Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag installazione urbana

SpY. Ovvero: la critica del paesaggio urbano

pubblicato da intweetion

SpY

SpY è un artista di Madrid che ha iniziato a farsi notare a metà degli anni ottanta per i suoi graffiti. Da li a poco ha iniziato a sperimentare altre forme di street-art per comunicare: poster giganteschi e cartelloni pubblicitari, modificati in uno stile (erano ancora i primi anni ‘90) non molto conosciuto.

Il suo linguaggio si è evoluto fino ad approdare al quello attuale, nato dall’esigenza di riappropriarsi degli elementi urbani, per poi replicarli, trasformarli, stravolgerli e installarli per le vie delle città.

Grande osservatore dell’ambiente cittadino, con un occhio allenato grazie alla sua esperienza con i graffiti, SpY coglie i dettagli e li rielabora in modo non direttamente invasivo, in qualche modo integrato allo spazio circostante. Eppure il risultato è sempre efficace e sorprendente, con una punta di nonsense che denuncia e sfida i luoghi comuni: un’attitudine alla critica sociale che spiazza e propone un nuovo, surreale, panorama.

....
condividi 0 Commenti

Hand From Above: una mano che trasforma i passanti

pubblicato da intweetion

HandFromAbove

Hand From Above è un’installazione interattiva di Chris O’Shea. Commissionata dal Foundation for Art & Creative Technology, dall’ Abandon Normal Devices Festival e dal Liverpool City Council per promuovere l’utilizzo degli schermi della BBC nella città. Un lavoro nato per incoraggiare a indagare la nostra normale routine, quando ci spostiamo da un luogo a un altro senza prestare troppa attenzione a quello che ci circonda né a chi è attorno a noi.

Ispirandosi al mito della Terra dei Giganti e al Goliath, l’installazione agisce in tempo reale sulle immagini della folla, riprese dall’alto e inviate agli schermi. I passanti vengono solleticati, colpiti leggermente da una mano gigante, distorti o addirittura rimossi dal video. L’alterazione avviene tramite openFrameworks e openCV, due software open source per la modellazione e la gestione delle immagini filmate. La sonorizzazione è opera di Owen Lloyd.

Come se fossero vittima di una divinità invisibile, le persone che sperimentano l’installazione, sono portate a chiedersi cosa succederebbe se l’essere umano non fosse in cima alla catena alimentare. Se non fosse l’elemento che può decidere tutto. C’è un senso quasi religioso dietro un’opera simile. Fortunatamente integrato con la concreta (e fantasiosa) realtà del mezzo tecnologico. Dopo il salto, un video girato durante la performance.

Continua a leggere: Hand From Above: una mano che trasforma i passanti

....
condividi 0 Commenti

Digital Blackbook: analizzare i graffiti

pubblicato da intweetion

DigitalBlackbookGraffiti

Nuovo progetto per Evan Roth, fondatore del Graffiti Research Lab, il sito dedicato all’unione di street art, graffiti e nuove tecnologie. Da sempre votato allo studio (e alla sperimentazione) dell’impatto visivo dei graffiti, Roth ha sviluppato negli anni una serie di tecnologie e di soluzioni video per contaminare gli spazi urbani con questa forma di arte.

Digital Blackbook è un esperimento interattivo che, attraverso un software, permette di analizzare le tags e visualizzarle sullo schermo, a partire dal gesto stesso dello scrivere. Il programma, cattura i movimenti di chi utilizza il pennarello e li invia in tempo reale a uno spazio tridimensionale nero, creando una serie di effetti ‘esplosivi’.

Proseguendo il discorso iniziato con le installazioni sulle facciate dei palazzi che avevano caratterizzato il primo step del suo progetto Graffiti Analysis, Evan Roth, con questa seconda fase, torna al gesto del writing in sé. Al gusto per le tag e per l’espressione diretta, in tutte le sue manifestazioni. Dopo il salto, il video della presentazione alla galleria Input/Output di Hong Kong.

Continua a leggere: Digital Blackbook: analizzare i graffiti

....
condividi 0 Commenti

Beautiful Light: quattro lettere per parole luminose

pubblicato da intweetion

BeautifulLight

David Therrien presenta così l’installazione “Beautiful Light”: “nasce da un’idea che mi ha affascinato da quando ero bambino: il fenomeno della luce e dell’elettricità e il ruolo della luce in ciò in cui crediamo, nel linguaggio, la biologia, il mondo naturale e la cosmologia - la luce come illuminazione, energia, informazione- e come metafora di quello che è buono e quello che non lo è. E’ anche una delle nostre prime forme di tecnologia - il fuoco per guidarci nella notte”.

Beautiful Light è un’installazione enorme, semplicissima e dal valore fortemente simbolico. Le lettere si compongono lentamente, divise come nei display a cristalli liquidi, pezzo per pezzo. I simboli intermedi sono altri messaggi: l’attesa della scrittura finale concentra l’attenzione su delle immagini che l’occhio si sforza di interpretare.

C’è una parte più emozionale, anche. Quella che ci costringe con lo sguardo in alto quando ci sono i fuochi d’artificio. La luce bianca e le dimensioni delle lettere ci rendono partecipi di un’esperienza come quella citata (e voluta) da Therrien. C’è una parte molto razionale, legata invece alla precisione dei codici e al mistero di quattro lettere (A, C, G, T) che rappresentano il codice del DNA: la vita come la conosciamo.
Dopo il salto, il video dell’installazione.

Continua a leggere: Beautiful Light: quattro lettere per parole luminose

....
condividi 0 Commenti