface di Multitouch Barcelona

pubblicato da intweetion

Multitouch Barcelona è uno gruppo di interaction designers votato alla realizzazione di modi di comunicazione tra la persona e la tecnologia. Puntando sull’esperienza sensoriale delle nuove frontiere del multi touch -appunto- creano situazioni in cui, interagire in un contesto digitale, diventa un momento per riappropriarsi dell’umanità nascosta dietro ogni esperienza tecnologica.

Dita che diventano pennelli mentre un software processa pressione e velocità modificando i colori, o una versione di Space Invaders in cui al posto del tradizionale ‘cannoncino’ manovrato da un joystick, possiamo respingere gli invasori a colpi di palline di spugna colorate.

Fino all’installazione che vi presentiamo prima del post: una ironica e intelligente interfaccia grafica umana, con cui interagire osservando le risposte di un essere umano rinchiuso sotto lo schermo. Si chiama “Hi” che sta per “Human Interface”, ma anche -ovviamente- per il saluto che una persona potrebbe rivolgerci ogni volta che accediamo al nostro terminale quotidiano con il mondo.

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Le sculture interattive di Joshua Kirsch

pubblicato da intweetion

Il video che precede il post racconta già molto del lavoro di Joshua Kirsch, artista visuale che opera in una ‘terra di mezzo’ tra architettura, design e tecnologia. “Sympathetic Resonance” è una scultura musicale interattiva che ricrea una marimba con cui le note vengono suonate da 56 unità modulari di grandi dimensioni: completamente indipendenti e collegate alla tastiera via cavo o wireless.

L’effetto è visivo prima ancora che sonoro. Il suggestivo movimento dei martelletti genera un’ installazione nell’installazione. Una specie di danza robotica. Robotica è anche il termine suggerito da un’altra opera di Kirsch. “Oculus” è un ‘ragno’ a 18 zampe, connesse a un blocco centrale manovrabile dallo spettatore tramite due maniglie. Le ‘articolazioni’ provocano un movimento sincrono, come quello di un insetto che però rimane sul posto.

La scelta dei materiali utilizzati, l’attenzione alla modularità e al design degli elementi, il forte rilievo dato all’interazione, sono solo alcuni dei punti di forza di questi lavori che insistono per l’ennesima volta sul ruolo delle diverse discipline nelle nuove forme del rapporto uomo-macchina. Dopo il salto il video di “Oculus”.

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