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Tutti gli articoli con tag industrial design

Ritorno al Futuro: il primo lettore CD della Sony

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SonyCDplayer

Il ‘gioiellino’ che vedete in foto, costava ’solo’ 1000$ nel lontanissimo 1983. E’ stato il primo lettore di compact disc messo in commercio (quello dell’anno precedente aveva avuto vita brevissima e principalmente nelle fiere per addetti ai lavori) e uscì con il marchio Sony (anche se l’invenzione è un brevetto Sony/Philips).

Non certo un miracolo di design, squadrato e voluminoso, il CDP-101 era uno status-symbol da audiofili. Per via del prezzo, certo, ma anche perché la musica disponibile sul nuovo supporto era davvero poca. La stampa di album in formato CD era iniziata appena due anni prima e includeva solo artisti dalle cifre di vendita astronomiche come Abba e Billy Joel e molta musica classica per esaltare la qualità dell’ascolto.

Fa sorridere guardare oggetti così distanti dalla nostra idea di futuro e -soprattutto- di estetica legata alla tecnologia. Fa ancora più sorridere l’autorevole recensione (a questo link), scritta dallo staff di Sterophile all’inizio del 1983. Toni entusiasti ma diffidenti: come mai avrebbe potuto diffondersi un oggetto simile su larga scala? Sarebbe divertente provarci ora.

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Accendere la memoria con Phillu

pubblicato da intweetion

phillu

C’è gente che colleziona le scatole di fiammiferi. Non sapevo che, in inglese, la cosa avesse un nome. Il termine è Phillumeny e, proprio a questa singolare mania è ispirato il Phillu -appunto- dell’industrial designer turco Emir Rifat.

Phillu è una via di mezzo tra una pen-drive e un (mini) hard disk esterno della capacità di 45 gigabyte. La particolarità sta nel fatto che è realizzato come una scatola di fiammiferi. Ognuno dei 9 cerini è una memoria di 5 giga che può essere rimossa dal contenitore e va ‘attivata’ sfregando la ‘testa’ sul lato ruvido dell’oggetto.

Successivamente, possiamo scambiare solo il singolo fiammifero -sempre con altri possessori del Phillu- o solo alcuni, nei quali avremo inserito i dati da trasferire. Basterà reinserire il cerino nella scatola e connettere il tutto via usb. Se l’idea è quanto meno macchinosa, l’oggetto è invece molto accattivante: linee morbide, colori scuri ed eleganti, materiali diversificati (l’interno è in legno). Vedremo se e come raggiungerà il mercato.

Phillu: accendere la memoria
Phillu: accendere la memoriaPhillu: accendere la memoriaPhillu: accendere la memoria

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I nuovi autobus a due piani di Londra

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DoubleDeckerBus

And if a double-decker bus, crashes into us, to die by your side is such a heavenly way to die… così recitava la -splendida- There Is A Light That Never Goes Out dei compianti Smiths. E’ solo uno dei tanti modi in cui è stato immortalato negli anni, l’autobus a due piani, vera e propria icona pop(ular) della cultura Britannica.

Il governo del Regno Unito ha indetto un concorso per il restyling del mezzo di trasporto più caro agli inglesi, concorso vinto da una serie di aziende e studi di design tra cui la Foster And Partners insieme alla Aston Martin e la Capoco Design Ltd.

A breve verrà scelto il vincitore definitivo, mentre i nuovi autobus a due piani saranno pronti per le prossime Olimpiadi del 2012, realizzati dalla Wrightbus, una ditta (scelta decisamente politically correct) dell’Irlanda del Nord. Linee morbide e retro per una serie di lavori davvero degni di nota. Lunga vita al Double-decker!
Dopo il salto, una gallery con i modelli arrivati in finale e l’idea di Yasmin Ali, uno dei vincitori nella categoria “Under 11″.

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Moomin Valley: l'interior design di Maria Yasko

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MariaYaskoMoomin

Vi avevamo già parlato della talentuosissima industrial designer russa Maria Yasko, segnalandovi le sue scaffalature modulari. ‘Stavolta vogliamo mostrarvi un suo progetto di interior design dedicato alla serie di libri per bambini “Moomin” della scrittrice finlandese Tove Jansson.

La Yasko ha ricreato alcune delle illustrazioni dei libri realizzando degli spazi in tre dimensioni per un luogo che offra intrattenimento per tutta la famiglia. L’effetto è molto simile a un lavoro di paper-cut, che però occupa interi ambienti.

Coloratissime, ricche di giochi di forme e luci, le varie stanze sono un tributo a uno stile nordico in cui però la fantasia scorre in ogni singolo elemento. Sagome e silhouette funzionali e non, strutture tondeggianti o spigolose e sghembe per l’illusione (per una volta reale) di vivere in un libro pop-up. Di seguito, una gallery del progetto.

Moomin Valley: l’interior design di Maria Yasko
Moomin Valley: l'interior design di Maria YaskoMoomin Valley: l'interior design di Maria YaskoMoomin Valley: l'interior design di Maria YaskoMoomin Valley: l'interior design di Maria YaskoMoomin Valley: l'interior design di Maria Yasko

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L'arredamento molecolare di Davide Tonizzo

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Industrial designer, Davide Tonizzo non fa mistero di usare molto spesso il compasso per progettare le sue idee. Dopo aver lavorato per molto tempo a Torino, su automobili e elementi di arredo, è tornato in Canada e, da lì ha lanciato DesignD, il suo studio.

La prerogativa di Tonizzo è passare con grande agilità (mantenendo la stessa dose di inventiva), da lavori molto grandi e legati alle esigenze più marcatamente industriali come i suoi backpack per furgoni, a oggetti decisamente più piccoli come piatti e scodelle.

Stesso discorso vale per i mobili e l’arredamento. Se da un lato si è cimentato con vasche-doccia futuristiche, dall’altro ha realizzato sedie e divani la cui silhouette è sempre legata a una implementazione con gli altri dettagli della casa. Fino al prodotto che vi presentiamo con il video all’inizio del post. “Molecule” sono una serie di elementi modulari, ispirati appunto alla struttura molecolare, uniti attraverso convessità e concavità adatte per sfruttare al meglio lo spazio disponibile. Un esempio ammirevole di ricerca e equilibrio.

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Darren Gilford e il design di "Tron Legacy"

pubblicato da intweetion

TronLegacy

Non potremo vederlo prima del prossimo anno, ma Tron Legacy è già un successo annunciato. Seguito (e remake?) del celebre film del 1982 che ha radicalmente cambiato il modo di concepire l’immaginario tecnologico, il film sarà una delle esperienze visive più spettacolari che ci attendono nel 2010.

Se per le novità cinematografiche potete affidarvi a Cineblog, qui vogliamo invece parlarvi di due dei personaggi più importanti dietro questo sequel: Kevin Ishioka, l’art director capo di questa produzione (già noto per Spiderman II e “Men In Black II”, di cui ha realizzato gran parte degli scenari), ma soprattutto Darren Gilford.

Product Designer e illustratore per il cinema e la pubblicità, ha avuto il difficilissimo compito di attualizzare, senza snaturarlo, tutto il lavoro fatto da Syd Mead (industrial designer che aveva già prestato il suo talento per Blade Runner), Peter Lloyd alle ambientazioni e soprattutto Jean Giraud (Moebius), il celeberrimo e visionario autore francese di fumetti che aveva ideato l’intero set e i costumi.

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Somewhere City: gli animali componibili di Goran Lelas

pubblicato da intweetion

SomeWhereCity

Nati dalla collaborazione tra il MoMA di New York ed il designer Goran Lelas, gli animaletti di Somewhere City sono una piacevole e intelligente idea da regalare per natale ai più piccoli -e non solo.

Lelas è praticamente un mito vivente dell’industrial design e delle arti visive in genere. Dopo aver lavorato per molte case di moda e aver collaborato con le riviste più prestigiose (Vogue, Glamour) ha iniziato a interessarsi all’illustrazione per bambini ed è stato art director per numerose agenzie anche qui in Italia.

I toys di Somewhere City sono dei buffi ibridi con elementi presi in prestito da vari animali. E’ possibile mescolare sia i pezzi dello stesso personaggio che scambiarli tra di loro. Sono consigliati per i piccoli dai tre anni in su, ma sono disponibili anche le versioni in pelouche per i piccolissimi di due diverse dimensioni. Prezzi sullo shop dai 9 euro e 90 ai 19 euro e 90.

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Craighton Berman: il design in chiave ironica

pubblicato da intweetion

FueledByCoffee

Craighton Berman è un noto industrial designer e direttore creativo che progetta oggetti la cui linea rimanda sempre al modo d’uso inteso anche in senso ironico. Sua è Coil, la lampada costruita con il filo elettrico, sua anche Stimulation: la tazza per il caffé che incorpora il posacenere.

Insegnante di designed object al Art Institute of Chicago, Berman è noto anche per Fueled by Coffee il blog in cui, con sketch veloci, racconta il suo personalissimo e dissacrante punto di vista sul design. Divertentissimi i “Segway Hacks” o il “Dual-lap Laptop”, così come i resoconti dei suoi viaggi (ce n’è uno anche in Italia) o i link segnalati con frasi che li reinterpretano in modo altrettanto creativo.

Una maniera intelligente di riflettere su questa professione, sui suoi eccessi e sui difetti che spesso la portano a trascurare la funzionalità e le necessità di utilizzo. Il tutto fatto da un insider, con ironia e osservazioni che strappano un sorriso. Suggerendo anche qualcosa di nuovo a partire dalle stesse critiche espresse. Per trovare ispirazione e -allo stesso tempo- non prendersi troppo sul serio.

Craighton Berman: insoliti oggetti di arredo
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Il frigorifero da salotto di Samsung

pubblicato da Cut-tv

Il frigorifero da salotto di Samsung

Sempre più spesso le case vengono progettate o ristrutturate dando sempre meno spazio alla cucina, o eliminandola del tutto in favore di un angolo cottura. Gli elettrodomestici diventano così elementi a vista che si trovano a far parte dell’arredamento di soggiorni e salotti.

Il nuovo frigorifero Samsung disegnato dagli industrial designer olandesi di GRO è stato pensato proprio per ambienti in cui si è persa una distinzione netta tra pubblico e privato, tra estetica e funzione.

Prodotto in due modelli, uno orizzontale più simile ad una sideboard e uno più classico verticale, questo frigorifero si caratterizza comunque per aver perso ogni somiglianza con la forma canonica dell’elettrodomestico, per potersi mimetizzare con successo in un ambiente moderno e minimale.

Via | Picocool.com

Il frigorifero da salotto di Samsung
Il frigorifero da salotto di Samsung Il frigorifero da salotto di Samsung Il frigorifero da salotto di Samsung Il frigorifero da salotto di Samsung

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Retro Synth Ads: le pubblicità dei vecchi sintetizzatori

pubblicato da intweetion

RetroSynthAds

L’ennesimo campo in cui il design si è evoluto in modo molto attento ai progressi della tecnologia è quello degli strumenti musicali elettronici. I sintetizzatori hanno rappresentato una svolta epocale per la musica degli ultimi decenni: i modelli hanno rincorso tutte le nuove possibilità offerte dalle innovazioni e così hanno fatto i designer.”

Retro Synth Ads è un blog che propone scansioni di pubblicità dei sintetizzatori degli anni ‘70 e ‘80. Una lista impressionante di immagini che funziona come la carrellata di una parte consistente della storia della musica contemporanea. Mr. RetroSynthAds, per presentare il suo blog scrive: “Crescendo, le pubblicità dei sintetizzatori erano la sola maniera che avevo per scoprire le ultime novità. Gli strumenti pubblicizzati su riviste come Keyboard Magazine e Electronic Musician.

“Non che il negozio di strumenti che c’era nella mia zona non avesse materiale da poter visionare, ma da adolescente ero spaventato all’idea di farlo. Unitevi a me in questa passione per i sintetizzatori d’epoca, le drum machine e i campionatori. E le loro pubblicità”. Difficile resistergli, anche solo per il gusto di scoprirne il motivo.
Dopo il salto, in tema di sintetizzatori, guardatevi il video di quei mattacchioni di BlorpCorp che vi presentano un modello storico: il Roland Juno

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