Ispirati dalle tristi vicende di Haiti, gli organizzatori di “The 1 Hour Design Challenge” hanno deciso di darsi come tema gli “Emergency Shelter”: i rifugi di emergenza. Sessanta minuti concessi ai partecipanti per ideare una struttura robusta, leggera, pratica da trasportare e innovativa nella realizzazione.
I dieci vincitori sono stati proclamati dalla giuria e Core77, uno dei promotori, ha donato 500 dollari a Architecture For Humanity il progetto per aiutare l’Haiti Earthquake Support Program. Ad aggiudicarsi il primo premio (e la possibilità di vedere l’idea costruita nel concreto), è stato il l’industrial e interaction designer Dan Ostrowski con la sua “Life Tent”: una tenda gonfiabile munita di un sistema di localizzazione GPS e costruita in materiale repellente per gli insetti così da evitare il rischio di malaria.
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Vi avevamo già parlato della talentuosissima industrial designer russa Maria Yasko, segnalandovi le sue scaffalature modulari. ‘Stavolta vogliamo mostrarvi un suo progetto di interior design dedicato alla serie di libri per bambini “Moomin” della scrittrice finlandese Tove Jansson.
La Yasko ha ricreato alcune delle illustrazioni dei libri realizzando degli spazi in tre dimensioni per un luogo che offra intrattenimento per tutta la famiglia. L’effetto è molto simile a un lavoro di paper-cut, che però occupa interi ambienti.
Coloratissime, ricche di giochi di forme e luci, le varie stanze sono un tributo a uno stile nordico in cui però la fantasia scorre in ogni singolo elemento. Sagome e silhouette funzionali e non, strutture tondeggianti o spigolose e sghembe per l’illusione (per una volta reale) di vivere in un libro pop-up. Di seguito, una gallery del progetto.
Moomin Valley: l’interior design di Maria Yasko





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David Schultze nasce come architetto, poi passato al design industriale con la scoperta delle potenzialità offerte dalle nuove tecnologie. Ha creato il suo SchultzeWORKS nel 1997 e gestisce Professor3D: un sito in cui appassionati e i professionisti nel campo della grafica e della modellazione si scambiano suggerimenti e postano tutorial.
Da sempre interessato alle strategie per fondere innovazione tecnologica e elementi di design più tradizionali, Schultze progetta principalmente apparecchiature elettroniche di largo consumo, elettrodomestici, mobili e supporti per l’illuminazione. Da questa sua grande capacità di adattare esigenze funzionali attuali a un gusto retro, nasce il prototipo del “Philco PC”.
Ispirato al Philco Predicta, un televisore in vendita nel 1954- al minimalismo e allo steampunk, il risultato -spiega proprio David Schultze- è un’estetica nel design che unisce molti elementi familiari con uno stile più nuovo e i moderni PC su cui viene installato Windows 7.
Nuovi talenti. E’ un’estetica molto particolare quella che caratterizza i pezzi del duo olandese Kranen Gille, formato rispettivamente da Jos Kranen e Johannes Gille, ex alunni della Design Academy Eindhoven. Il duo, infatti, è accomunato da un gusto spiccato per uno stile industriale un po’ cyber che non disdegna il recupero e la commistione con soluzioni artigianali.
La produzione comprende una sedia, un tavolino basso, una panca, una lampada e una poltrona, la Fredersen Miami Wingchair, caratterizzata da un’imbottitura fermata con dei lacci. La collezione è in mostra a Londra presso la galleria di design FUMI.
La collezione di Kranen Gille alla Galleria FUMI
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Cordula è una lampada da salotto, disegnata dalla giovane tedesca Stephanie Jasny, che mutua la sua forma da un oggetto da cantiere, l’avvolgicavo di una prolunga elettrica.
Perfetto accessorio per un ambiente di chiara ispirazione industrial, Cordula è un’intelligente rivisitazione del faro spot, con l’aggiunta del lungo cavo (ben 10 metri) che permette di spostarla da un punto all’altro dell’ambiente.
Il suo piedistallo è basculante e la luce può essere direzionata con un’escursione di 90 gradi. Pensata per lampade a basso consumo, Cordula è disponibile in due versioni, nera con il cavo azzurro e bianca con il cavo giallo.
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Urbana 47, è il nome ma anche l’indirizzo di un caffé-ristorante da poco aperto nel cuore del Rione Monti a Roma. La cucina, in stile tradizionale rivisitato, promette ingredienti biologici e a “km zero”, ovvero provenienti solo dalla campagna romana. Un’atmosfera post-industriale ma riscaldata da tocchi rustici (non possono non colpire l’occhio le piramidi di scatole di pelati alle pareti) accoglie il visitatore.
Ma il motivo per cui ne parliamo qui è la singolare iniziativa riguardante l’arredamento: in un periodo in cui un locale se vuole sopravvivere deve cambiare stile quasi a ogni stagione, da Urbana 47 nulla è permanente. L’arredo è curato da Zoc, il vicino negozio specializzato in arredamento vintage e mobili per ufficio degli anni ‘50 e, ad esclusione del bancone e di un paio di altri elementi strutturali, tutto il resto è in vendita. Tavolini, scaffali, sedie e altri mobili, tutti di modernariato, sono pronti per essere impacchettati e venire con voi, subito dopo pranzo.
Via | Stylefactory
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Italia: Design_kit è una nuova iniziativa di designerblog, una serie di interviste, che si propone di creare una geografia del panorama del giovane design italiano, evidenziando quali sono le icone di riferimento della nuova generazione e le direzioni intraprese dalla nuova creatività. Il bello di questa mappa è che si autogenererà. Ogni intervistato infatti farà il nome del suo successore.
L’ospite di oggi è l’Industrial, Interior e Graphic designer Mirjam Kink, tedesca di nascita, fiorentina di adozione, invitata da Valentina Downey.
Descrivi chi sei, cosa fai e come ti piace farlo.
Mi chiamo Mirjam Kink. Sono tedesca di origine ma vivo e lavoro in Italia. Ho studiato disegno industriale all’ISIA di Firenze. Terminati gli studi ho avuto la fortuna di ottenere qualche contatto di lavoro interessante, quindi ho aperto la partita Iva e mi sono buttata nella libera professione. Lavorare in proprio non è stato sempre facile, soprattutto al livello economico, ma sento particolarmente stimolante il fatto di dover affrontare problematiche sempre nuove e dovermi rimettere in discussione tutte le volte che accetto un incarico nuovo.

Da quando a 10 anni ha progettato un automobile giocattolo riciclando lattine, il giovane Industrial, Product, Interior and Graphic designer di Singapore Eric Lim Meng Liang non ha mai spesso di ispirarsi a quello che sente e conosce. Partendo dallo skyline delle strutture urbane contemporanee, Eric Lim ha progettato una seduta capace di reggere i confronto con l’incessante zig zag di un ElettroCardioGramma. Urban Pulse premiata all’International Furniture Fair 2008 di Singapore, cerca di evocare l’impulso urbano con il suo design frastagliato e irregolare in vetroresina rossa, come il cuore che batte in una città frenetica e tentacolare