Parliamo di design e creatività giovanile in Europa. C’è ancora una specifica progettuale che distingue le singole tradizioni nazionali? Oppure si è già affermata un’identità europea? E ancora, quali le coordinate del design under 35 contemporaneo?
Domande, queste, a cui prova a dare una risposta Design After School, esposizione allestita a Roma nell’ambito della settimana capitolina del design. La mostra ricostruisce, senza pretesa di esaustività, una panoramica della creatività del vecchio continente sotto il profilo della progettazione di prodotto, della grafica, dell’infodesign, per arrivare a territori limitrofi ma in crescita come ad esempio il green design.
Tra i progetti in mostra, ci sono piaciuti quelli in grado di valorizzare anche i materiali meno nobili dando vita a prodotti caratterizzati da forma iconica e semplicità d’uso. Rinunciando a vocazioni da atelier, e preferendo piuttosto una messa in produzione realistica e a basso costo.
Nelle immagini, Tamago di Merci Design, Hyper desk di Valentina Folli, HplusM di André Gouveia, Medusa di Sam Sannia, Elica di Brian Sironi, Sliced Lampd di Studio Mango.
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Convivere, per quanto psicologicamente difficile, con l’ineluttabilità del terremoto nelle zone a rischio. In che modo? Innanzitutto rendendosi consapevoli dei comportamenti da adottare in caso di catastrofe naturale. Un presupposto irrinunciabile, di fronte al quale nessuno può girare la testa invocando considerazioni fataliste, ma che piuttosto può trovare proprio nel design un veicolo per favorire la divulgazione, ad esempio grazie a strumenti di infodesign e ad un uso accorto e coinvolgente della grafica.
Questo lo spirito con cui è stato recententemente pubblicato negli Stati Uniti The L.A. Earthquake Sourcebook. Los Angeles, si sa, da tempo aspetta oramai il suo Big One: proprio per questo l’Art Center College of Design della metropoli californiana ha avviato 4 anni fa uno studio interdisciplinare volto ad indagare il ruolo del design come presupposto di problem solving nella gestione delle emergenze.
Nella sua veste finale, il volume raccoglie informazioni basilari di sismologia e scienze delle costruzioni, e soprattutto include dettagliate informazioni pratiche sui comportamenti più adeguati da tenere in caso di scossa, sia durante che dopo il terremoto. Senza dimenticare anche alcune considerazioni sull’aspetto emotivo, individuale e comunitario, che un evento del genere necessariamente porta con sé. Un approccio senz’altro interessante, e che si dimostra quanto più attuale proprio quando, dopo il terremoto in Abruzzo, l’urgenza di un’ampia diffusione di queste good practices è sotto gli occhi di tutti.
Via | SDZ
