
Stampati in occasione di una mostra, di un’inaugurazione, di un défilé, di un concerto, di un qualsiasi happening, gli inviti sono, anche oggi in piena era digitale, un indispensabile strumento di comunicazione, ma anche l’oggetto di collezioni e feticismi.
Sono progettati per colpire, solleticare la vista con colori e peripezie calligrafiche, rimanere in mente grazie a soluzioni inusuali anche dal punto di vista tattile, grazie a carte, cartoncini, tessuti, stampe in rilievo e ogni tipo di materiale non ortodosso.
In occasione di Milano design-in-the-city, le designer Ines Paolucci e Patrizia Scarzella hanno raccolto in una collezione piuttosto insolita tutti gli inviti degli eventi in cui sono state coinvolte, a cui hanno partecipato per una mostra che si prospetta come una passeggiata tra forme tanto effimere quanto creative. Dal 22 al 27 ottobre 2009 alla DesignLibrary di Via Savona, a Milano.

Oggi ha ufficialmente inizio il Salone del Mobile 2009 di Milano e tra le tante iniziative che partono oggi vi segnalo “Domino, Gioco di Materia”, una collettiva che farà parte del programma del Fuorisalone di quest’anno. “In un suggestivo ambiente storico, 6 artisti e designer interpretano la superficie metallica come decorazione” è la promettente presentazione.
Le curatrici Anty Pansera e Patrizia Scarsella con Camilla Bertolino hanno scelto le opere e i progetti di Antonia Campi, Daniela Gerini, del Gruppo MID con Alfonso Grassi e Alberto Marangoni, di Gral, Ines Paolucci e Daniele Ragazzo. Tutti i progetti sono stati realizzati da ExtraVega Carpenteria e Design.
L’appuntamento è dal 21 al 27 aprile, presso la Biblioteca di S.M. Incoronata, in Corso Garibaldi 116, naturalmente a Milano.

Design_kit di Valentina Downey
Italia: Design_kit è una nuova iniziativa di designerblog, una serie di interviste, che si propone di creare una geografia del panorama del giovane design italiano, evidenziando quali sono le icone di riferimento della nuova generazione e le direzioni intraprese dalla nuova creatività. Il bello di questa mappa è che si autogenererà. Ogni intervistato infatti farà il nome del suo successore.
L’ospite di oggi è la Product e Industrial designer toscana Valentina Downey, metà toscana metà irlandese residente a Parma, invitata da Ines Paolucci.
Descrivi chi sei, cosa fai e come ti piace farlo.
Sono nata a Firenze da madre toscana e padre irlandese. Dopo la formazione artistica all’Accademia di Belle Arti di Firenze ho studiato design a Milano. Ho collaborato con un gruppo di ingegneri fornendo alle aziende il percorso dall’idea all’ingegnerizzazione del prodotto, disegnando oggetti per il pagamento elettronico. Terminata questa esperienza ho progettato nel settore dell’arredo bagno per Gedy e Valli&Valli e nel settore dell’arredamento per Culti, Manital, Fasem e Levitamine. Di seguito ho progettato, nel settore dell’ elettrotecnica oggetti quasi esclusivamente di uso professionale per Bocchiotti e Inset. Attualmente, assieme a Patrizia Scarzella, coordino laboratori di progetto cuciti su misura per aziende quali St. Gobain, Bormioli Rocco, Pyrex, Gruppo Fanti, Methis Divisione Arredamento Ufficio di Coopsette soc. coop. Parto sognando i tanti mondi che possono ospitare l’oggetto che devo ancora progettare: questi mondi diversi sono abitati dagli altri oggetti che lo circondano, dalle persone che lo usano, dalle emozioni che suscita e che subisce in ambienti spazio-temporali definiti. I tanti scenari immaginati suggeriscono le idee per i nuovi usi e per le nuove forme dell’oggetto che deve essere progettato. A questo punto mi calo profondamente nella realtà dell’azienda che dovrà trasformare l’idea in prodotto industriale e cerco di condividerne le conoscenze e le problematiche da ogni punto di vista.
L’esito molto vivace del post sul nuovo logo per la nostra rubrica Designer Kit ci ha convinti a sondare la vostra voglia di fare meglio o altro rispetto alle proposte di Ines Paolucci, che vedete nel post di ieri.
Mandateci i vostri loghi alla mail info@designerblog: li pubblicheremo tutti in una galleria di immagini che potrete poi commentare e votare. Ne sceglieremo uno insieme e presenteremo volentieri il suo autore con una intervista.
Da oggi per tre settimane vi invitiamo ad allegare ai progetti, anche poche righe di riferimento alla fonte della vostra ispirazione o alla scelta dello stile, insomma qualcosa che aiuti tutti i noi a meglio interpretare la natura della vostra proposta. Buon lavoro a tutti.
Giovedì 29 maggio abbiamo condiviso con tutto il blog il logo che la designer Ines Paolucci ha realizzato per inaugurare le nuove interviste di Italia: Design_kit. Avendoci proposto tre versioni, ora ci troviamo nella posizione di scegliere quale di queste è più adatto a rappresentare l’iniziativa. Così abbiamo pensato di sottoporre la cose alla giuria competente e appassionata della comunità di designerblog. Aiutateci a scegliere il nuovo logo di Italia: Design_kit!
Italia: Design_kit è una nuova iniziativa di designerblog, una serie di interviste, che si propone di creare una geografia del panorama del giovane design italiano, evidenziando quali sono le icone di riferimento della nuova generazione e le direzioni intraprese dalla nuova creatività. Il bello di questa mappa è che si autogenererà. Ogni intervistato infatti farà il nome del suo successore.
L’ospite di oggi è Ines Paolucci, Graphic & Product designer che vive e lavora a Roma nella sua casa laboratorio.
Descrivi chi sei, cosa fai e come ti piace farlo.
Sono Ines, progetto cose a due e a tre dimensioni che non soddisfano quasi mai dei bisogni perché nessuno di noi ha bisogno di altri oggetti ed immagini, che difficilmente risolvono problemi anzi spesso ne creano di nuovi, che a volte rispondono a delle funzioni come la serie di lampade Diamond prodotte da Slamp, e altre ancora ci fanno compagnia provocando con sottile ironia come l’appunta ricordi Je me suiviens. Adoro gli oggetti, quelli anonimi e quelli noti, la loro storia ufficiale e quelle più intime e segrete, il loro linguaggio e valore simbolico ed evocativo. Il mio modo di lavorare cambia a seconda del committente, il migliore e peggiore insieme è quando il committente sono io.