“Drawing Water” è un ibrido tra infografica e immagini generate da un’applicazione ideato da David Wicks che disegna un paesaggio astratto in base al rapporto tra precipitazioni e il consumo di acqua negli Stati Uniti. Il software, realizzato dalla Cinder, utilizza i dati per evidenziare come l’acqua venga incanalata, pompata, e infine travasata in luoghi lontani da dove cade. Anche se i percorsi sono immaginari, il progetto si basa su numeri reali e cerca di svelare come l’utilizzo sia spesso indiscriminatamente a scapito delle risorse.
“Drawin Water” sarà in mostra alla UCLA all’interno del D|MA thesis show il prossimo 12 maggio e sfrutterà in tempo quasi reale i dati dell’USGS per analizzare i consumi mentre quelli delle precipitazioni saranno forniti dalla NOAA/NWS. Il tutto verrà elaborato da un pc e da un iPad su cui si potranno controllare l’evoluzione del processo e le forme grafiche generate.
Nasce dalla collaborazione tra il sito (più precisamente un Tumblr) Visual Loop, tutto dedicato alla passione per le infografiche, e la graphic designer brasiliana che risponde al nome di Flávia Marinho (già collaboratrice per testate come “O Estado” di San Paolo e con la Federação das Indústrias), questo primo poster che ci racconta in uno schema la Storia della Stampa.
“In un momento in cui il digitale sembra inarrestabile nelle preferenze dei lettori, con i tablet, gli e-reader e altri gadget, abbiamo pensato che sarebbe stato doveroso ricordare l’importanza indiscutibile della stampa nella diffusione dell’informazione, della cultura e della conoscenza”, dicono dallo staff di Visual Loop. Quale modo migliore che illustrandone graficamente il percorso? Per facilitare i lettori, l’infografica è stata realizzata in inglese e in portoghese.
(cliccando sull’immagine si raggiunge il link per scaricarla in alta definizione)

Recentemente tornati sulla bocca di tutti (e sulla stampa specializzata di mezzo mondo) per la pubblicazione ‘improvvisa’ di “The King of limbs“, i Radiohead sono una band che ha sempre spiazzato gli ascoltatori per la capacità di reinventarsi musicalmente ad ogni uscita discografica. Dal rock di matrice brit degli esordi fino agli algidi - e bellissimi - panorami elettronici di “Kid A“.
Qualcuno, probabilmente dipendente da etichette e definizioni, si è preso la briga di stabilire quali fossero esattamente i generi esplorati dal gruppo. Questo qualcuno è l’art director Jamie Gurnell e ha ‘tradotto’ la sua classificazione in un’infografica. Diversi colori per i vari album, singoli elementi per canzone, tutto in una griglia accuratissima. Il bel poster ricavato (30cm x 30cm in serigrafia, qui in versione più ampia) sarà presto in vendita o può essere stampato scaricandolo a questo indirizzo. Voi intanto potete partecipare al ‘gioco’ contestando le arbitrarie suddivisioni.

Divertentissima infographic ottimamente realizzata dalla rivista Fast Company. Come spiegano loro stessi, in un futuro popolato da iPad, iPhone,iPod Touch e MacBook, il logo con la Mela più famosa al mondo, farà sempre più parte della vita quotidiana (almeno per tutti quelli che hanno deciso di abbandonare il sistema operativo delle ‘finestre’ o che sono disinteressati all’open source).
Quale migliore guida quindi di una tabella in cui viene spiegato con ironia come e soprattutto dove utilizzare la tecnologia di ’santo’ Steve Jobs? A casa, in ufficio, in macchina, durante le gite fuori porta: consultare questo poster vi strapperà una risata, ma anche una piccola, importante riflessione su quanto la nostra quotidianità sia sempre più legata alla tecnologia.
Che sia quella marchiata Apple o meno, ne siamo tutti un po’ vittime. Teniamo lo staff di Fast Company sott’occhio: arriveranno certamente integrazioni per questo “The Apple Field Guide” dopo il prossimo keynote. Lo trovate in alta risoluzione dopo il salto (via).
Continua a leggere: "The Apple Field Guide": infographic su MacBook, iPhone e iPad
Japan-The Strange Country (English ver.) from Kenichi on Vimeo.
Il video Japan: The Strange Country è un esempio brillante di infografica, creato dal designer giapponese Kenichi Tanaka per mostarre ai suoi connazionali quanto possa sembrare strano e surreale il loro paese e il loro stile di vita se osservato da uno sguardo estraneo: le contraddizioni, lo slancio consumistico, l’approccio al cibo e il rapporto con il lavoro, con il sesso, con la tecnologia, con il resto del mondo.
Japan: The Strange Country è un ritratto realistico, a tratti amaro, di un paese che ha una forte influenza sulla nostra cultura, realizzato con una tecnica impeccabile e uno stile visivo d’impatto immediato, quasi un piccolo documentario che non ha bisogno di immagini dal vero.
Via | Elastika.org

Ottima illustratrice lituana dal cognome difficilissimo da pronunciare, Kotryna Zukauskaite ha deciso di dire la sua nel campo dell’infographic: quel settore del graphic design che ultimamente vede cimentarsi creativi da tutto il mondo con risultati abbastanza sorprendenti.
La Zukauskaite si è armata di colori, ma soprattutto carta e forbici e ha realizzato questa serie di quadri tridimensionali in cui avvicina con immaginazione e attitudine quasi poetica il mondo delle statistiche.
Sua vera e propria fissazione è il punto di vista: niente rimane uguale se cambiamo il modo di osservarlo, tanto meno l’analisi di grafici e dati che, se approcciati con il giusto spirito, possono raccontarci qualcosa che va oltre i numeri e i diagrammi. Una bellissima intuizione, ottimamente realizzata. Trovate la gallery dopo il salto.
Continua a leggere: Kotryna Zukauskaite e il mondo delle statistiche

Designer italiano responsabile della grafica web di MTV Italia, Alberto Antoniazzi è palesemente appassionato di infographic e ossessionato dall’illustrazione vettoriale. Unendo le sue principali influenze, nasce come sintesi intelligente e divertita questa “Rock N’ Roll Metro Map”.
Il nome dice già molto: una immaginaria rete metropolitana in cui le stazioni sono le varie band che hanno fatto la storia della musica e dove ogni linea corrisponde a un genere. L’intersezione genera ovviamente le influenze: chi si è ispirato a chi o attraverso quali artisti mondi vicini ma diversi sono venuti in contatto.
Graficamente, come dicevamo, siamo dalle parti dei lavori di infographic che tanto successo riscuotono ultimamente. Per cogliere meglio i riferimenti di Antoniazzi e dare un’occhiata agli altri lavori, vi rimandiamo ai suoi account su Tumblr e Flickr. Qui, invece, potete ’studiarvi’ la “Rock N’ Roll Metro Map” in grandi dimensioni.