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Olimpiadi di Londra 2012: ecco la torcia olimpica di Edward Barber e Jay Osgerby

pubblicato da intweetion

Olimpiadi di Londra 2012: ecco la torcia olimpica di Edward Barber e Jay Osgerby

Presentata dal comitato organizzativo delle Olimpiadi di Londra 2012, ecco finalmente la torcia che verrà accesa in onore dei giochi di questa edizione. L’hanno progettata Edward Barber e Jay Osgerby, gli industrial designer dell’omonimo studio BarberOsgerby e realizzata in metallo dorato. Gli ottomila fori della superficie - che rappresentano altrettanti tedofori - la rendono ovviamente più leggera e impediscono al calore della fiamma di raggiungere la mano di chi la trasporta.

Secondo i portavoce del comitato, la forma richiama quella del triangolo, con i tre lati che si moltiplicano per multipli (come i tre valori ufficiali dei Giochi Olimpici - eccellenza, amicizia e rispetto - e le tre parole del motto “Citius!, Altius!, Fortius!”), ma qualcuno ha iniziato a ironizzare sulla scelta, criticando la somiglianza eccessiva con una grattugia o il bocchino di una sigaretta. A noi sembra un progetto valido, funzionale ed elegante: voi cosa ne pensate?

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La bicicletta 'molto pieghevole' di Kevin Scott

pubblicato da intweetion

BendyBicycleKevinScott

“Ora vediamo se riescono a rubarla…” Qualcosa ci dice che Kevin Scott deve aver avuto brutte esperienze con il suo mezzo a pedali prima di decidere di realizzare questa bicicletta. Il risultato finale è notevole (e permette anche un gran risparmio di spazio): quando si dice “Fare di necessità virtù”, un vecchio proverbio che potrebbe essere applicato spesso al migliore design.

La bici di Kevin Scott è stata ideata e realizzata come esame finale del suo corso di studi all’ BSc Industrial Design. La giuria è andata oltre: Scott infatti si è aggiudicato anche un premio in denaro di 500£ per “incoraggiare un successivo sviluppo di questa unica e sorprendente idea”.

Soldi che il giovane industrial designer impiegherà molto presto: “Ho intenzione di utilizzare il denaro per farmi produrre i componenti che serviranno a effettuare un test completo del prodotto”, ha dichiarato. Come funziona? La parte centrale del mezzo è costituita da un sistema a cremagliera che permette di piegare agevolmente il telaio per ‘attorcigliarlo’ attorno a un palo e poi rimetterlo nella posizione originaria. Semplice ed efficiente. Di seguito, altre immagini della bicicletta.

Bendy Bike Kevin Scott
Bendy Bike Kevin ScottBendy Bike Kevin ScottBendy Bike Kevin Scott

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"Anno Domini": il calendario perpetuo di Stanley Ruiz

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Anno Domini di Stanley Ruiz

Stanley Ruiz è un designer che vive e lavora a Brooklyn e, vista la sua bravura nell’assemblaggio dei materiali, da sempre unisce nei suoi lavori il lato industriale a quello più semplice e grezzo. Quello che vi presentiamo è un suo calendario perpetuo (di quelli, per intenderci, che non è necessario sostituire alla fine dell’anno).

Provocatorio già dal nome “Anno Domini” di Ruiz è un crocifisso, realizzato completamente in legno e ispirato al calendario gregoriano. Sulle quattro estremità della croce trovano spazio i fori per individuare numero, giorno della settimana e mese con un apposito segnalino.

La connotazione religiosa può essere vista in modo negativo o -anzi- particolarmente devoto. L’idea lascia inizialmente perplessi, tuttavia l’oggetto in sé rimane semplice e funzionale a sufficienza. A voi giudicare quanto sia ‘opportuno’.

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Accendere la memoria con Phillu

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phillu

C’è gente che colleziona le scatole di fiammiferi. Non sapevo che, in inglese, la cosa avesse un nome. Il termine è Phillumeny e, proprio a questa singolare mania è ispirato il Phillu -appunto- dell’industrial designer turco Emir Rifat.

Phillu è una via di mezzo tra una pen-drive e un (mini) hard disk esterno della capacità di 45 gigabyte. La particolarità sta nel fatto che è realizzato come una scatola di fiammiferi. Ognuno dei 9 cerini è una memoria di 5 giga che può essere rimossa dal contenitore e va ‘attivata’ sfregando la ‘testa’ sul lato ruvido dell’oggetto.

Successivamente, possiamo scambiare solo il singolo fiammifero -sempre con altri possessori del Phillu- o solo alcuni, nei quali avremo inserito i dati da trasferire. Basterà reinserire il cerino nella scatola e connettere il tutto via usb. Se l’idea è quanto meno macchinosa, l’oggetto è invece molto accattivante: linee morbide, colori scuri ed eleganti, materiali diversificati (l’interno è in legno). Vedremo se e come raggiungerà il mercato.

Phillu: accendere la memoria
Phillu: accendere la memoriaPhillu: accendere la memoriaPhillu: accendere la memoria

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Moomin Valley: l'interior design di Maria Yasko

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MariaYaskoMoomin

Vi avevamo già parlato della talentuosissima industrial designer russa Maria Yasko, segnalandovi le sue scaffalature modulari. ‘Stavolta vogliamo mostrarvi un suo progetto di interior design dedicato alla serie di libri per bambini “Moomin” della scrittrice finlandese Tove Jansson.

La Yasko ha ricreato alcune delle illustrazioni dei libri realizzando degli spazi in tre dimensioni per un luogo che offra intrattenimento per tutta la famiglia. L’effetto è molto simile a un lavoro di paper-cut, che però occupa interi ambienti.

Coloratissime, ricche di giochi di forme e luci, le varie stanze sono un tributo a uno stile nordico in cui però la fantasia scorre in ogni singolo elemento. Sagome e silhouette funzionali e non, strutture tondeggianti o spigolose e sghembe per l’illusione (per una volta reale) di vivere in un libro pop-up. Di seguito, una gallery del progetto.

Moomin Valley: l’interior design di Maria Yasko
Moomin Valley: l'interior design di Maria YaskoMoomin Valley: l'interior design di Maria YaskoMoomin Valley: l'interior design di Maria YaskoMoomin Valley: l'interior design di Maria YaskoMoomin Valley: l'interior design di Maria Yasko

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L'arredamento molecolare di Davide Tonizzo

pubblicato da intweetion

Industrial designer, Davide Tonizzo non fa mistero di usare molto spesso il compasso per progettare le sue idee. Dopo aver lavorato per molto tempo a Torino, su automobili e elementi di arredo, è tornato in Canada e, da lì ha lanciato DesignD, il suo studio.

La prerogativa di Tonizzo è passare con grande agilità (mantenendo la stessa dose di inventiva), da lavori molto grandi e legati alle esigenze più marcatamente industriali come i suoi backpack per furgoni, a oggetti decisamente più piccoli come piatti e scodelle.

Stesso discorso vale per i mobili e l’arredamento. Se da un lato si è cimentato con vasche-doccia futuristiche, dall’altro ha realizzato sedie e divani la cui silhouette è sempre legata a una implementazione con gli altri dettagli della casa. Fino al prodotto che vi presentiamo con il video all’inizio del post. “Molecule” sono una serie di elementi modulari, ispirati appunto alla struttura molecolare, uniti attraverso convessità e concavità adatte per sfruttare al meglio lo spazio disponibile. Un esempio ammirevole di ricerca e equilibrio.

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Darren Gilford e il design di "Tron Legacy"

pubblicato da intweetion

TronLegacy

Non potremo vederlo prima del prossimo anno, ma Tron Legacy è già un successo annunciato. Seguito (e remake?) del celebre film del 1982 che ha radicalmente cambiato il modo di concepire l’immaginario tecnologico, il film sarà una delle esperienze visive più spettacolari che ci attendono nel 2010.

Se per le novità cinematografiche potete affidarvi a Cineblog, qui vogliamo invece parlarvi di due dei personaggi più importanti dietro questo sequel: Kevin Ishioka, l’art director capo di questa produzione (già noto per Spiderman II e “Men In Black II”, di cui ha realizzato gran parte degli scenari), ma soprattutto Darren Gilford.

Product Designer e illustratore per il cinema e la pubblicità, ha avuto il difficilissimo compito di attualizzare, senza snaturarlo, tutto il lavoro fatto da Syd Mead (industrial designer che aveva già prestato il suo talento per Blade Runner), Peter Lloyd alle ambientazioni e soprattutto Jean Giraud (Moebius), il celeberrimo e visionario autore francese di fumetti che aveva ideato l’intero set e i costumi.

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Il frigorifero da salotto di Samsung

pubblicato da Cut-tv

Il frigorifero da salotto di Samsung

Sempre più spesso le case vengono progettate o ristrutturate dando sempre meno spazio alla cucina, o eliminandola del tutto in favore di un angolo cottura. Gli elettrodomestici diventano così elementi a vista che si trovano a far parte dell’arredamento di soggiorni e salotti.

Il nuovo frigorifero Samsung disegnato dagli industrial designer olandesi di GRO è stato pensato proprio per ambienti in cui si è persa una distinzione netta tra pubblico e privato, tra estetica e funzione.

Prodotto in due modelli, uno orizzontale più simile ad una sideboard e uno più classico verticale, questo frigorifero si caratterizza comunque per aver perso ogni somiglianza con la forma canonica dell’elettrodomestico, per potersi mimetizzare con successo in un ambiente moderno e minimale.

Via | Picocool.com

Il frigorifero da salotto di Samsung
Il frigorifero da salotto di Samsung Il frigorifero da salotto di Samsung Il frigorifero da salotto di Samsung Il frigorifero da salotto di Samsung

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Joven De La Vega: sedia o scrivania?

pubblicato da Gianni Sivari

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L’ultima creazione dell’industrial designer Joven De La Vega è un complemento d’arredo modulare e multifunzionale che prende il nome di Chair/Desk. In base allo specifico posizionamento la creazione può essere utilizzata come sedia o scrivania; infatti, se posizionata verticalmente è una normalissima sedia dalla forma abbastanza stravagante, ma se la si posiziona orizzontalmente si ottiene una scrivania con tanto di seduta.

Ma i possibili usi non si limitano a questo, il comparto dietro allo schienale, lo stesso che funge da seduta per la scrivania, può essere usato come porta riviste-

Via | Thedesigblog.org

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Italia Design_kit di Diego Vencato

pubblicato da Cut-tv

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Italia: Design_kit è un’iniziativa di designerblog, una serie di interviste, che si propone di creare una geografia delpanorama del giovane design italiano, evidenziando quali sono le icone di riferimento della nuova generazione e le direzioni intraprese dalla nuova creatività. Il bello di questa mappa è che si autogenera ogni volta che un intervistato suggerisce il nome del suo successore.

L’ospite di oggi è l’Industrial designer Diego Vencato di Milano, invitato da Paolo Lucidi e Luca Pevere di Lucidipevere.

Descrivi chi sei, cosa fai e come ti piace farlo.
Sono Diego Vencato, nato nel 1977 e non faccio il designer, ma sono un designer… c’è differenza. Non vuole essere un’affermazione “da arrivato”, significa solo che non si parla semplicemente di un’attività, ma di un modo di pensare, di rapportarsi al mondo: si è designer continuamente e in tutto. Questo atteggiamento è un pregio e un difetto: a volte i miei amici dicono che esagero…giusto un po’. Mi piace vedere il mondo in questa prospettiva: è la mia, è la sola che conosco.

Italia Design_kit di Diego Vencato
toshiba redlab segno

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