
Nati dalla collaborazione tra il MoMA di New York ed il designer Goran Lelas, gli animaletti di Somewhere City sono una piacevole e intelligente idea da regalare per natale ai più piccoli -e non solo.
Lelas è praticamente un mito vivente dell’industrial design e delle arti visive in genere. Dopo aver lavorato per molte case di moda e aver collaborato con le riviste più prestigiose (Vogue, Glamour) ha iniziato a interessarsi all’illustrazione per bambini ed è stato art director per numerose agenzie anche qui in Italia.
I toys di Somewhere City sono dei buffi ibridi con elementi presi in prestito da vari animali. E’ possibile mescolare sia i pezzi dello stesso personaggio che scambiarli tra di loro. Sono consigliati per i piccoli dai tre anni in su, ma sono disponibili anche le versioni in pelouche per i piccolissimi di due diverse dimensioni. Prezzi sullo shop dai 9 euro e 90 ai 19 euro e 90.
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Brevissima nota di colore. Mi sono imbattuto in Beatrice Alemagna molti anni fa, quando un comune conoscente realizzò un cortometraggio sui suoi lavori e sul suo -allora- recente trasferimento in Francia. A colpirmi fu non solo l’evidente bravura, ma la sincera passione e volontà di “disegnare racconti” -per usare le sue parole- senza lasciarsi scoraggiare dai limiti di un mercato difficile come quello italiano.
Cresciuta con l’ammirazione per i libri di Rodari e le illustrazioni di Luzzati e Munari, Beatrice Alemagna ha raggiunto traguardi importantissimi nell’ambiente della narrativa illustrata per bambini. Selezionata per ben due volte in occasione del prestigioso Prix Baobab e vincitrice di un Premio Andersen (e di molti altri concorsi), le sue storie sono state tradotte in varie lingue e il suo talento è ormai da più di 10 anni al servizio di una struttura importante come il Centre Pompidou di Parigi.
Capace di un approccio delicato e intelligente anche ad emozioni difficili da tradurre per i più piccoli, utilizzando tecniche diverse in modo ’semplice’ e perfettamente adeguato alle storie, il suo tratto e la sua abilità nel raccontare sono cresciuti proporzionalmente ai risultati ottenuti. Uno dei nomi di cui andare orgogliosi fuori dai nostri -spesso- miopi confini nazionali. Di seguito, una gallery con alcune sue tavole.

Dick Bruna è famoso per i suoi personaggi pensati (e magistralmente disegnati) per i bambini. La coniglietta Miffy la conosciamo tutti: lei e gli altri animali creati dall’illustratore olandese compaiono su una montagna di gadget e -ovviamente- libri. Per spiegare il suo assoluto talento in materia, basti pensare che, quando si rese conto che i libri erano troppo alti per delle mani ancora piccole, decise di portarne la dimensione a 16×16cm. Un gesto semplicissimo e fondamentale seguito da molti.
Purtroppo, come capita spesso a chi viene eccessivamente identificato con un unico lavoro di grande successo, il resto della carriera di Bruna è praticamente sconosciuto ai più. Designer e illustratore dal tratto retro ed essenziale, Dick Bruna è anche un notevole animatore (specialmente in stop-motion) e la stessa capacità di gestire e valorizzare la sua opera attraverso il merchandise è un esempio di attento uso del design grafico.
Fra le cose meno note, ci sono invece decine di copertine di libri, tra cui quelle realizzate per i romanzi di Ian Fleming e Georges Simenon. Il suo stile gli aggiunge tensione e mistero: grandi forme e sagome scure, il gioco (tutto influenzato dal De Stijl) di far emergere colori attraverso linee minime. Su Retrobook (ennesimo sito a lui dedicato) trovate tutte le copertine
Dopo il salto, un’intervista a Dick Bruna.
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