1) There are three states of being. Not knowing, action and completion. 2) Accept that everything is a draft. It helps to get it done. 3) There is no editing stage. 4) Pretending you know what you’re doing is almost the same as knowing what you are doing, so just accept that you know what you’re doing even if you don’t and do it. 5) Banish procrastination. If you wait more than a week to get an idea done, abandon it. 6) The point of being done is not to finish but to get other things done. 7) Once you’re done you can throw it away. 8) Laugh at perfection. It’s boring and keeps you from being done. 9) People without dirty hands are wrong. Doing something makes you right. 10) Failure counts as done. So do mistakes. 11) Destruction is a variant of done. 12) If you have an idea and publish it on the internet, that counts as a ghost of done. 13) Done is the engine of more.
Per quanto possiate essere allergici a regole e decaloghi, questo compilato da Bre Pettis, fondatore della Makerbot e dal suo collega Kio Stark è di quelli da mandare a memoria. Ce lo propongono come guida per realizzare la propria visione creativa, ma leggendolo ci accorgiamo presto che è pieno di ottimi consigli utili a ciò che necessita capacità e concentrazione per essere portato a termine.
Bonus decisamente gradito, l’infografica che ne ha ricavato il James Provost e il relativo poster. Ispirandosi all’icona pop-geek del Cubo di Rubik, ha sintetizzato abilmente ciascuna delle tredici frasi in modo tale che anche decifrare il ragionamento che le ha ispirate sia l’occasione di riflettere sul valore del messaggio.
(cliccate sull’immagine a inizio post per vedere l’infografica completa)
Qui su Designerblog vi segnaliamo spesso le infografiche. Non solo perché alcune sono un’ottimo esempio di graphic design, ma anche perché le migliori, spiegano in modo chiaro, efficace e sintetico concetti o realtà che la visualizzazione rende più comprensibili. Uno degli studi più abili e assidui nel loro utilizzo è Column Five.
“We create great visual content that brings people to your site”, ci avvisano immediatamente dal header del sito ed è una buona dichiarazione di intenti che viene confermata da questo “The Value of Data Visualization”: un video che in poco meno di due minuti spiega perché le infografiche sono importanti e quali sono i punti di forza di questa forma di comunicazione. Facendolo, ovviamente, con un’infographic.
Le infografiche (soprattutto quelle più creative) stanno ormai cambiando da tempo il modo di visualizzare i dati e di raccontare storie e realtà attraverso soluzioni visive intelligenti. Aiutano a comunicare idee complesse in modo chiaro, compatto e interessante, trasformando le cifre in un qualcosa di leggibile anche per chi non è abituato a elenchi e statistiche.
Visua.ly è un sito dove non solo è possibile ammirare alcune delle migliori infografiche in circolazione, ma si propone anche come portale dove interagire con una community di appassionanti e - soprattutto - sfruttare uno strumento che permetterà a tutti di crearne con i propri dati in modo rapido, facile e professionale. Intanto ci guardiamo il database già disponibile e il video di presentazione a inizio post.
Già ampiamente contestata, arriva la lista dei “50 Most Influential Designers in America” compilata dal sito di Fast Company con l’aiuto di Kristian Dimatteo. Un’infografica con cui lo staff ha tentato di mettere in evidenza alcuni nomi per fare il punto sul significato attuale del termine “design”. Sull’asse orizzontale ci sono le discipline, che vanno dalle applicazioni virtuali a quelle ‘fisiche’. In aggiunta c’è un tentativo di stima per mostrare il tipo di lavoro e l’intensità dell’impegno necessaria.
L’asse verticale riporta invece i valori che caratterizzano e differenziano i ‘makers’ dai ‘thinkers’ (critici o progettisti che influenzano attraverso il pensiero e la teorizzazione). Per la versione ad alta risoluzione basta cliccare sull’immagine a inizio post, mentre a questo indirizzo trovate un elenco con i cinquanta nomi e le loro principali attività.

E’ stato commissionato dal San Francisco Department of Emergency Management all’agenzia creativa Words Pictures Ideas che lavora prevalentemente su progetti sociali e civili. Si chiama semplicemente QuakeQuiz e altro non è che un test online per accertare quanto si conosce in merito ai terremoti e alle necessarie misure di sicurezza da seguire in caso di scosse sismiche.
Lo stile è quello delle infografiche e le domande si articolano a partire da sei diversi scenari: dai mezzi di trasporto ai luoghi pubblici. Il risultato è un ottimo vademecum, con un graphic design efficace e accattivante che potrebbe suggerire alternative valide ai più logori e noiosi opuscoli informativi.
Mentre tutto l’universo geek e techie si lancia in ipotesi più o meno fondate sull’aspetto dell’iPhone 5, il graphic designer Mike Vasilev ha deciso di realizzare un’unica infografica per il sito Mashable, in cui ripercorre i principali successi (e insuccessi, va detto…) che la Apple ha sfornato nell’ambito del product design dal 1976 a oggi.
Piacevole la resa grafica, efficaci le silhouette dei vari prodotti che li sintetizzano bene pur rendoli facilmente distinguibili. Un albero genealogico da osservare con attenzione per coltivare il proprio culto della Mela o criticarne la cronologia. Cliccate sull’immagine per guardarla alta risoluzione. Quale preferite?
Iniziamo con un momento “Forse non tutti sanno che…”. La bandiera americana, icona dalla fortissima identità grafica non è sempre stata così facilmente identificabile. Agli inizi anzi, la mancanza di uno standard grafico mostrava più i suoi limiti che punti di forza. Gli statunitensi infatti, liberi di interpretare bandiera della propria nazione come volevano, applicavano arbitrariamente le stelle e strisce ovunque: dai puntaspilli alle lattine di carne di maiale in salamoia.
Un caos che determinava spesso una completa mancanza di sensibilità nella progettazione e nel disegno grafico, quasi arrivandone a profanare il profondo significato unitario e identitario. Poi, a partire dal 1912, quando ancora gli stati erano solo 48, il Congresso decise di porre fine allo scempio adottando le linee guida che sono in vigore ancora oggi. A un giorno dalla celebrazione dell’Indipendenza, vi mostriamo questa infografica animata dello Studio Hinrichs (già all’opera con un’altra grande icona della Storia americana come Walt Disney). Dati e composizione grafica della “Stars and Stripes”: decisamente utile per scoprire qualche notizia in più.

Non sarà probabilmente la più elegante, ma concorre sicuramente al titolo per essere eletta come una delle più divertenti infografiche in circolazione. E’ opera della redazione di EngineeringDegree (e chi altri?) che si è messa all’opera per stilare uno studio approfondito su uno degli oggetti più diffusi: la carta igienica.
Apprendiamo quindi che sembra sia stata inventata a New York nel 1857 (ma in forma rudimentale già dai cinesi nel sesto secolo dopo Cristo) e tutta una serie di informazioni su dimensioni, tempi e abitudini d’uso. Specialmente quella legata al verso in cui viene agganciata al porta-rotolo, vero e proprio argomento di discussione (la pagina su Wikipedia è due volte più lunga di quella sulla guerra in Iraq). Insomma: graficamente siamo davanti a un lavoro semplice ed efficace. I sorrisi che ci strappa sono tanto di guadagnato.
Di “Social Memories” si sono già occupati i cugini di downloadblog, noi però vogliamo dargli un’occhiata soprattutto dal punto di vista grafico. Tecnicamente quella di cui vi parliamo è un’applicazione che - una volta consentito l’accesso ai propri dati personali - realizza un volumetto che racchiude la propria ’storia’ su Facebook. Tutto elegantemente stampato, scegliendo l’intervallo di tempo, le fotografie e un layout tra i tre modelli disponibili.
Graficamente siamo molto vicini allo stile in voga nelle infografiche più apprezzate. Minimale e discreto l’uso di font e colori, impaginazione elegante, chiara e semplice la resa dei dati. Il libro può poi essere acquistato a 19 (più le spese di spedizione). Nota spiacevole per l’Italia, le uniche due lingue disponibili sono infatti inglese e tedesco.
“Drawing Water” è un ibrido tra infografica e immagini generate da un’applicazione ideato da David Wicks che disegna un paesaggio astratto in base al rapporto tra precipitazioni e il consumo di acqua negli Stati Uniti. Il software, realizzato dalla Cinder, utilizza i dati per evidenziare come l’acqua venga incanalata, pompata, e infine travasata in luoghi lontani da dove cade. Anche se i percorsi sono immaginari, il progetto si basa su numeri reali e cerca di svelare come l’utilizzo sia spesso indiscriminatamente a scapito delle risorse.
“Drawin Water” sarà in mostra alla UCLA all’interno del D|MA thesis show il prossimo 12 maggio e sfrutterà in tempo quasi reale i dati dell’USGS per analizzare i consumi mentre quelli delle precipitazioni saranno forniti dalla NOAA/NWS. Il tutto verrà elaborato da un pc e da un iPad su cui si potranno controllare l’evoluzione del processo e le forme grafiche generate.